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Berceto: toccò la nipotina nelle parti intime, arrestato un 34enne

Berceto: toccò la nipotina nelle parti intime, arrestato un 34enne
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Era rimasto da solo in casa con la nipotina di 5 anni, nell'estate 2006 a Berceto. Lei si fidava dello zio 34enne, che però le ha chiesto di sdraiarsi sul letto e le ha toccato le parti intime. La piccola ha dovuto promettere di non rivelare nulla ai genitori. Ma poi, in lacrime, ha rivelato l'abuso.
Sono partite le indagini dei carabinieri e c'è stato il processo. Ora, la sentenza di condanna a 5 anni di carcere per violenza sessuale aggravata. Così un operaio 34enne è stato arrestato dai carabinieri di Berceto, che hanno eseguito l'ordine di carcerazione del tribunale di Parma. Il giovane si trova nel carcere di via Burla.

La brutta vicenda è iniziata nell'estate 2006, quando i servizi sociali hanno fatto una segnalazione all'autorità giudiziaria in merito a presunte molestie su una bambina che allora aveva quasi 5 anni. I carabinieri di Berceto avviarono un'indagine nel massimo riserbo. Contattarono i genitori della bimba, con l'aiuto dello psicologo dei servizi sociali. I militari accertarono che qualche giorno prima la bimba si comportava in modo strano. Davanti alle insistenze dei genitori, raccontò loro che, rimasta occasionalmente da sola in casa con uno zio, era stata convinta da lui a sdraiarsi su un letto, per poi essere toccata nelle parti intime. Lo zio le raccomandò di non raccontarlo a nessuno. All'inizio la bimba obbedì, ma poi disse tutto ai genitori, tra le lacrime.

I carabinieri continuarono le indagini e raccolsero altri elementi, comprese le dichiarazioni di altri familiari della vittima, per delineare con precisione il contesto nel quale l'episodio era avvenuto. Emerse così che non c'erano state ulteriori molestie sulla piccola.

Identificato l'autore dell'episodio e ricostruito l'accaduto, nell'ottobre 2008 il 34enne è stato rinviato a giudizio. Il processo si è svolto con rito abbreviato e il giudice ha ritenuto colpevole l'imputato, condannandolo alla pena di 5 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata, con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza è divenuta esecutiva, per cui i carabinieri di Berceto hanno arrestato il 34enne.
 

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  • morametto

    16 Luglio @ 12.33

    Cinque anni sono pochi, era gia stato cacciato dalla croce rossa di Berceto poichè molesto. Andava denunciato allora.

    Rispondi

  • adriano

    15 Luglio @ 14.28

    In IRAN l'avrebbero appeso ad una gru, come appena faTto con tre trafficanti di droga. Certo è che in quel paese la certezza della pena non manca !

    Rispondi

  • Gigi

    15 Luglio @ 14.21

    il problema è che sembra non vediamo l'ora di prendercela con qualcuno e/o dare giudizi e lezioni; tutte le volte che si parla di pedofilia o crimini affini nelle varie forme espressive più o meno violente (e pur sempre gravissime) non si tiene conto che è, volenti o nolenti, una malattia, solo che fino a che si tratta di tumori, infarti, ictus, ecc siamo prontissimi - e ci viene spontaneo - essere compassionevoli e comprensivi, mentre quando la patologia è di origine mentale (specie se a sfondo sessuale) ci allontaniamo e tendiamo solo a condannarla come se fosse qualcosa di diverso, che non ci appartiene...poi in qs caso e in altri simili, son proprio felice (forse sollevato?)che esistano giudici e strutture che si prendono cura della vittima ma anche del carnefice perchè, se fossimo noi a deciderere per qs ultmimo - N.B.: uso NOI perchè, malgrado la riflessione che scrivo, i miei stessi sentimenti son contrastanti - lo avremmo già evirato o appeso a un albero o chiuso in cella buttando via la chiave O ELIMINATO e cose del genere...non si tratta di giustificare nessuno ma almeno di provare a comprendere, anche perchè certe "pulsioni" ci sono vicine molto più di quanto ci possiamo immaginare. ciao

    Rispondi

  • Marco Finelli

    15 Luglio @ 12.49

    C'è qualcuno che vuole difendere e giustificare anche questo poverino?

    Rispondi

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