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Boom di funghi e fungaioli: nei boschi con la Forestale

Boom di funghi e fungaioli: nei boschi con la Forestale
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Chiara Cacciani
Che a Borgotaro la giornata sia di quelle particolari lo annuncia per prima - e a tutta Italia - la radio. Sin dalle 5.30 gli aggiornamenti sulla viabilità segnalano una  coda di quattro chilometri in uscita al casello. Sarà così fino alle 8 passate e sino a  quel momento ci si  dovrà armare di pazienza. Una virtù che non manca al popolo dei fungaioli in trasferta. Sono proprio loro a invadere la Valtaro nel weekend della grande buttata: quella - finalmente - dei porcini.    
Nelle terre dell'unico fungo Igp d'Europa, zona d'elezione per la raccolta dei profumati miceti,  lo «stato di grazia» è iniziato tra lunedì e martedì. «Merito delle piogge e del clima non  freddo - conferma un esperto, il comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato Pier Luigi Fedele -. Quello dei fungaioli  è un tam-tam che funziona alla perfezione: se arrivano i funghi, subito lo sanno tutti e partono. E a quel punto  anche noi ci mettiamo in moto». 
Tesserini in regola, funghi e bosco trattati «ad arte» per non rovinarne l'ecologia: è su questo che vigilano gli uomini della Forestale. Che - come ieri mattina  - s'infilano sulle  jeep e danno il via ai controlli.       «Il nostro obiettivo non è  fare sanzioni: la cosa più importante è educare al rispetto dell'ambiente», sottolinea l'ispettore capo della stazione di Borgotaro, Marco Bottali.    
Non sono ancora le  10 quando si fa la prima tappa  a uno dei tanti «posti di blocco» per fungaioli: l'ingresso alla Comunalia di Boschetto, dove si possono acquistare i tesserini giornalieri. Nella baracca di legno la stufetta è accesa e sono pronte  le  caldarroste: la calma dopo la «tempesta».  «Per ora  abbiamo venduto 400 tesserini, praticamente siamo rimasti senza per domani (oggi, ndr)», racconta il presidente della Comunalia, Luciano Gallinari.
 Nel 2006, l'anno del boom, il record era stato do 470 in un giorno, ma il mattino  è ancora «giovane» e alla fine il primato sarà superato. «E' perché fino ad ora non se ne trovavano. Dalle 6 alle 7 e mezza qui davanti  c'era la coda - prosegue Giuliano Bosi - Ci sono tanti bresciani e bergamaschi, ma anche molti parmigiani. Qualcuno viene da anni, ogni tanto ci porta una bottiglia di vino». C'è chi - raccontano - tenta di non pagare i 15 euro del tesserino: «Io vado solo  a prendere un po' d'aria». «Col cestino in mano, però!», ridono i volontari. Gli uomini della Forestale si preparano a proseguire, e le ultime parole sono  per loro: «Se già vi vedono  va bene: si passano la voce e stanno più attenti a quel che fanno». 
La strada che sale verso il bosco è costellata di auto parcheggiate, il dentro e fuori dal castagneto è continuo. Il primo a incappare nel controllo è un fungaiolo che arriva da Fiorenzuola: nel cestino tante castagne e un solo porcino, tira fuori il tesserino dalla tasca. «E' la prima volta che vengo, ma mi sa che farò presto  fagotto: ci sono duemila macchine! Ah, se potessi metterci un bar...». Poco più in là tre ragazzi bresciani si stanno riposando - bottino ai piedi - prima di rimettersi in viaggio. «Così piccoli non prendeteli, però», ricorda loro Bottali, indicando un porcino davvero «mignon». «Ecco, questo non lo sapevamo. Da noi le regole sono diverse», rispondono. E che ogni regione, quasi ogni bosco, abbia una vita «a sè» lo conferma anche l'inseguimento di due fungaioli piacentini alle divise grige della Forestale: «Veniamo da fuori, come funziona qui?». E via con l'«abc»: quantità, dimensioni, pulizia del gambo.
 Chi ha fatto davvero giornata è una coppia di amici bresciani. «Ben puliti, della giusta dimensione, perfetti», li promuove Fedele.  «Ma è stata una sudata. E' dalle 5.30 che giriamo». Il cestino è così colmo che «merita» una misurazione. L'agente scelto Daniele Sanseverino aggancia l'uncino del dinamometro, solleva il contenitore e legge il verdetto: poco meno di 7 chili, cesto compreso. Diviso per due rientra nella norma: via libera.
Vicino alle auto c'è chi  sta armeggiando con i coltellini. «Pulite bene i funghi, mi raccomando», li invita Bottali. Tra di loro c'è anche Stefano Zecca, borgotarese. Lui, proprietario di terreno nel bosco, ha potuto riempire i cestini senza limiti e la sua è una raccolta da far invidia. «Un po' li ho già venduti, questi altri li faccio seccare per l'inverno. La buttata c'è stata, eccome. Ora servirebbe solo un po' d'acqua». 
 Giacche che spuntano da dietro le piante, bastoni che si muovono tra le foglie, voci che si rincorrono, «caccia» al porcino quasi spalla a spalla: è dentro il bosco che si ha davvero l'idea del «tutto esaurito». L'incontro forse più gradito è quello con un ragazzino, Andrea, che da grande vuole entrare nella Forestale e già cita  in latino i nomi  dei funghi raccolti coi genitori e la nonna.  L'agente scelto Marco Melis lo chiama, gli indica un bel porcino sfuggito all'«attacco», svelandogli passo dopo passo  i segreti della perfetta raccolta. 
 E' una passione senza età quella per i funghi: basta guardarsi intorno. Con qualche differenza nelle «tecniche», però. «Per ritrovare i posti “giusti” gli anziani hanno una memoria fotografica straordinaria; i più giovani invece segnano la posizione con il Gps», racconta Sanseverino. 
Il bilancio di fine mattinata? Nessuna sanzione, tanti utili «promemoria». «Il rispetto delle regole qui è abbastanza buono: la presenza del fungo Igp stimola ad agire con scrupolo. Bisognerebbe solo migliorare la conoscenza dei funghi e dell'ambiente - dice Fedele -. Magari, come accade in altre regioni, con corsi propedeutici al rilascio dei nuovi tesserini».
 «Ormai la gente conosce i regolamenti e soprattutto non è tanto la minaccia della sanzione a spaventare, ma la paura di vedersi sequestrati i funghi - continua Bottali -. Le note dolenti restano la pulizia del bosco, i  casi di persone che si perdono e l'abitudine a raccogliere di tutto».  
 Recuperata l'auto, la giornata di molti  fungaioli prosegue in paese, in  una delle due aziende abilitate a commercializzare il fungo Igp certificato dal Servizio micologico dell'Ausl. Una certificazione che vale una retina gialla e la fascia con il marchio europeo. Nei giorni scorsi chi voleva vendere  il proprio bottino doveva attendere anche due ore. Ieri su ogni muro campeggiava il cartello: «Non si comprano funghi». «Venerdì alle 18.30 abbiamo dovuto dire basta: avevamo raccolto 340 cassette da circa quattro chili l'uno - racconta il titolare, Mirco Carretta -, riprenderemo domani (oggi, ndr). La qualità è ottima: i porcini sono sani e molto belli. I fungaioli, soprattutto quelli del posto, hanno solo una cattiva abitudine: non pulirli abbastanza. E' vero, si conservano per un giorno in più, ma il bosco perde qualcosa di prezioso». 

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  • domenico

    05 Ottobre @ 17.19

    Trovo assurdo che nel giorno di raccolta dedicato ai non residenti che pagano 15€ ci siano anche gli abitanti locali a raccogliere funghi.Togliendo un gran numero di carpofori per poiesibirli come trofei nei negozi locali.

    Rispondi

  • Andrea

    04 Ottobre @ 23.22

    Ormai a Borgotaro è uno schifo! Cosa fa il denaro! Boschi distrutti, sporcizia ovunque, funghi sporchi, pile nel bosco, urla! Se questo è passare una giornata nel bosco a trovare funghi!? Controlli? ZERO! Rdate dignità a quei boschi! Meno permessi, meno tabelle di crescita su Internet, qualche multa a chi sgarra! La natura può fare brutti scherzi!

    Rispondi

  • tega

    04 Ottobre @ 21.22

    a me hanno scardinato la macchina ma l'importante è controllare se hai il permesso!!!!

    Rispondi

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