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Centrale nucleare vicino a Fidenza? Comune e Provincia dicono "no"

Centrale nucleare vicino a Fidenza? Comune e Provincia dicono "no"
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L'Italia che torna al nucleare avrà bisogno di nuove centrali. Saranno almeno quattro. La provincia di Parma potrebbe essere coinvolta? Sì secondo il quotidiano «La Stampa», no secondo gli enti locali.
Un articolo della «Stampa» di oggi include una «zona a nord di Fidenza» tra i possibili luoghi in cui costruire una centrale. Ma Comune e Provincia gettano acqua sul fuoco, in pratica dicendo che il giornale ha fatto un errore.
Nell'articolo si sottolinea che Enel dice di aver già individuato i possibili siti in cui costruire (con Edf) nuovi impianti. «Ma li teniamo chiusi in cassaforte», avrebbe dichiarato l'ad Fulvio Conti. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, senza entrare nel dettaglio dei luoghi, ha detto che il governo ha deciso a favore del nucleare e contro chi metterà i bastoni fra le ruote potrà usare le «maniere forti», nel rispetto della Costituzione.
In generale, i luoghi nei quali realizzare nuove centrali nucleari devono avere scarsa sismicità e abbondanza di acqua, devono essere lontane dai grandi centri abitati e ben collegate con la rete di distribuzione elettrica. In un'Italia montuosa e ad alto rischio sismico, «La Stampa» indica le possibili location di impianti nucleari basandosi su fonti Greenpeace. Ci sono il delta del Po a Rovigo, l'Oltrepò Pavese e la provincia di Vercelli, persino Udine e Pordenone. E, appunto, «una zona a nord di Fidenza» (oltre a Ragusa, Taranto, Calabria e Sardegna).

IL COMUNE: «DATI VECCHI». Una nota del Comune di Fidenza dice che nell’articolo del quotidiano piemontese «si parla della centrale nucleare di Caorso e che la cartina correlata fa riferimento a una mappa, che risulta ormai obsoleta, frutto di uno studio sui siti potenzialmente idonei poiché a basso rischio, effettuato dal Cnen (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) negli anni ’70, prima dell’entrata in funzione della centrale termonucleare di Caorso». L’amministrazione comunale sottolinea, inoltre, che «non è pervenuta nessuna richiesta o interessamento per una centrale nucleare da parte del Ministero dello Sviluppo Economico».

BERNAZZOLI: «SPERO CHE LA CARTINA NON CORRISPONDA ALLE IDEE DEL MINISTRO». «Stamattina leggendo un quotidiano nazionale ho imparato che tra le aree a cui si pensa per costruire una delle quattro centrali nucleari che il Governo ha intenzione di realizzare in Italia c'è una non meglio precisata zona a nord di Fidenza e che, secondo il ministro Scajola, se anche gli Enti locali non saranno d'accordo il Governo procederà ugualmente, in nome degli interessi nazionali. Tutto ciò è inaccettabile, sia per il metodo sia nel merito».
Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia, interviene con queste parole sulla questione dei luoghi in cui costruire centrali, indicati dalla «Stampa».
«Per il metodo siamo ad anni luce di distanza non dal federalismo e da una sana applicazione del principio di sussidiarietà, ma dallo stesso rispetto che ogni livello istituzionale è tenuto a mantenere verso gli altri. Nessuno ha consultato né i cittadini di Fidenza e dei comuni vicini, né i sindaci, né il presidente della Provincia. E a fronte di tutto ciò il  ministro non trova di meglio da fare che minacciare l'uso della forza se qualcuno, per ora neanche consultato, non fosse d'accordo. Ma tutto ciò e' inaccettabile anche nel merito - continua Bernazzoli -.  La nostra provincia è la patria riconosciuta a livello mondiale delle produzioni agroalimentari  di qualità. Una delle aree più antropizzate  d'Europa, oltre tutto. È l'ultima terra dove abbia senso anche solo pensare di costruire un impianto di quel tipo che sarebbe, al di là di  ogni altra considerazione, una violenza al territorio e alle nostre comunità».
«Mi auguro - conclude Bernazzoli - che la mappa pubblicata oggi delle zone “meno rischiose per il nucleare” non corrisponda alle idee del ministro Scajola e comunque una precisazione sarebbe più che mai necessaria. Se così non fosse non mancheremo di coinvolgere gli enti locali e i cittadini per fare sentire le nostre legittime ragioni insieme a tutti quelli che hanno a cuore il futuro del nostro territorio».
 

 

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  • Giuseppe Giuliani

    16 Luglio @ 12.34

    Strabilianti le dichiarazioni del neo-rieletto Presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, sulla paventata collocazione di una centrale nucleare a nord di Fidenza. Le avesse giustificate con una presa di posizzione politica sul tema dell'energia - del tipo: prima spegniamo le luci, mettiamo i pannelli solari, le pale eoliche, coibentiamo le abitazioni, piantiamo gli alberi per fare ombra e poi ne discutiamo a livello nazionale - gliene avremmo tutti reso merito. Invece che ti fa il bel Vincenzo? Tira in ballo la arcinota "vocazione agroalimentare" della Provincia di Parma riconosciuta "a livello mondiale" perchè non si faccia la centrale a Fidenza. A Caorso si, ma a Fidenza no. Caspita, che lungimiranza politica un discorso di questo tipo! Già vediamo Bernazzoli sul confine del territorio animare pattuglie di vigili provinciali per il blocco dei pomodori provenienti da Caorso...

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  • Francesco

    16 Luglio @ 11.41

    PRIMO : già per molti anni è stata in esercizio una centrale elettronucleare a Caorso. E' ferma da diverso tempo , ma le scorie radioattive sono ancora lì . Io credo che le "mappe" , del tutto ipotetiche, che si vedono in giro, si riferiscano proprio a Caorso. SECONDO : la rinascita dell' Italia dalle macerie del dopoguerra, fino ad arrivare al famoso "miracolo economico" , è stata sostenuta , oltre che dal metano e dal petrolio di Mattei, dall' energia elettrica, prodotta a baso prezzo ed in enorme quantità dalle centrali idroelettriche sulle montagne. Dighe e bacini alimentavano la produzione di tantissima energia pulita. Noi Italiani eravamo considerati i migliori costruttori di dighe del Mondo. Poi c' è stato il Vajont. Una tragedia immane dovuta non tanto alla diga, che ha retto benissimo al tremendo urto , ma all' errore di progettazione che ha fatto costruire un grande bacino ai piedi di una montagna che franava, e tutti lo sapevano. Dopo il Vajont, più nessuna centrale idroelettrica. Buttato il bambino con l' acqua sporca ! Le Alpi sono piene di centrali idroelettriche ferme. Ma non si potrebbe riprendere la produzione di energia idroelettrica , prima di pensare al nucleare ? Anche i Paesi che, in passato , hanno costruito numertose centrali elettronucleari , ora le stanno abbandonando, e non ne costruiscono più. Quando gli altri smettono, noi cominciamo ?. TERZO : le centrali nucleari che Berlusconi ha ordinato in Francia sono di modello vecchio e producono molte scorie, pericolose e che non si sa dove mettere. Ci sono modelli di centrale più moderne che ne producono pochissime . Come dire che, grazie a Berlusconi , andiamo a comprare un' automobile, e prendiamo una "balilla" ! QUARTO : noi Italiani abbiamo l' onore e la fortuna di avere un Fisico , premio Nobel, che si chiama Carlo Rubbia. In materia energetica in genere, ed elettronucleare in particolare , è una delle maggiori autorità mondiali. Moltissime Nazioni lo chiamano a progettare le loro Rete Energetica, ed il Professor Rubbia lo fa col più grande rispetto per la salubrità dell' Ambiente. L' unico Paese che non l' ha chiamato è il suo, l' Italia , dov' è saltato fuori un tale dicendo "Ghe pensi mi ! ". Siamo a posto ! QUINTO finché è in vigore l' articolo uno della Costituzione, la Sovranità, in Italia, appartiene al Popolo, e chi si ammanta della parola "Libertà" dovrebbe saperlo. Il Popolo Italiano , sulla produzione di energia elettronucleare, si è già pronunciato , con un forte "NO" in sede di referendum. Quindi, in un Regime Democratico, quel "no" potrebbe essere cambiato in "si" solo con un nuovo Referendum Popolare , altrimenti la Costituzione , con l' Istituto del Referendum Popolare, la possiamo buttare nella spazzatura Chi si fregia del ttolo di "Popolo delle Libertà" dovrebbe avere, per l' espressa volonà di quel popolo, un minimo di rispetto.

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  • Giancarlo

    16 Luglio @ 10.42

    Quanto catastrofismo!Preferite le centrali a carbone o a petrolio?E i costi energetici dove li mettete?E' ora che ci si sfili dalla dipendenza(e dai ricatti) dei Paesi arabi e sudamericani. Le centrali nucleari li abbiamo a due passi(Francia) e in quasi tutta europa.La sola parola "nucleare"terrorizza come se si parlasse della peste.Oggi il consumo energetico è talmente alto e costoso che è impensabile continuare con fonti alternative.Ovviamente la costruzione di centrali nucleari deve essere fatta nel rispetto di tutte le norme a tutela della salute,della sicurezza e dell'ambiente.

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  • alessandro

    16 Luglio @ 09.40

    Ma come? Tutti vogliono il nucleare e nessuno lo vuole a casa propria? Solo io ci vedo estrema immaturità in tutto ciò?

    Rispondi

  • Monica

    16 Luglio @ 09.04

    Il nucleare in Italia??? ma vogliamo scherzare? Inoltre non dimentichiamo che il paese è ad alto rischio sismico...e cosa succede se la terra si muove sotto ad una centrale??? Mettiamo un pò di stucco nelle crepe??? E raccogliamo le scorie uscite con il retino delle farfalle???

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