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Collecchio: gli allevatori "assediano" la Parmalat

Collecchio: gli allevatori "assediano" la Parmalat
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È di nuovo «guerra del latte» dopo la rottura delle trattative sul prezzo alla stalla. Questa mattina è infatti in corso un blitz di centinaia di allevatori della Coldiretti provenienti da diverse regioni che stanno assediando con i trattori la Parmalat a Collecchio, dove si trova lo stabilimento di lavorazione del latte, dal quale partono le forniture per tutta Italia. Lo rende noto la stessa Coldiretti.
Il via alla mobilitazione è stato dato dalla Coldiretti dopo la rottura delle trattative sul prezzo del latte alla stalla pagato dagli industriali agli allevatori, che è il 30 per cento in meno dello scorso anno su livelli di vent'anni fa.
«Se il lavoro con le mucche è sottopagato, gli allevatori denunciano anche - rileva Coldiretti - pesanti speculazioni con il prezzo del latte, che passa dai 30 centesimi al litro della stalla a 1,35 euro sullo scaffale dei supermercati, con un ricarico del 350 per cento secondo il servizio sms consumatori del ministero delle Politiche agricole».
Manifestazioni analoghe si sono svolte a Cremona e nel Bergamasco.
Nel pomeriggio gli "assedi" sono terminati e la parola è tornata al tavolo della trattativa, che è ripresa fra industriali e agricoltori.

ASSOLATTE SORPRESA DELLA PROTESTA. Assolatte, l’associazione che riunisce le imprese del settore lattiero, si dice "sorpresa" per il blitz messo in atto oggi dagli allevatori davanti agli stabilimenti della Parmalat a Collecchio e dell’Ambrosi di Castenedolo (Brescia) dopo il tavolo di ieri sera dove «Assolatte aveva dimostrato la propria volontà a tenere aperto il tavolo e a rivedersi dopo le festività natalizie per ridiscutere del prezzo alla cisterna stante la forte situazione di volatilità del mercato». Contestualmente Assolatte aveva riconosciuto un «aumento provvisorio» di 0,50 centesimi passando da 31 a 31,5 centesimi al litro.  «Aumento provvisorio - fanno sapere da Assolatte - che arriva dopo che ad ottobre era stato riconosciuto un aumento da 28 a 31
centesimi al litro mentre nel resto di Europa il prezzo medio del latte oscilla fra i 25 e i 26 centesimi al litro». Assolatte sottolinea anche che il prezzo del latte fresco al consumo dal 2008 ad oggi è sceso di media di 15 centesimi passando da 1,60 a 1,35 centesimi al litro.

BONAZZI: "LA RESPONSABILITA' E' PROPRIO DI COLDIRETTI". Il presidente di Confagricoltura Parma Lorenzo Bonazzi critica la manifestazione di Collecchio degli allevatori aderenti a Coldiretti, che protestano per la rottura delle trattative sul prezzo del latte alimentare.
«Ricordo che è stata proprio la Coldiretti di Brescia - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Parma - la prima ad accettare, lo scorso ottobre, un accordo con l’Assolatte bresciana che stabiliva un prezzo del latte di 31 centesimi al litro. Ora, consci del fatto che Brescia e la Lombardia sono aree di riferimento per la contrattazione del latte in tutta Italia, non dobbiamo certo sorprenderci se l’Assolatte è arrivata ad offrire, prima della rottura delle trattative di ieri sera, pochi centesimi di euro in più per un litro di latte. L’accordo firmato nei mesi scorsi dalla Coldiretti di Brescia oggi pesa come un macigno sull’intero settore lattiero».
Lorenzo Bonazzi considera «quantomeno curioso constatare come la Coldiretti prima, con gli accordi raggiunti a Brescia, abbia accettato un prezzo di 31 centesimi al litro, mentre ora si scandalizza perché non vi sono stati ampi margini di miglioramento rispetto a quel prezzo di partenza». In sostanza, per la situazione che si è creata «la responsabilità è della Coldiretti che, come sempre, ha agito da sola  - aggiunge Bonazzi - e ha così trascinato in una situazione difficile l’intero comparto lattiero. Noi di Confagricoltura, unitamente alla Cia, non avevamo accettato di sottostare a quell’accordo e lo avevamo duramente contestato».

 

 

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  • SIFTO'

    19 Dicembre @ 17.34

    mi fanno sbellicare dalle risa queste "proteste" che vengono fatte sempre nei posti "giusti" per essere totalmente inutili e fasulle andate a protestare davanti a dove si prendono le "vere" decisioni miga davanti a la parmalat o a montecitorio dailà sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • gianluca

    19 Dicembre @ 14.39

    HAI SIGNORI ALLEVATORI VI CHIEDO : Quando governava PRODI avete protestato giustamente per le quote latte, per le sanzioni impartite dalla cominta' EUROPEA, IMPARTITE AI NOSTRI ALLEVATORI. La vecchia opposizione ( i governati attuali ) si prodigavano, promettevano di risolvere i vostri problemi. E cosi' questi solo i risultati. Mi dispiace onesti allevatori hanno investito denari e immensa fatica quotidiana in una attivita' cosi importante per il nostro made in Italy. Ma che ci volte fare, e piu' importante il sig Berlusconi. i vostri " nostri" problemi a lor signori non interessano c'e' da sporcarsi le mani. non siamo belli e carini come le Escort di palazzo Grazioli.

    Rispondi

  • gianfranco ferrari

    19 Dicembre @ 10.29

    Per essere veramente sinceri bisogna inoltre aggiungere che fin dal 1970 i produttori di latte e formaggio si lamentano (anche negli anni di forti profitti), le loro associazioni hanno fortemente voluto il mercato libero, ora lo hanno !

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  • allevatore

    18 Dicembre @ 23.05

    Bonazzi, lo sanno tutti che il prezzo del latte scenderà nel giro di un anno fino ai 18-21 centesimi al litro. E che tanti chiuderanno proprio perché voi avete lucrato sul sitema per 30 anni! Volevate far diventare ricchi gli apparati con le quote, siete riusciti a mettere sul lastrico gli allevatori. Bravi!\"

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  • gianfranco ferrari

    18 Dicembre @ 17.37

    Alcune cose, in questo autosuicidio dei produttori, possono ancora essere fatte e sono: Produrre latte di elevatissime qualità, e questo vuol dire: - meno mangimi e meno quantità di latte, - finalmente dopo anni tutti persi alla rincorsa per produrre quantità esagerate, pensare dal mattino fino a sera come migliorare quello che si produce. O i produttori di latte capiscono questo o sono destinati a perdere il confronto con gli altri produttori del mercato. Altro aspetto non secondario è che le spese di trasporto non incidono sul prezzo finale del latte d'oltralpe, come mai ?

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