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Brescello, realizzato un nuovo tratto arginale sul Po

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E’ stato presentato stamattina a Brescello l’intervento riguardante il sopralzo dell’argine maestro in destra del fiume Po da Coenzo a Brescello e di ringrosso dell’argine golenale in località Ghiarole.
Sono intervenuti Marioluigi Bruschini (Assessore alla difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna e presidente AIPo), Giuseppe Vezzani, sindaco di Brescello, Luigi Fortunato e Fabrizio Giuffredi (Direttore e dirigente AIPo), Francesco Puma (Autorità di bacino del fiume Po), Luciano Gobbi (Provincia di Reggio Emilia), Giuseppe Bortone (Direttore generale Ambiente Regione Emilia-Romagna).
L’opera, prevista dall’accordo di programma tra il Comune di Brescello e l’AIPo,  rientra nel quadro degli interventi per la sicurezza idraulica della Bassa Pianura Reggiana e consente di eliminare le “finestre” residue e i punti critici evidenziati durante la piena dell’ottobre 2000, mediante l’adeguamento delle quote arginali, come già realizzato in precedenza per le aree a monte e a valle.
L’importo finanziario complessivo è  di € 4.650.000, grazie all’ impegno sinergico di AIPo, Comune di Brescello, Regione Emilia-Romagna, Protezione Civile, Ministero dell’Ambiente.
Il progetto ha perciò riguardato l’adeguamento dell’argine maestro del Po tra Coenzo e Brescello capoluogo, a partire dall’innesto con l’argine golenale di Ghiarole fino all’innesto con la S.P. 62R, per uno sviluppo complessivo di circa 3,0 km, e l’intervento di ringrosso di tutto l’argine golenale di Ghiarole, per uno sviluppo complessivo di circa 3,9 km.
Il Presidente dell’AIPo, l’Assessore regionale Marioluigi Bruschini, ha definito l’intervento “di fondamentale importanza per la sicurezza idraulica non solo nel comune di Brescello, ma di una vasta area della bassa reggiana”. “Si tratta – ha detto Bruschini – dell’ultimo, importantissimo tassello di quell’enorme mole di opere realizzate dopo le piene del 1994 e del 2000, volte a mettere nel più alto grado di sicurezza possibile i territori emiliani rispetto alle piene del Po e degli affluenti. Portando al livello adeguato anche questo tratto di argine siamo in grado di reggere con relativa serenità una piena eccezionale come quella del 2000 e anche superiore”. Bruschini ha ricordato che “AIPo ha molto lavorato per giungere nelle diverse aree a rischio della regione al necessario grado di sicurezza, con la realizzazione di casse d’espansione, nuove arginature, manutenzioni. Il problema – ha aggiunto l’Assessore – è che nelle leggi finanziarie nazionali mancano impegni certi e costanti di finanziamento, perché non è ancora passata l’idea che la messa in sicurezza del territorio è la più grande opera pubblica di cui ha bisogno l’Italia, a maggior ragione con i cambiamenti climatici, di cui è esempio la piena anomala del Natale 2009”. Infine, il Presidente AIPo ha richiamato all’impegno per il futuro: “continueremo ad occuparci – ha concluso – dei problemi ancora aperti – da quelli puntuali come nella frazione Ghiarole a quelli più vasti e complessi come il nodo idraulico di Modena - e opereremo, anche di concerto con le altre Regioni del Po, perché una parte consistente dei finanziamenti probabilmente destinati al Ministero dell’Ambiente per gli interventi di difesa del suolo sia assegnata ai territori del bacino, sia per interventi in pianura che nelle zone montane”.

Descrizione dell’intervento di sopralzo dell’argine maestro del Po a Brescello e di ringrosso dell’argine golenale nella frazione Ghiarole

1) ARGINE MAESTRO

L’intervento è consistito nell’ adeguamento dell’argine destro del fiume Po nel tratto compreso tra il ponte di Coenzo sul torrente Enza e l’abitato di Brescello, in Provincia di Reggio Emilia, lungo la S.P. 41, fino all’innesto con la S.P. 62R.
L’intervento, nel suo complesso, consente di portare a compimento il programma di opere e interventi individuati a seguito dello straordinario evento di piena dell’ottobre 2000 ai fini della generale messa in sicurezza del territorio della bassa pianura reggiana.
La necessità di realizzare tale adeguamento derivava dal fatto che il tratto di arginatura in oggetto, pur interessato dai lavori di rialzo e ringrosso eseguiti successivamente alla piena del ’94, presentava un franco insufficiente rispetto al franco minimo richiesto di 1,00 m; franco di sicurezza che invece era stato garantito dai lavori eseguiti in tutto il successivo tratto da Brescello a Luzzara.
La situazione lasciava perciò praticamente aperta una “finestra” di ben 3,0 km nel punto più delicato delle difese del bacino, rappresentando un pericolo per tutto il territorio compreso tra l’Enza e il Crostolo.
Entrando maggiormente nel merito delle soluzioni adottate, per tutto il tratto in questione il rialzo arginale è stato effettuato mediante un ringrosso verso golena dell’argine stesso, prevedendo una sommità di larghezza pari a 5m, con relativa pista di servizio in misto granulometrico stabilizzato di 4m. Tale soluzione, peraltro del tutto analoga a quella adottata nel successivo tratto da Brescello a Luzzara, consente da un lato di realizzare di fatto un “nuovo” argine davanti a quello esistente e dall’altro di non demolire e ricostruire di nuovo la strada provinciale presente sull’attuale sommità arginale. La soluzione sopra descritta è stata adottata anche per il tratto arginale di monte compreso tra il ponte di Coenzo e l’argine golenale di Ghiarole.
Relativamente alle quote di sommità arginale, si va a mantenere la quota prevista al ponte di Coenzo (+ 31,00m s.l.m.) fino all’innesto con la S.P. 62R, dove ci si raccorda al tratto di arginatura già adeguato in precedenza.
In corrispondenza del nodo del Mulino Cases, dove non era possibile prevedere il ringrosso arginale, è stato realizzato un muro in cemento armato di tenuta idraulica di lunghezza pari a circa 70m a ridosso del Mulino stesso,  che verrà rivestito con mattoni faccia vista per un migliore inserimento ambientale e, alla sommità, da una copertina prefabbricata. In corrispondenza del muro in c.a. sono stati realizzati l’allargamento della sede stradale di 0,5m e un marciapiede di larghezza pari a 1,2 m.
La raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche provenienti dall’argine e dalla sezione stradale è garantita da appositi pozzetti; ogni 100m è stato realizzato un attraversamento della strada con un tubo in PVC di diametro 315mm che consente di smaltire a campagna le acque raccolte.

2) ARGINE GOLENALE DI GHIAROLE

L’intervento ha riguardato i lavori di ringrosso dell’argine golenale esistente in destra idraulica del

torrente Enza, in località Ghiarole di Brescello.
L’intervento si è rivelato necessario, da un lato, per adeguare l’argine golenale alle previste quote di progetto dell’argine maestro del fiume Po e, dall’altro, per rendere stabile l’arginatura nelle più gravose situazioni, aumentando il grado di protezione della golena chiusa,  peraltro densamente abitata, dalle inondazioni del fiume Po.
Lo sviluppo complessivo dell’argine golenale è pari a circa 3,9 km.


 

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