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Ecofeste nel Parmense

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Comunicato stampa

Fare in modo che le persone adottino comportamenti virtuosi riducendo i rifiuti. A questo mirano le Ecofeste, il progetto della Provincia che ha fatto della gestione corretta e sostenibile dei rifiuti una propria bandiera. Saranno 67 le feste certificate con questa edizione di Ecofeste 2008 distribuite su 19 comuni del Parmense, dalle rive del Po fino all’Appennino. Per la certificazione è stata utilizzata la formula impiegata negli anni passati; la Provincia ha dunque valutato le feste e le iniziative presentate dai Comuni dal punto di vista della gestione dei rifiuti e degli impatti sull'ambiente, attribuendo solo a quelle meritevoli un marchio di qualità e dei contributi economici.
“La Provincia di Parma è stata una delle prime in Italia a ideare questa certificazione, – ha affermato l’assessore provinciale all’Ambiente Giancarlo Castellani presentando l’iniziativa in Provincia – un progetto che sta trovando molti consensi anche al di là dei nostri confini. Ogni anno sono sempre di più gli organizzatori che chiedono questa certificazione e noi cerchiamo in ogni edizione di alzare il livello di qualità: se inizialmente premiavamo le feste che attuavano la raccolta differenziata, adesso sosteniamo quelle che utilizzano la lavastoviglie e che quindi utilizzano la ceramica al posto della plastica.”
Realizzato in collaborazione con Enia, "Ecofeste in provincia di Parma" sta raccogliendo interessanti risultati non solo in termini di partecipazione ma anche di impatto ambientale. Studi dell’Osservatorio provinciale Rifiuti, condotti prima dell’avvio del progetto Ecofeste, hanno dimostrato come le oltre 400 giornate di feste e sagre nel parmense creavano una quantità di rifiuti pari a quella prodotta in un anno da un piccolo comune delle nostre montagne. Le Ecofeste hanno permesso di modificare l’impatto ambientale di molte di queste iniziative: occasioni in cui non si trova solo buona cucina e divertimento ma dove c’è grande attenzione per evitare gli sprechi, produrre meno rifiuti e conseguentemente inquinare meno.
Come si fa a diventare una Ecofesta? Occorre garantire azioni per una corretta riduzione degli sprechi, fare la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, separare gli oli di frittura e ridurre i rifiuti. Ciò significa sostituire i piatti, bicchieri e posate di plastica con quelle in ceramica, metallo o vetro, portare sui tavoli caraffe di acqua o vino e non bottiglie di plastica, limitare l’uso delle monoporzioni usa e getta, come le salse e gli altri tipi di condimenti, a favore di dosatori ricaricabili, acquistare lavastoviglie e sviluppare una filiera ecologica all’interno delle feste per la raccolta differenziata spinta.
Presente all’incontro nell’ente di piazzale della Pace anche Lorenzo Frattini del servizio Ambiente della Provincia che ha voluto sottolineare come la Provincia provveda a distribuire a ogni Ecofesta materiale, come tovagliette sottovassoio, grembiuli e cartelloni pubblicitari, in modo che ognuno le possa riconoscere come iniziative che rispettano l’ambiente.

Ecofeste 2008 in sintesi
- 120mila coperti stimati
- 900 grembiuli e 120mila tovagliette sottovassoio, tutti con il marchio Ecofeste, distribuiti nelle feste certificate
- ammontano a circa 130mila euro i contributi stanziati dalla Provincia nelle sei edizioni del progetto

I risultati delle Ecofeste negli anni
• 59 feste certificate nel 2003, e oltre 90 nel 2007 diffuse in 22 Comuni partecipanti e 1 parco regionale
• i Comuni nei quali è garantito il servizio di raccolta differenziata per feste o sagre sono cresciuti negli anni, a testimonianza di una crescita anche di sensibilità
• in 12 Comuni è stata sperimentata per la prima volta la raccolta dello scarto da cucina 
• la raccolta differenziata dell’umido è passata dal 48% delle iniziative (42 feste) del 2004, all’80% (72 feste) del 2007
• 5 Comuni hanno completato, o avviato, la sostituzione delle stoviglie di plastica, attraverso l’acquisto di lavastoviglie e di stoviglie riutilizzabili con l'utilizzo di fondi provinciali; altre organizzazioni hanno potenziato o ripristinato le attrezzature già esistenti, che erano state abbandonate negli anni a favore dell’usa e getta;
• dai dati dell’Osservatorio provinciale Rifiuti nel 2002, l’anno precedente l’avvio del progetto, solo in 7 Comuni si registravano quantitativi raccolti di oli e grassi biologici; oggi sono più di 20 e tutti Comuni aderenti al progetto

Alcuni esempi virtuosi
- Varano Melegari, il primo comune che ha effettuato la sostituzione di piatti e posate usa e getta con articoli in ceramica e metallo: ha superato gli 86mila piatti di plastica risparmiati e altrettante posate in quattro anni
- La Festa Multiculturale di Collecchio ha sostituito completamente le stoviglie di plastica con quelle biodegradabili: nel giro di 5 anni sono stati avviati a compostaggio oltre 125mila pezzi tra piatti, posate, tazzine e bicchieri
- Festa del Biologico a Casaltone: festa a rifiuti zero con stoviglie riutilizzabili, tutte le bevande con vuoto a rendere, recupero degli scarti vegetali per la compostiera e del pane per gli animali. 
 
 

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