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Donazioni di sangue in calo: campanello d'allarme

Flessione per l'Avis, stabile l'Adas. Sempre garantita l'autosufficienza provinciale. Seletti: "Fabbisogno crescente". Campanini: "Fondamentale la regolarità"

Donazioni di sangue in calo: campanello d'allarme

Sangue

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A livello provinciale l’autosufficienza è stata mantenuta, seppur a fatica. Ma, a differenza degli ultimi anni, Parma non è riuscita stavolta a garantire una dotazione adeguata di sangue al Centro regionale di Bologna. E non è un buon segno, tanto più che la stagione estiva, periodo sempre particolarmente critico per la raccolta, è ormai alle porte.
Una circostanza che può essere spiegata con il calo del numero di donazioni effettuate e di nuovi donatori. L’Avis (21.267 iscritti a fine 2013), ad esempio, accusa in provincia una preoccupante flessione: 8.129 i prelievi (di sangue intero, plasma e piastrine) eseguiti nei primi cinque mesi del 2014, ben 931 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-10,3%). Nel 2014 sono stati 512 invece i nuovi donatori, a fronte dei 593 registrati a maggio 2013 (-13,6%). Un rallentamento che si riflette pure in ambito comunale dove, se da un lato, tiene il numero di donazioni complessive (3.290 in tutto, +0,4%), dall’altro si segnala un -13,4% di nuovi ingressi, appena 37 dall’inizio dell’anno.
«Un dato sorprendente se consideriamo che Parma, in rapporto alla sua popolazione, ha sempre avuto un elevato numero di donatori», rileva Doriano Campanini, vice presidente dell'Avis provinciale. «I motivi di questo calo? Tanti. Dalla crisi economica al calo demografico degli anni ‘80, che comincia a farsi sentire - spiega -. Certo è che l’equilibrio dell’autosufficienza è delicato e potrebbe sfociare in una situazione di criticità. Per questo è indispensabile donare con regolarità, magari in maniera razionalizzata, ovvero quando serve e ciò che effettivamente serve».
Situazione pressoché stabile, invece, per quanto riguarda l’Adas: 2.877 iscritti distribuiti in 17 gruppi, tra cui i nuovi della Scuola per l’Europa e dell’Albertelli-Newton, cui va aggiunto pure quello della Chiesi, resosi nuovamente autonomo dopo essere confluito per un periodo in «Adas per la Vita». Tra gennaio e maggio 2014, l’Adas provinciale ha registrato 1.308 donazioni, pareggiando perfettamente i conti con lo stesso periodo del 2013. A maggio sono stati 325 i prelievi effettuati (+32 rispetto all’anno scorso, quando erano stati 293). In leggero aumento pure le prime donazioni: 69 dall’inizio dell’anno (di cui 16 nell’ultimo mese), a fronte delle 55 dell’anno precedente. «Dati che ci confortano, ma che vanno incrementati alla luce di un fabbisogno sempre crescente - spiega Ines Seletti, presidente provinciale di Adas -; negli ultimi mesi, il Centro trasfusionale di Parma ha segnalato più volte la necessità di sangue e lo ha fatto in un periodo che, storicamente, è sempre stato tranquillo per una realtà come la nostra. L’arrivo dell’estate potrebbe acuire le difficoltà e non dobbiamo farci cogliere impreparati. Per questo chiediamo uno sforzo ulteriore a tutti i donatori».

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  • laurag

    20 Giugno @ 10.02

    Possibili cause?? I tatuaggi!! Avete mai pensato che oramai tutti i ragazzi (quasi il 65% se non di più) ciclicamente si fa un tatuaggio e devono passare 6 mesi prima di potere donare il sangue?? Peccato però che magari prima di questi 6 mesi ne hanno già fatto un altro....

    Rispondi

  • Francesca

    20 Giugno @ 09.26

    Peccato che nell'articolo non venga menzionata la campagna di chiusura che sta effettuando l'Avis nelle sezioni della Provinciali, alcune sezioni sono già state chiuse! A mio avviso il vero motivo del calo di donazioni è questo, e non la crisi o il calo demografico....

    Rispondi

  • coscienza

    20 Giugno @ 09.23

    Perchè il vice presidente non parla della chiusura di tante sezioni avis, forse non lo ritiene un possibile motivo di questo calo? Credo che la gestione dell'avis provinciale stia raccogliendo quello che ha seminato.

    Rispondi

  • Manuel

    20 Giugno @ 09.15

    Sicuramente chiudere le sedi, autosufficenti, comunali non aiuta l'avis, ma mentre per i donatori è volontariato magari per qualcuno è diventato solo business.....

    Rispondi

  • davide

    20 Giugno @ 07.09

    non è che il calo è dovuto alla riorganizzazione provinciale dei centri prelievi!!?? avete chiuso in modo oscieno tanti punti prelievo in tante sezioni, sopratutto in montagna e i donatori ti stanno facendo capire che cosi non funziona!!

    Rispondi

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