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Maltempo, l'Emilia-Romagna chiede lo stato d'emergenza per 25 milioni di euro

Maltempo, l'Emilia-Romagna chiede lo stato d'emergenza per 25 milioni di euro
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«Ripristino degli argini e messa in sicurezza del "nodo" di Modena, per quanto riguarda i fiumi Secchia e Panaro, e del nodo di Bologna relativamente al Reno». Sono queste le priorità in Emilia-Romagna individuate dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che alle 16,20 è atterrato con l’elicottero nella sede dei volontari di Marzaglia (vicino a Modena), in una delle tappe del suo sopralluogo nelle zone alluvionate.
Nella sede del Centro unificato di Protezione civile si è svolto l'incontro fra Bertolaso e il presidente della Regione Vasco Errani, che ha chiesto lo stato d'emergenza per l'Emilia-Romagna. Analoga richiesta è stata avanzata dai presidenti di Toscana e Liguria. Alla riunione ha partecipato anche il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. In particolare, si è appreso che il presidente Errani ha firmato e consegnato a Bertolaso la richiesta dello stato di emergenza per 25 milioni di euro.
«La richiesta - ha detto Bertolaso - sarà portata al Consiglio dei Ministri insieme a quelle delle altre Regioni colpite dalle esondazioni. Stiamo assistendo a un cambiamento climatico i cui fenomeni non sono più da considerarsi sporadici. Le piene un tempo considerate storiche ora sono annuali. Ne abbiamo avuto la prova in questi giorni. È arrivato il momento di adeguare i sistemi di sicurezza alle nuove condizioni climatiche per evitare tragedie. L’Emilia-Romagna - ha concluso il capo della Protezione civile - ha dato un’ottima prova, gestendo al meglio l’emergenza. Ma non dimentichiamoci che poteva andare peggio».
Errani ha sottolineato infine come sia necessario «dare una risposta strutturale con la messa in sicurezza dei "nodi" di Modena e Bologna che rappresentano una vera emergenza idraulica». 

Ai rappresentanti degli enti locali emiliani, Bertolaso ha confermato che porterà al governo le loro richieste. Lo stesso aveva dichiarato in mattinata a Luni (La Spezia). Il capo della Protezione civile ha assicurato fin dall'inizio che proporrà «al primo consiglio dei ministri un provvedimento unico per finanziare sostegni alle aree colpite dal maltempo in tutta Italia». Bertolaso ha visionato dall'elicottero le aree spezzine ancora inondate e ha poi incontrato le istituzioni locali. Il finanziamento governativo andrà a sostenere sia «opere pubbliche che interventi privati».
Bertolaso ha sorvolato la zona evacuata di Torenco, e la piana del Magra e ha avuto parole di elogio per come si è mossa nel suo insieme la macchina spezzina del pronto intervento. Guido Bertolaso è arrivato alla Spezia dopo aver visitato la Lucchesia. Il suo viaggio nelle zone colpite dal maltempo ha continuato per Modena.

 

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  • Giorgio Ossimprandi

    29 Dicembre @ 11.09

    e lo Stato paga! (con i soldi dei contribuenti) i danni provocati,più che dal maltempo, dalla inefficienza e dal menefreghismo delle istituzioni.

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  • ELIO SPAGGIARI

    28 Dicembre @ 20.57

    Gentile Sig. "Vecingetorige" e Gentili Lettori preciso in breve il significato del mio intervento.Il periodo di gelo degli scorsi giorni per quanto intenso non ci autorizza a negare il problema del riscaldamento globale del pianeta. Le rilevazioni planetarie delle temperature sul lungo periodo e forse anche i fenomeni allvionali su scala provinciale dovuti a temperature consone ad una fase autunnale e non già al periodo invernale che stiamo vivendo ci confermano in termini incontrovertibili una tendenza secondo cui le temperature MEDIE del pianeta sono in aumento.Non ho espresso alcuna riflessione sulle cause del riscaldamento (antropiche o riferibili ad imperscrutabili oscillazioni del clima non riferibili alle attività umane). Quale affiliato alla Società Meteorologica Italiana ben conosco le aspre polemiche tra "serristi" e "negazionisti" i relazione al "Global Warming" e proprio pre questo motivo ho ritenuto questa sede come inadatta ad ospitare un confronto di questo genere che non trova composizione neppure tra gli stessi fisici dell'atmosfera. Il mio intervento voleva semplicemente ribadire al Gentile Lettore come i 3 giorni di gelo intenso della scorsa settimana non ci possono far concludere (incautamente) che il Global Warming è una "bufala". Grazie.

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  • Francesco L.

    28 Dicembre @ 18.20

    io ho una casa proprio vicino al fiume magra che è andata distrutta.. vi posso garantire che l'esondazione del fiume avrebbe causato lievi danni alle abitazioni circostanti se la protezione civlile e le autorità competenti si fossero mosse in tempo...e di tempo ne hanno avuto!!!! sono stato sul posto il 23 dicembre (il fiume è uscito il 25 alle 3 del mattino) per valutare la situazione e questi non avevano ancora fatto un cazzo!!!! io stesso mi sono avvicinato ad una pattuglia di vigili del fuoco chiedendo come mai non fossero stati messi sacchi di sabbia a ridosso dei punti critici e la risposta è stata "non lo sappiamo"...dopo un po un tizio della protezione civile mi si avvicina e mi dice "scusi ma i sacchi di sabbia dove si comprano?"...senza parole!! in altre aree della toscana sono bastate due sole file di sacchi per evitare che il fiume uscisse...poi dopo parliamo di surriscaldamento globale...sono 5 anni che devono costruire gli argini... hanno preso i soldi e siamo ancora allo stesso punto... che schifo d'Italia!!"

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  • Francesco

    28 Dicembre @ 11.34

    SIGNOR SPAGGIARI , PREMESSO CHE IO NON SONO L' "INCAUTO AMICO" AL QUALE LEI SI RIFERISCE, IL "GLOBAL WARMING" E' UN FENOMENO SUL QUALE , DA ALCUNI ANNI, SI POLARIZZA L' ATTENZIONE MONDIALE. POTRA' AVERE CONSEGUENZE GRAVI. MA QUEL CHE PERSONALMENTE MI LASCIA PERPLESSO E' CHE SI VOGLIA DARNE LA COLPA ALLE ATTIVITA' DELL' UOMO. E' NOTO CHE IL CLIMA, SULLA TERRA, HA AVUTO PERIODI DI GRANDE FREDDO E DI GRANDE CALDO. LE "ERE GLACIALI" E LE "ERE TEMPERATE" SONO PER NOI TUTTI UN RICORDO SCOLASTICO. C' è stato un tempo in cui a Milano c' era la jungla, con le tigri e i coccodrilli , e c' è stato un altro tempo in cui alla periferia di Milano, arrivavano i ghiacciai alpini. C' è stato un tempo in cui Parma era sul fondo del mare. I primi insediamenti umani di cui si siano trovati i resti nella nostra Città , in fondo a via della Repubblica, sono palafitte, cioè abitazioni costruite sull' acqua. L' ULTIMA ERA GLACIALE, FREDDA, E' FINITA ALCUNE MIGLIAIA DI ANNI FA, ED ORA STIAMO ENTRANDO IN UN' ERA TEMPERATA, CALDA. QUELLO CHE NON MI CONVINCE E' CHE , COME VORREBBERO ALCUNI FANATICI ECOLOGISTI, TUTTO QUESTO SIA PROVOCATO DALLE BOMBOLETTE DI DEODORANTE ! L' INQUINAMENTO ATMOSFERICO DERIVANTE DALLE ATTIVITA' UMANE PROBABILMENTE HA UN SUO RUOLO NEL FAVORIRE IL FENOMENO, MA, SECONDO ME, FARE LE "DOMENICHE E I GIOVEDI' SENZ' AUTO" PER COMBATTERE IL "GLOBAL WARMING" E' COME CERCARE DI VUOTARE L' OCEANO PACIFICO CON UN CUCCHIAINO DA CAFFE' , ED INFATTI SERVONO PER OTTENERE FINANZIAMENTI-PREMIO DALLA REGIONE , E A NIENT' ALTRO. Quando a Milano c' erano la jungla, le tigri e i coccodrilli , le fabbriche, le automobili e le bombolette di deodorante non c' erano. Il rapido scioglimento delle nevi sul nostro Appennino , come tutti i nostri montanari sanno, dipende dal vento caldo, il "marino" , che sale dalla Liguria. QUESTO MIO MESSAGGIO E' SCONCLUSIONATO, nel senso che non arriva a nessuna precisa conclusione , salvo una : NOI , INDIVIDUI DELLA SPECIE "HOMO SAPIENS" , NON ABBIAMO MEMORIA DEL PASSATO . QUELLA CHE CHIAMIAMO " STORIA" E' COSTITUITA DA NOTIZIE DI POCHE MIGLIAIA DI ANNI IN QUA, MA, DI QUEL CHE E' SUCCESSO SUL NOSTRO PIANETA NEI MILIONI DI ANNI DA CUI ESISTE NON LO SAPPIAMO. SEMBRA CERTO CHE CI SIANO STATI EVENTI APOCALITTICI CHE HANNO DISTRUTTO GRAN PARTE DELLE SPECIE VIVENTI , BASTI PENSARE AI DINOSAURI CHE DOMINAVANO IL MONDO PRIMA DI NOI . E SONO STATI STERMINATI DA QUALCOSA CHE NON CONOSCIAMO. La teoria che va per la maggiore oggi è quella del meteorite, ma ha l' aria di una spiegazione che si prende per buona perché non se ne trova un' altra. DOPO QUESTE APOCALISSI , I POCHI INDIVIDUI DELLE SPECIE SUPERSTITI HANNO RIPOPOLATO IL PIANETA, SOSTITUENDOSI A QUELLE SCOMPARSE. PUO' DARSI CHE PARMA ; NELLE PROSSIME DIECINE DI MIGLIAIA DI ANNI, QUANDO NOI SAREMO VECCHI, RITORNI SUL FONDO DEL MARE , CHE A MILANO TORNINO TIGRI E COCCODRILLI , E L' "HOMO SAPIENS" LASCI IL DOMINIO DEL PIANETA AD UN' ALTRA SPECIE, MA NON DOBBIAMO SENTIRCI IN COLPA PER TUTTO QUESTO SE USIAMO UNA BOMBOLETTA DI SCHIUMA DA BARBA:

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  • ELIO SPAGGIARI

    28 Dicembre @ 07.56

    All'incauto amico che non più tardi di una settimana fa parlava di "bufala" riguardo al presunto riscaldamento globale del pianeta solo sulla base di acuni giorni di freddo invernale ecco (se mai servisse) la risposta: totale fusione del manto nevoso a 2000 metri sull'Appennino a Natale, piena fluviale da pioggia monsonica forse eccessiva anche per ottobre (40% del quantitativo annuo) e relative esondazioni. E tutto ciò addirittura su scala provinciale laddove l'allarme del "global warming" è lanciato su scala planetaria....

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