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Soragna: il principato compie trecento anni

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di Bruno Colombi


SORAGNA - Per la storia locale, domani è una data importante e significativa. Il 4 agosto di trecento anni fa, nel 1709, l’imperatore Giuseppe d’Austria sancì con un proprio diploma il titolo di Principe del Sacro Romano Impero e di Soragna per il marchese Giampaolo IV Meli Lupi e per i suoi successori. Da marchesato, Soragna diventò, quindi, principato.
Un titolo che in realtà  gli era già stato assegnato cinque anni prima, con l’iscrizione del feudatario di Soragna tra i principi del Sri: un riconoscimento che, a causa della guerra in corso per la successione spagnola, non potè però essere formalizzato nel relativo diploma imperiale, cosa che invece si verificò il 4 agosto del 1709.
Venne, in questo modo, premiata la fedeltà del marchese Giampaolo all’Impero ed alle sue vicende: una fedeltà che valse al signore di Soragna importanti amicizie e considerazioni alla corte di Vienna, nonché appoggi e protezioni da parte del principe Eugenio di Savoia, comandante dell’esercito imperiale in Italia, sul territorio parmense, su cui l’Austria continuava a vantare il proprio dominio. Elevando Soragna a proprio principato, l’impero volle ancora una volta opporsi al predominio spagnolo in Italia, riaffermando che il Ducato di Parma e Piacenza non era un feudo del Papa, territori che lo stesso pontefice aveva assegnato ai Farnese, ma un suo dominio. Non stupiscono quindi tutte quelle azioni avverse che la corte di Parma mise in atto in più sedi contro i Meli Lupi e che si conclusero addirittura con la concessione, per il signore di Soragna, del diritto di «battere moneta con le insegne delle proprie armi». Si arrivò anche alla confisca del feudo da parte del Maggior Magistrato, ma il principe di Soragna, sostenuto da Vienna, riuscì sempre ad uscirne fuori, grazie anche all’esborso di quei 4 mila fiorini d’oro previsti dai capitoli che Giampaolo onorò con l’invio a Vienna di consistenti carichi di oggetti in oro e argento.
A parte le vicende personali del neo principe, la notizia del titolo ottenuto venne accolta a Soragna con manifestazioni di giubilo, tra cui il suono a festa dopo la mezzanotte di tutte le campane delle chiese del paese, rocca compresa. Seguirono messe solenni, canti del Te Deum, cerimonie religiose con la partecipazione delle autorità comunali e di numeroso pubblico. Non mancarono - come scrivono le cronache del tempo -  «ripetuti spari di archibuggiate in segno di allegrezza». Nel diploma imperiale, oggi custodito nell’archivio della Rocca di Soragna, venne inoltre per la prima volta definito lo stemma Meli Lupi - con i quarti raffiguranti l’aquila nera imperiale, il lupo rampante, il cervo dei Meli e le bande rosso e oro verticali della nobiltà veneta - e con l’aggiunta della corona e dell’ermellino costituenti l’attributo del titolo principesco.
 

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