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Fontevivo - Il paese? «Un'oasi di tranquillità. Anche troppa»

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di Davide Montanari

«Un’oasi di tranquillità, anche troppa». Così i cittadini di Fontevivo hanno risposto alla classica domanda, fatta durante una mattinata trascorsa dalla Gazzetta al mercato, su come si vive nel loro comune. 
Una residente come Antonietta Fantinelli ha dato il senso di questa tranquillità con una battuta: «E' talmente tranquillo che, come vede, anche se è giorno di mercato facciamo fatica ad urtarci». 
Sarà per l’amore per il loro paese -che, nel solo capoluogo, conta 2009 abitanti su un totale di 5541 residenti nel comune - o sarà per non far dispiacere a nessuno, ma strappare ad un fontevivese un commento su qualcosa  nella vita del loro comune che non funzioni proprio alla perfezione o di cui si senta la mancanza è davvero difficile. 
«A Fontevivo manca un sindaco - risponde secco Gianfranco Bottarelli - Adesso siamo governati da un commissario, che è anche una brava persona, ma ha anche lui le mani legate e non può far tutto». 
Il barbiere Gianni Bottarelli, fontanellatese di residenza ma fontevivese d’adozione, ha un occhio di bottega su via Roma e il paese lo ha visto trasformarsi.
 «Sono qui da 40 anni, posso dire di essere cittadino onorario - racconta -. Cosa manca a Fontevivo? Ad essere poco serio dovrei dire un’università ed una piscina, ma in realtà non manca nulla». 
«I negozi che c'erano un tempo adesso non ci sono più ma il problema non è di Fontevivo, è un po' il problema dei piccoli paesi che si vanno svuotando delle attività commerciali - continua -  Oggi la gente non ha problemi nel prendere una macchina ed andare a fare spesa nei grandi centri commerciali della città. E i giovani, da questo punto di vista, hanno ancora meno problemi a spostarsi per cercare divertimenti se non ne trovano qui».
 «Io sono un cittadino felice - è l’analisi di Romano Carra - qua da noi si può ancora chiacchierare in strada». 
Ma per incontrarsi e scambiare una battuta serve darsi un appuntamento, altrimenti non si trova nessuno in giro, a sentire l’opinione di Giancarla Borelli.
 Lei è proprietaria di una bottega di alimentari in via Roma, e sconsolata sottolinea: «Questo è  un paese fin troppo tranquillo, come vede c'è poco passaggio e non è che sia così soltanto oggi: è così tutti i giorni dell'anno. Di gente ne transita per venire a visitare il nostro stupendo collegio dei Nobili o l’abbazia ma pochi si fermano ad un bar o al ristorante».
 «Faccio fatica a parlare male del mio paese - dice Sabrina Giudici - qui ci sono nata. Ma se posso permettermi chiederei alla polizia municipale e ai carabinieri più controlli e maggiore sicurezza. Si è verificato qualche episodio di teppismo nel campo giochi Alinovi e sono atti davvero spiacevoli. Dovrebbero essere le famiglie a controllare i ragazzi ma se questi non trovano di meglio da fare che danneggiare il patrimonio pubblico qualche multa non gli starebbe fatta male». 
Di sicurezza parla anche Maria Fantinelli chee, tempo fa, ha avuto la sgradita visita di qualche topo d’appartamento: «A Fontevivo manca una macelleria e i negozi sono pochi. Ma il paese è così tranquillo e vuoto perché la gente abita qua ma lavora fuori». 
Per Monica Chignoli il paese è spento: «Quasi un dormitorio. Io sono una di quelle che lo frequentano poco perché lavoro a Parma ma noto scarsa partecipazione degli abitanti alle iniziative. Per i giovani sento la mancanza di un posto come è stato per noi il “Baccanò”». 
«Nessuno pretende miracoli e i problemi che abbiamo sono comuni ad altri - dice Claudio Gnudi - Al mercoledì la gente va al mercato a San Secondo e il giovedì e la domenica a Fontanellato, subiamo la concorrenza di altri paesi vicini».
 «Io avrei una sola richiesta da fare agli amministratori e se la accogliessero poi potrei dire di essere   la cittadina più felice del mondo - confida  Rosanna Ubaldi -: vorrei  che venisse realizzata una pista ciclabile che colleghi  Fontevivo e Fontanellato. Perché percorrere quei pochi chilometri di provinciale è davvero pericoloso».  
 

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