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Paese dormitorio? L'etichetta divide Sorbolo

Paese dormitorio? L'etichetta divide Sorbolo

Sorbolo

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L'etichetta di «paese dormitorio» divide i sorbolesi. Per alcuni Sorbolo è un paese senza senso di comunità e perfino più «deserto del deserto alla sera», ma per la maggior parte dei cittadini a passeggio tra le bancarelle del mercato è un paese in cui si vive bene e con tante associazioni di volontariato attive. Di sicuro molti ripongono grande fiducia nella nuova amministrazione e, in particolare, nella figura di un sindaco giovane come Nicola Cesari per dare attuazione a qualche idea nuova che rivitalizzi il paese.
«Si può fare qualcosa di più per migliorare Sorbolo – dichiara Claudio Gennari -. Servirebbe un centro per i giovani maggiormente attrattivo ed anche una piscina coperta potrebbe essere utile non solo per i ragazzi, ma anche per gli anziani organizzando corsi ad hoc. E’ chiaro che con i pochi soldi che si hanno a disposizione di questi tempi non è facile fare progetti». Una spiegazione sulla poca vivacità del paese prova a darla Pierino Rossi: «ormai ci sono troppi stranieri in giro alla sera e alla fine i sorbolesi preferiscono restare in casa. Si esce poco perché ci si fida sempre meno degli altri».
«L’etichetta di paese dormitorio per Sorbolo credo che sia ormai superata – sostiene invece Pierino Montanari -. Di sicuro c’è grande attesa per quello che potrà fare la nuova amministrazione. Il nuovo sindaco è un giovane, ha voglia di fare ed aspettiamo di vedere quali proposte può avanzare sperando che non gli mettano i bastoni tra le ruote, come purtroppo è successo tante volte in passato a chi ha cercato di fare qualcosa». Pensiero completamente diverso quello del suo compagno di chiacchiere al bar: «La verità è che a Sorbolo dopo le 20 si vede meno gente in giro che nel deserto del Sahara». Ancor più esplicite Tiziana e Carmen: «il 2 novembre è la festa di Sorbolo perché è un paese morto. Tranquillo certo, ma un po’ di vivacità in più non guasterebbe. La stessa fiera di pochi giorni fa non è stata un granché».
Contrario all’etichetta di paese dormitorio è Corrado Martini: «Il paese si è vivacizzato specie negli ultimi tempi – sostiene -. Le iniziative ci sono, il problema è che spesso vengono snobbate dalla gente del posto. Con la nuova amministrazione sono convinto che avremo un paese più vivo, pulito, accogliente e sicuro».
Critico, ma speranzoso Fabio Roncaglia. «Quando mi candidai sindaco nel ’99 – dichiara – dissi che Sorbolo era un paese dormitorio. Quindici anni dopo credo che la situazione non sia cambiata. Specie nei quartieri nuovi, da sorbolese mi sento un po’ estraneo, lì manca il senso di comunità. Le associazioni che si salvano, poiché veramente utili, sono poche in paese. Ho fiducia nel sindaco: è una persona disponibile che parla con la gente e può proporre qualcosa per smuovere il paese». «Qualche iniziativa in più non guasterebbe – è il commento di Giuliano Pregnolato - sono fiducioso per quello che potrà fare la nuova amministrazione che ha già dimostrato di essere molto disponibile con l’associazione di cui faccio parte».
E’ difficile, in ogni caso, potersi scrollare di dosso certe etichette. «Sorbolo ha sempre avuto la nomea di paese dormitorio – è la riflessione di Mario Dodi -. Il centro si è ampliato molto negli ultimi anni con molta gente arrivata da fuori. Credo che un paese meno vivo sia la diretta conseguenza, anche qui, della generalizzata crisi economica». «Sono arrivate ad abitare a Sorbolo tante persone da Parma – analizza Carla Mazzali –, che iniziano a vivere il paese solo quando hanno i figli da portare a scuola per cui in effetti il nostro è un po’ un paese dormitorio. Le idee comunque non mancano. La fiera di ottobre a mio avviso è stata piena di iniziative con le mostre in municipio e gli artisti per le strade che hanno ravvivato il paese».

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  • gia

    27 Ottobre @ 10.29

    Sorbolo è diventato un paese dormitorio, io abito qui dalla nascita e vedo che si spegne sempre di pù. E' vero si possono fare mercatini, feste e quant'altro e in queste occasioni la gente esce ma quando termina tutti ritornano in casa e ci rimangono fino alla successiva manifestazione. Quando eravamo giovani noi in estate alla sera uscivano i giovani ma anche gli anziani per fare due chiacchiere all'aperto, adesso tutti stanno in casa con il condizionatore e i giovani danno fastidio se si mettono a chiacchierare, ridere e scherzare su una panchina. Fortunatamente esiste ancora il "Bara Pippo". Forse qualcuno ricorderà i primi anni del "disco roller" con il centro sportivo gremito di ragazzi tutti i giovedì sera d'estate...poco alla volta è finito tutto perchè dava fastidio la musica. E' cambiato il tipo di persona che abita in paese ed è cambiata la mentalità. Diamo comunque fiducia al Sindaco, giovane e con tante idee.

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