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Prostituzione: dieci clienti multati a Reggio Emilia

Prostituzione: dieci clienti multati a Reggio Emilia
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. Ieri sera nel  corso di uno specifico servizio condotto dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Reggio Emilia sono stati multati dieci clienti di lucciole ai quali è stata comminata una sanzione di 133 euro.
I controlli dei carabinieri sono iniziati dalla tangenziale  in direzione di Parma e sono proseguiti per le strade  costeggianti la via Emilia, tra Pieve e Cella. I clienti delle  prostitute sono rimasti sorpresi e imbarazzati e hanno cercato  di giustificarsi con i carabinieri per provare a evitare la  multa. Nei guai anche cinque prostitute del'est Europa sanzionate dai carabinieri per  adescamento. Come previsto dall’ordinanza del sindaco, i  carabinieri hanno poi accompagnato le ragazze al comando di  corso Cairoli e hanno presentato loro la possibilità di  avvalersi del «soggiorno per motivi di protezione sociale,  nonchè dell’esistenza e dell’attività svolta nel territorio  del Comune di Reggio da operatori aderenti al progetto regionale  'Oltre la strada', per usufruire degli interventi che lo stesso progetto mette in atto a favore di queste ragazze.

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  • massimo sartori

    21 Agosto @ 09.42

    il progetto "oltre la strada" è una bufala perchè obbliga le ragazze a denunciare gli sfruttatori altrimenti non fanno niente; il permesso andrebbe dato in ogni caso per ragazze che hanno già sofferto l'inimmaginabile, magari facendosi qualche mese in libia. invito ad andare sul sito www.associazionelegiraffe.org e guardare "la passeggiata" video girato a parma sull'argomento. grazie dell'attenzione.

    Rispondi

  • Massimiliano

    20 Agosto @ 19.52

    Era ora! Tempo fa mi sono recato a Reggio Emilia facendo la statale e mi sono davvero meravigliato di vedere tante prostitute ad ogni incrocio. Oltre ad essere uno spettacolo squallido in un cosiddetto paese civile che secondo me non è più da tempo, è pericoloso per gli automobilisti che devono stare attenti a brusche frenate di chi precede per contrattare con le donnine.

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  • Franco

    20 Agosto @ 14.26

    Spettabili cittadini, Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono. Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese. Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981. In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 primo e sesto comma della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi fatti in diversi luoghi. Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A, 4, 4bis, 5 e 7 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 primo e sesto comma); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa e regolamentare, spetta solo allo Stato ed alle Regioni senza alcuna delega alle amministrazioni comunali. Grazie.

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