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Berceto, sofisticate tecnologie per combattere le frane

Berceto, sofisticate tecnologie per combattere le frane
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Un incontro all’insegna del territorio si è svolto nei giorni scorsi nei locali della Trattoria Molinari di Pietramogolana, con la presentazione ai cittadini del programma dei primi interventi per la messa in sicurezza del capoluogo.
All'incontro erano presenti il sindaco di Berceto Luigi Lucchi, l’Assessore regionale Marioluigi Bruschini, tecnici e amministratori. 
Si tratta di lavori progettati dal «Servizio Tecnico dei Bacini degli Affluenti del Po» sotto il coordinamento di Gianfranco Larini, che consentiranno di verificare ed affinare il modello geologico-strutturale proposto dal Gruppo di Studio costituito nel 2006 con la partecipazione dei Tecnici di Regione, Provincia, Comune e ricercatori dell’Università di Parma. 
I lavori, per un importo complessivo di 300 mila euro e una durata stimata in novanta giorni, prevedono prospezioni dirette (sondaggi a carotaggio continuo) e indirette (indagini geofisiche), ma soprattutto l’attivazione di un sofisticato sistema di monitoraggio topografico, inclinometrico, assestimetrico e piezometrico per rilevare e interpretare le deformazioni del versante e quindi valutare l’effettivo grado di «pericolosità geomorfologica» del capoluogo di Berceto e del versante compreso tra la zona del Poggio e il fondovalle del Torrente Manubiola. 
Tra le tecnologie di monitoraggio ambientale che saranno utilizzate, è prevista anche l’interferometria satellitare, in grado di fornire misure accurate di spostamento a larga scala attraverso l’elaborazione di immagini radar con l’innovativa tecnologia PS, sviluppata e brevettata dal Politecnico di Milano. 
 Il numeroso pubblico ha assistito alla proiezione del filmato d’epoca realizzato nei primi anni Sessanta dallo Studio Vaghi per conto del Genio Civile, che documenta alcune fasi della costruzione della Strada di Fondovalle Taro tra Fornovo e Ghiare di Berceto, e del documentario sullo stesso tema «Una strada dell’Appennino: diario di un viaggio», realizzato da Armando Conti, Giampaolo Raschi, Valentino Straser e prodotto nel 2001 da R.G. Video di Parma.

 

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  • Manuel Pellegrini

    12 Gennaio @ 16.30

    E' vero Emanuele ma non essendo, noi, della fondovalle o di Ghiare possiamo franare...

    Rispondi

    • emanuele

      14 Gennaio @ 13.32

      Manuel, è già.... A Casaselvatica furono spesi molti soldi pubblici per la messa in sicurezza, ma poi si è pensato bene di farvi correre sopra una bella gara nazionale di jeep. Ti incollo quanto denunciato per tua visione. La gente deve sapere! Ecco quanto critto settimane fa. Alla Gazzetta ho mandato e-mail. Fugazzolo di Berceto, 22 Novembre 2009 Le frane di Fugazzolo e Casaselvatica: la gara di jeep e fuoristrada per la loro valorizzazione… Lettera in copia a • Comune di Berceto • Corpo Forestale dello Stato • Servizio Tecnico Bacini degli Affluenti del Po (ex Genio Civile) • Regione Emilia-Romagna • Provincia di Parma e Comunità Montana Valli Taro-Ceno e Baganza • Segreteria del Ministero delle Politiche Ambientali • Gazzetta Di Parma Questa lettera deve doverosamente aprirsi con un plauso dal sapore amaro e sarcastico nei confronti di chi ha permesso che in data 21 e 22 Novembre 2009 prendesse il via una gara nazionale di jeep e fuoristrada in luoghi delicati come sono le frane di Fugazzolo e Casaselvatica (Comune di Berceto, Provincia di Parma). Le motivazioni che il sottoscritto può mettere su un tavolo ai fini di esprimere tutta la contrarietà verso l’organizzazione di tale evento in luoghi del genere, sono molteplici. In primis bisogna considerare come gli organizzatori , e mi rivolgo in particolare a chi internamente all’amministrazione del comune si è preso carico di portare avanti la cosa, abbiano acconsentito all’uso di tali luoghi per questa manifestazione: una buona occasione per riqualificare e valorizzare un luogo (la frana appunto) disastrato e abbandonato a se stesso. Mi viene ancora da ridere amaro a pensare a queste parole; come si può sostenere che un grosso dorsale di un monte che a causa di una frana è stato completamente distrutto possa essere valorizzato facendo in modo che decine di veicoli 4x4 possano percorrervi kilometri e kilometri continuamente e costantemente tracciandovi autostrade di fango, attraversando canali adeguatamente ritracciati per lo scolo delle acque, formando solchi impressionanti dove l’acqua adesso si ferma e ristagna e passando dove stanno ricrescendo boschi, i cui alberi aiuteranno a mantenere saldo il terreno per il prossimo futuro? Se qualche persona è in grado di portare le ragioni per cui un territorio franoso può essere valorizzato in questo modo, vorrei che lo dicesse alla gente ed in particolare a me e alle persone che come il sottoscritto abitano le zone limitrofe. Le persone che come me hanno perso terreni e boschi, che hanno vissuto i disagi e possono dire di provare un sentimento di tristezza per quello che la frana di Fugazzolo ha spazzato via, non possono stare in silenzio davanti a quello che è avvenuto in questi giorni, in maniera che il Comune e le autorità (mi rivolgo in particolare al Corpo Forestale dello Stato ed al Servizio Tecnico Bacini degli Affluenti del Po) possano rifletterci sopra e non permettere mai più che le frane di Fugazzolo e Casaselvatica possano diventare meta e oggetto di gare o manifestazioni del genere. Il sottoscritto, insieme ad altre persone del posto, circa 5 anni fa, senza aver avuto la possibilità di accedere a nessun tipo di finanziamento per mancanza di fondi, ha intrapreso un’opera privata di rimboschimento dei terreni franati a Fugazzolo, iniziando a piantare aceri, cerri, faggi e querce nei propri terreni e allargandosi nel tempo a tutte le zone franate. Non ci siamo preoccupati di spendere centinaia di euro di tasca nostra per tentare di ripristinare e veramente valorizzare i luoghi che una volta risplendevano per i lori campi coltivati, per i loro pascoli e per i loro boschi. Oltre a questo non si deve mancare di annotare le opere che sono state eseguite con mezzi propri (scavatori, ruspe e … le proprie braccia) al fine di tenere puliti i canali ripristinati per lo scolo fondamentale dell’acqua, trovandosi tale zona in un disequlibrio idrogeologico totale. In questi giorni questi luoghi franati, che a poco a poco stanno recuperando la loro fattezza equilibrata non più di campi e pascoli perché ahimè quelli ormai sono andati perduti per sempre, ma di boschi e macchia tipica, sono stati oggetto di una turpe, indegna e assolutamente negativa devastazione. Ho personalmente percorso alla fine delle gare i luoghi e questo è quello che annoto con tanta rabbia in cuore: • Autostrade di fango che come squarci dividono in tante parti un terreno già sofferente • Solchi profondamente tracciati in diverse parti del percorso, con il risultato ottenuto che l’acqua piovana ora qui si ferma e ristagna; direi un’ottima conseguenza per una frana che si imbeve di acqua che normalmente dovrebbe scendere veloce a valle per non causare altri futuri spostamenti/scivolamenti del terreno • Crinali nelle prossimità della frana, vicino ai luoghi che si sono salvati, completamente devastati dalle raspate e salite e discese continue di mezzi che arrancavano per riuscire a salire o scendere. Qui si scorgono ben visibili sassi e terreno che sono stati strappati alle coste sane o comunque in limite di frana. Una cosa assolutamente senza senso se si pensa che i lembi di terreno ai limiti delle frane sono quelli più soggetti al distacco per forza di gravità e scivolamento verso il basso. Detto in altre parole praticamente si è aiutato il distacco franoso del terreno ancora non franato e se ne è causato lo smottamento che verrà sospinto in seguito alle piogge frequenti e abbondanti tipiche del periodo. • Danneggiamento dei fianchi dei canali e fossi che hanno la fondamentale funzione di contenere l’impeto dell’acqua piovana quando scende a valle. Gli organizzatori, molto probabilmente, non si rendono conto di quanta acqua scenda a valle nei periodi più umidi oppure alla fine dell’inverno quando la neve è in scioglimento. • In aggiunta, e questo sarà di particolare interesse per eventuali sopralluoghi delle Guardie Forestali, parti del tracciato di gara entrano in boschi tagliati qualche anno fa e dove ad ora stanno – o meglio dire stavano – ricrescendo e ributtando dai ceppi diverse piante di cerro e quercia. Questi tracciati hanno fatto in modo che le jeep passassero nel bel mezzo di questi boschi con il risultato dello schiacciamento e rottura dei nuovi ricacci di piante utili. Un semplice sopralluogo sul posto potrà mettere in luce questo fatto che non credo sia regolare e comunque pare fortemente insensato. E purtroppo ho constatato che diverse piante che erano state piantate da me e altre persone del posto sono state tranciate, perché rientrate sfortunatamente nei tracciati di gara. • In ultima sede ma non per importanza, vorrei sottolineare che la frana di Casaselvatica, ben più anziana di quella di Fugazzolo, alcuni anni fa è stata oggetto di durature e pesanti opere di stabilizzazione e recupero dal punto di vista idrogeologico, attraverso importanti investimenti di denaro pubblico con intervento del Genio Civile. La frana è stata sottoposta a lavori di livellamento, canalizzazione, terrazzamento ed inerbimento attraverso idrosemina. Lascio all’umana comprensione trarre le conseguenze su come possa avere influito negativamente il passaggio dei tracciati di gara in queste zone, dopo che cotanti sforzi sono stati compiuti per raggiungere uno stato di parziale equilibrio. Io purtroppo sto ancora cercando di capire come questa gara di jeep, avvenuta in una zona franosa ma in lieve e lento recupero grazie a persone che come me amano la loro terra in tutto e per tutto, possa aver contribuito alla valorizzazione del territorio stesso e alla sua riqualificazione. Lascio ai destinatari di questa lettera le riflessioni del caso. Chiedo che vengano prese in considerazione le mie descrizioni e commenti, anche con sopralluoghi di qualunque persona, ente o autorità che voglia prenderne atto. Desidero sottolineare che le mie polemiche forti e decise non provengono da nessuna ispirazione politica ma vengono semplicemente dalla considerazione che non è certo quello descritto il modo per esprimere un attaccamento al territorio e una volontà di cambiare le cose in un comune montano come Berceto che ha bisogno di rinascere e di rimanere attaccato al passato, senza dover piombare nel futuro fatto di ruote che segnano solchi in una parte del comprensorio comunale già sofferente. Per contatti, risposte o altre cose in merito questo è il mio recapito. Emanuele Pizzigalli Località Castago 173 Fugazzolo di Berceto (PR) Mail: emanuelepizzigalli@libero.it "

      Rispondi

  • emanuele

    12 Gennaio @ 12.43

    A proposito di frane, la gente deve sapere che a Berceto, esattamente nelle frazioni di Fugazzolo e Casaselvatica, dove esistono due frane molto importanti per gravità, sono state fatte in Novembre delle gare di jeep e fuoristrada proprio all'interno dei terreni franosi. Le gare stesse sono state sostenute e organizzate anche dall'amministrazione bercetese, che in tale occasione ha dimostrato una totale insensibilità e imperdonabile leggerezza. Ho denunciato la cosa a diversi organi ed autorità competenti, tra cui Guardia Forestale, Ministero per l'Ambiente oltre che Provincia e Regione nelle sedi competenti. Io mi batterò sempre e per sempre affinchè una cosa del genere non accada mai più! Firmato: un "montanaro" terribilmente innamorato del proprio teriitorio!

    Rispondi

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