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Aperta un'inchiesta sulla morte di Argia

Aperta un'inchiesta sulla morte di Argia
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Il pubblico ministero Paola Dal Monte ha aperto un'inchiesta sull'incidente avvenuto ieri a Manzano di Langhirano, nel quale ha perso la vita la 42enne Argia Lazzari. L'auto sulla quale viaggiava con il marito ha sbandato ed è finita contro il muro del cimitero di Manzano. Non è ancora stata fissata la data del funerale.

LA CRONACA DI IERI. Un grave incidente stradale è avvenuto poco dopo le 9 fra Cozzano e Manzano di Langhirano, sulla strada principale. Una donna di 42 anni è morta, mentre il marito è rimasto ferito, ma non è grave.
La Peugeot station wagon della coppia - per motivi da accertare - mentre viaggiava verso Langhirano ha sbandato ed è finita prima contro un albero, poi contro la cancellata del cimitero di Manzano. Un pensionato che ha visto la scena ha subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 (anche con l'eliambulanza), i vigili del fuoco e i carabinieri. I militari conducono gli accertamenti nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Paola Dal Monte.
La vittima dell'incidente è Argia Lazzari, 42enne. Originaria di Pianadetto, Argia abitava a Quinzano di Sotto. Lavorava come cuoca nel ristorante "Le Botteghe" di Castelguelfo. Argia era sposata con Federico Pedroni, veterinario, che guidava l'auto nel momento dell'incidente.

"ARGIA CI HA INSEGNATO IL RISPETTO PER LA VITA". Undicesima di dodici fratelli, Argia Lazzari era originaria di Pianadetto, frazione del comune di Monchio delle Corti. Lì aveva vissuto tutta la sua giovinezza, lì tornava spesso e volentieri per mantenere vivo il legame con quei luoghi e, soprattutto, con le persone. Solare, disponibile ed estroversa, Argia aveva avuto in gestione, quand’era ragazza, il bar del suo paese: era nato in quel piccolo circolo di Pianadetto il suo amore per la cucina che poi si sarebbe perfezionato divenendo il suo mestiere. «Era puntuale e precisa, lavorava con grande passione - spiega Riccardo Trapassi, titolare del ristorante “Le botteghe” di Castelguelfo dove la quarantaduenne prestava servizio tra tavoli e fornelli -. La conoscevamo bene, siamo originari di Monchio anche noi. Quando avevamo la “Trattoria del Tribunale” iniziò a far parte del nostro “staff”. Adesso avevamo un rapporto più saltuario: veniva quando avevamo bisogno, non tutti i giorni. Ma passava volentieri anche soltanto per stare un po' in compagnia. C'era un legame davvero meraviglioso».
Argia Lazzari si era trasferita a Quinzano di Sotto un paio d’anni fa con il marito Federico Pedroni, con il quale abitava in una bifamiliare, accanto al fratello Mauro e alla moglie, poco lontano dalla curva di Manzano dove ieri mattina è avvenuto il fatale incidente. Le parole di chi la conosceva sottolineano il carattere allegro di una donna dai modi affabili e particolarmente gentili: «Era una persona che incarnava i valori di una volta - racconta l’amico Fabio -. Benvoluta da tutti e tanto buona, che adorava stare in compagnia. Abbiamo trascorso insieme momenti di gioia e spensieratezza... sapeva insegnare il rispetto per la vita e per il suo significato». Anche l’amica Michela la ricorda così, con commozione e stima: «Era spiritosa e brillante. Abbiamo scherzato spesso insieme... aveva un sorriso e una battuta per tutti. Al ristorante ci mancherà molto. Era un’ottima cuoca».
Socievole e alla mano, Argia amava gli animali e insieme a Federico, veterinario, aveva avuto in passato numerosissimi cani che trattava come figli. «Passava spesso nel nostro locale - spiega Luca Rossi, del bar Belvedere di Giarreto -. La vedevo quasi tutti i giorni con Federico. Una coppia unita e piacevole, con cui si stava volentieri in compagnia. Quella di Argia è una famiglia molto cordiale. I suoi fratelli, che hanno un’impresa edile e si fermano per un caffè più volte al giorno, sono come lei: delle gran belle persone». Oltre ai fratelli, Argia lascia anche l’anziana mamma Noemi: «Quando il figlio più piccolo aveva un anno, Noemi perse il marito - aggiunge una vicina di casa della madre -. Avevano fatto tanta fatica ma erano riusciti a cavarsela dimostrando di essere forti. Questa perdita è un colpo durissimo».  (Giulia Coruzzi)

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  • stefania

    02 Ottobre @ 17.31

    Federico era un mio compagno di classe. Vorrei mandare un telegramma, ma non trovo l'indirizzo sull'elenco. Potete aiutarmi? Grazie. Stefania

    Rispondi

  • stefania

    02 Ottobre @ 17.15

    Federico era un mio compagno di classe. Vorrei mandare un telegramma, ma non trovo l'indirizzo sull'elenco. Potete aiutarmi? Grazie. Stefania

    Rispondi

  • salvatore

    02 Ottobre @ 10.59

    cara argia ho appreso la drammatica notizia alle "botteghe"dove tante serate abbiamo trascorso in allegria,dove io ti parlavo in napoletano e tu cercavi di capire e spesso mi beccavi e sorridevi.....ciao Argia sentirò la tua mancanza anzi già la sento.......

    Rispondi

  • cinzia genova

    01 Ottobre @ 21.29

    Cara Argia se penso a qualcosa di bello della mia infanzia non si può che pensare a te e alla tua bella famiglia,Te fai parte di Pianadetto come quelle montagne, cosi grandi ,come il tuo cuore.Te e la tua MAMMA NOEMI riuscivate a trasmettere felicità e serenità,sempre un sorriso per tutti.Non dimenticherò mai quella sera a capodanno ci hai fatto divertire così tanto a me e Francesca che non sentivamo inemmeno il gelo che ci circondava.Ciao Cara Dolce e Indimenticabile ARGIA.

    Rispondi

  • carla coruzzi

    01 Ottobre @ 14.05

    Apprendo in questo momento la triste notizia.Immediatamente mi rivedo bambina tra le strade di PIanadetto, in compagnia tua e dei tuoi fratelli... Sono passati tanti anni e, ora che sono grande, mi accorgo che quando i miei figli mi chiedono di raccontar loro i bei ricordi della mia infanzia, tra questi ricordi ci sei anche tu. L'ultima volta che ti ho vista eri una ragazzina sorridente, allegra e spensierata. Ed è così che ti ricorderò sempre, cara Argia. Ciao. Carla Coruzzi

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