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Salsomaggiore: pino cade e distrugge un'auto in sosta - Maltempo, sarà chiesto lo stato d'emergenza per il Parmense

Salsomaggiore: pino cade e distrugge un'auto in sosta - Maltempo, sarà chiesto lo stato d'emergenza per il Parmense
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A causa di neve e ghiaccio, uno dei pini della piazza di Salsomaggiore si è rotto ed è caduto, finendo su una vettura in sosta: distrutti parabrezza e cofano. Un grosso ramo staccatosi da un altro pino, inoltre, ha sfiorato un passante. E un grosso ramo di un cipresso si è spezzato, ostruendo per un po' di tempo la strada che porta alla chiesa di San Giovanni Contignaco. A Natale per alcune ore diverse zone di Salsomaggiore e dintorni sono rimaste senza elettricità.
Gravi disagi nell'erogazione della corrente elettrica ci sono stati, a Natale, nella zona di Corniglio.

SARA' CHIESTO LO STATO DI EMERGENZA. Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli questa mattina ha fatto il punto della situazione, dopo il maltempo e i danni degli ultimi giorni.
La prima stima dei danni riguarda le infrastrutture: più di 3 milioni di euro per una trentina di interventi su 22 strade provinciali. Un dato destinato a crescere a seguito della verifica e delle segnalazioni che arriveranno su edifici pubblici e privati.
«Formalizzerò la richiesta dello stato di emergenza al presidente della regione Emilia-Romagna - ha spiegato Bernazzoli - perché ritengo indispensabile avere risorse adeguate non solo per coprire le somme urgenze ma anche perché abbiamo bisogno di mettere in sicurezza molte zone del territorio. La nostra è una provincia fragile da questo punto di vista, la seconda a livello nazionale per numero di frane censite. Credo che questa peculiarità vada riconosciuta e che possiamo avere un ruolo nella prevenzione e la necessità di accedere a finanziamenti utili per dare sicurezza non solo alla montagna ma anche alla pianura».
Lo stato d'emergenza sarà chiesto dalla Regione per Parma ma anche per le province di Modena, Piacenza, Bologna, Ferrara e Reggio Emilia. La richiesta sarà presentata già domani dal presidente della Regione Vasco Errani a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che ha incluso una visita a Modena nel calendario del sopralluogo del 27 dicembre nelle aree più colpite dal maltempo. L’incontro avverrà al Centro unificato di Protezione civile di Modena, in strada Pomposiana 325. L’orario previsto è tra le 15 e le 16.

LA LISTA DEI DANNI SI ALLUNGHERA'. Se per ora i danni sono stimati in 3 milioni, però, la lista degli interventi (e dei danni) è destinata ad allungarsi, dopo i controlli su edifici pubblici e privati. Per questo, ha insistito l'assessore Danni, il tema della prevenzione è importante. Già nel corso di quest'anno infatti la Provincia ha messo in cantiere lavori sulle frane per più di 3,5 milioni di euro a cui ora si aggiungeranno quelli rilevati in questi giorni. È necessario programmare ha detto Danni per poter prevenire e a Parma in provincia, è stato aperto un tavolo con tutti i soggetti coinvolti il cui obiettivo è proprio quello di eseguire una mappatura dei rischi e di conseguenza un calendario di priorità. Uno strumento che sarà pronto a marzo.
Disagi e danni si sono verificati sull'Appennino ma anche in pianura. Lo hanno spiegato durante la conferenza stampa odierna, l'assessore alla Viabilità Andrea Fellini, quello alla Protezione Civile Gabriele Ferrari e alla Difesa del Suolo e Pianificazione Ugo Danni. Con loro, i dirigenti del servizio provinciale Ambiente Gabriele Alifraco e del servizio Viabilità Ermes Mari.
Attualmente è isolata una sola frazione, la zona di Alpe a Bedonia, mentre nello stesso comune sono state collegate già ieri in serata le altre due zone.
Nella parte alta dell’Appennino sono caduta, fra pioggia e neve, dai 350 a 500 ml a causa di una variazione climatica che, come hanno spiegato Alifraco e l’assessore Ferrari, si verificano sempre più di frequente. Nella parte alta della Val Taro si sono registrati i valori più alti da un decennio a questa parte e in pianura il livello del Po ha superato la soglia raggiunta nella grande piena del 2000.
Nella fase acuta il servizio Viabilità, ha spiegato Mari, è intervenuto su 22 strade provinciali in 11 comuni, per risolvere situazioni di crisi verificatesi in una trentina di punti.
Ieri in serata è stata riaperta la Monchio-Corniglio e a tutt’oggi tutta la rete provinciale è percorribile. Oltre a ciò sono stati costantemente monitorati i ponti sull’Enza a Sorbolo, ieri chiuso, quello sulla strada provinciale 91 a Carzeto e di S. Siro sulla Parma, il ponte Bertorella nell’alta Valtaro.

"CADUTO IN 6 GIORNI IL 40% DELLA PIOGGIA DI UN ANNO". In Emilia-Romagna negli ultimi sei giorni si sono riversati 450-550 millimetri di acqua (disgelo compreso), pari al 40% circa della pioggia che in media cade in un anno nella regione. È questo il motivo dell’ingrossamento dei fiumi (in particolare Panaro, Secchia e Reno), secondo la Protezione Civile, i cui tecnici e 400 volontari stanno lavorando in questi giorni di feste per rinforzare argini e fare fronte a frane e smottamenti. Con loro ci sono il personale della Regione e dell’Aipo, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, oltre che di Comuni, Province e prefetture. «Non ci siamo quasi accorti che fosse Natale», ha scherzato il responsabile regionale della Protezione Civile, Demetrio Egidi.

IL LIVELLO DEI TORRENTI INIZIA A SCENDERE. Dopo l'allarme e gli allagamenti di Natale, il livello dei torrenti del Parmense in queste ore è sceso. Anche se l'attenzione resta alta. Alle 8 di questa mattina la Parma a Colorno misurava 765 cm: un livello inferiore a ieri (l'acqua era arrivata fino a 910 cm, per poi scendere) ma è comunque oltre la prima soglia d'allarme, a 600 cm in quel punto. A Soragna lo Stirone è a 357,5 cm, sotto alla soglia d'allarme. 

Multimedia
Emergenza nel giorno di Natale: clicca qui per leggere la cronaca e i commenti dei lettori.
Foto: la Parma in piena a Colorno negli scatti di Lorenzo Ponzi
Foto: gli scatti del nostro fotografo Daniele Romano alla "Parma voladora"
Foto: esondazioni nella Bassa, smottamenti sull'Appennino il 24 e 25 dicembre

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  • daniele

    27 Dicembre @ 15.24

    X Vercingetorige...appunto le casse d'espansione della parma..il baganza nn le ha e si getta nella parma proprio a parma quindi...le casse d'espansione possono trattenere un tot d'acqua ed è logico che se piove molto e oltretutto si scioglie la neve che è caduta abbondante qualche giorno prima le casse possono fare il possibile x trattenerla e farla defluire...io abito a colorno e ringrazio x l'esistenza delle casse, perchè se nn ci fossero state sicuramente a quest'ora saremmo sott'acqua...prima di criticare su una qualsiasi opera di beneficio pubblico informati meglio appunto perchè la cassa d'espansione è della parma..ma la parma ha anche altri affluenti e alcuni sono dopo la cassa d'espansione...

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  • christian

    27 Dicembre @ 14.02

    I chiarimenti di Vercingetorige? Stanno nella geografia! Il Torrente Baganza confluisce nel Torrente Parma in città, all'altezza di Ponte Italia. Il Baganza non ha le casse di espansione, giusto? Basta leggere i giornali locali..

    Rispondi

  • Francesco

    27 Dicembre @ 11.11

    RIMANGONO ALCUNE PERPLESSITA' SULLE FAMOSE "CASSE D' ESPANSIONE" DELLA PARMA, LA CUI REALIZZAZIONE HA RICHIESTO MOLTO TEMPO E MOLTO DENARO. POICHE' LA STORIA C' INSEGNA CHE LE ALLUVIONI SONO LE CALAMITA' NATURALI PIU' PERICOLOSE PER LA NOSTRA CITTA' , SAREBBE INTERESSANTE AVERE CHIARIMENTI AL RIGUARDO, ANCHE IN PROSPETTIVA FUTURA. E' VERO CHE LE "CASSE" NON POSSONO ESSERE RIEMPITE INTERAMENTE PER IL RISCHIO CHE L' ACQUA S' INFILTRI SOTTO GLI ARGINI E FORMI "FONTANAZZI" NEI TERRENI CIRCOSTANTI, DOVE C' E' PURE UNA VECCHIA DISCARICA ? IN OCCASIONE DELLA "PIENA" DI QUESTI ULTIMI GIORNI SONO STATE UTILIZZATE ? CON QUALE E QUANTO BENEFICIO ?

    Rispondi

  • Giorgio Ossimprandi

    26 Dicembre @ 18.08

    al giorno d'oggi la principale fonte di reddito sono i danni... i meriti passano in secondo piano.

    Rispondi

  • freccia80

    26 Dicembre @ 13.04

    Certo che la lista dei danni fatta dall'assessore Danni è un po' un conflitto di interessi... Scherzi a parte, per fortuna, questa volta, non ci sono state vittime; e dobbiamo ringraziare questa amministrazione (e quella precedente), senza le quali la cassa di espansione della Parma non sarebbe mai stata completata.

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