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I salumi «british» di Spigaroli deliziano i palati reali

I salumi «british» di Spigaroli deliziano i palati reali
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Scommessa vinta per il principe Carlo d’Inghilterra e per Massimo Spigaroli. I prodotti che quest’ultimo ha ricavato dalle carni di due suini che l’erede al trono gli ha inviato in novembre, stanno ottenendo un grande successo deliziando i palati «reali» d’Oltremanica. E’ la vittoria di due uomini che condividono un grande amore per l’agricoltura e le tipicità ed è la vittoria di chi crede nelle potenzialità e nei saperi del proprio territorio.
Da mesi Spigaroli è al lavoro con le carni dei due suini, un Tamworth ed un Large Black che il principe gli ha inviato in novembre. Periodicamente, a stagionatura terminata, dall’Antica Corte Pallavicina le varie partite vengono inviate a Buckingham Palace ed i risultati finora sono stati eccellenti. Di recente Massimo Spigaroli ha scritto al principe evidenziando che: «i salumi che abbiamo prodotto in novembre con i suoi maiali mi sembrano di ottima qualità, hanno reagito al nostro microclima allo stesso modo di quelli fatti con il nostro suino "Nero di Parma", si sono asciugati perfettamente e subito sono comparse le classiche muffe bianche tipiche di questo territorio».
Spigaroli ha voluto donare al principe Carlo anche il vino Fortana. «So che è difficile - ha proseguito in uno dei suoi scritti Spigaroli - forse impossibile, ma ognuno ha i suoi sogni: vorrei un giorno poterla avere mia ospite presso la nostra piccola azienda, per farle vedere e capire quanto sia difficile portare avanti e difendere con tanta ostinazione le nostre antiche tradizioni». Ed il sogno di Spigaroli, di avere l’erede al trono a Polesine, è stato tutt'altro che ignorato dal diretto interessato. Nella buca delle lettere, lo chef, agricoltore e norcino della Bassa si è trovato, pochi giorni fa, un piccolo plico dell’Ambasciata Britannica a Roma. Al suo interno, una lettera a lui indirizzata, inviata come si legge nel testo che l’accompagna da «Sua Altezza Reale il Principe di Galles». Un documento eccezionale, l’ennesimo straordinario riconoscimento a Spigaroli. La lettera è firmata, di suo pugno, dal principe che gli scrive: «Sei stato meraviglioso ad inviarmi quest’ultima partita di salumi delle tue cantine. Mi emoziona apprendere che i miei suini sono stati quasi all’altezza di quelli della tua famosa "Nera di Parma" e non vedo l’ora di assaggiare il frutto dei tuoi sforzi. Sono commosso - prosegue l’erede al trono - del tuo pensiero di inviarmi il tuo vino Fortana e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo gesto così generoso. Inutile dire - ed è questo il principale passaggio - che sarei davvero entusiasta di poter visitare la tua azienda un giorno: siamo stati in Italia nello scorso aprile, ma purtroppo non c'è stato il tempo per una puntata da Roma. Nulla - aggiunge - mi darebbe più piacere dell’ammirare lo splendido lavoro che stai facendo per conservare le tradizioni del tuo territorio».
Quando la legge, Spigaroli, non riesce a non piangere ed è ben conscio di avere tra le mani un riconoscimento straordinario al suo lavoro. «Tutti i suoi consulenti - spiega il norcino rivierasco - non gli avevano prospettato altro futuro per i suoi maiali, se non quello dell’uso per il bacon e per arrosti. Tra lo scetticismo generale dei suoi stessi consulenti cercava, a livello mondiale, qualcuno che potesse valutare possibilità alternative. Alla fine ha scelto me riconoscendomi le caratteristiche che cercava: vale a dire la capacità di dare vita a produzioni naturali legate ad una zona senza ricorrere ad additivi chimici ma basandosi totalmente sui saperi del territorio».
Il principe del Galles, ormai alcuni anni fa, ha gustato un culatello apprezzandone largamente la qualità; quindi, grazie anche a Carlin Petrini di Slow Food International, è arrivato a Spigaroli, affascinato dalla sua continua ricerca, dedicata soprattutto alle razze autoctone e al recupero del Suino Nero di Parma. In novembre del 2007 c'è stato l’incontro in terra britannica con Massimo Spigaroli e il principe Carlo che hanno legato immediatamente iniziando a confrontarsi sui temi legati all’allevamento e alla lavorazione dei maiali. Corby Kummel, uno dei massimi giornalisti americani in fatto di enogastronomia, sul «The Atlantic» ha scritto di questo incontro evidenziando come i due si parlassero come fossero due norcini della Bassa. «Posso dire - conclude Spigaroli - che il principe ha vinto la scommessa fatta su di me ed io ho vinto quella fatta sui suoi maiali. Anche stavolta credo di aver fatto qualcosa di buono: in primis l’aver dato una soddisfazione ad un desiderio del principe dimostrando che i suoi maiali non sono adatti solo al bacon o all’arrosto ma anche ad usi diversi. E poi c'è la soddisfazione personale di essere riuscito dove gli altri ancora non ce l’avevano fatta. Ma per un giudizio finale si attende che anche il resto giunga a stagionatura». Con un occhio di riguardo ai culatelli che, per ultimi, raggiungeranno la Casa Reale.

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