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Abbattuto lo storico melograno: la rabbia di Torrechiara

Abbattuto lo storico melograno: la rabbia di Torrechiara
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 «Lo aveva piantato più di 40 anni fa la sorella del parroco, la signora Maria - spiega dispiaciuto uno degli storici residenti del borgo di Torrechiara -. Io l’ho curato con tante attenzioni per tutto questo tempo, per la gioia delle famiglie che con i bambini venivano a fare le foto quando fioriva. E’ un vero peccato che qualcuno abbia deciso di tagliarlo». Il melograno del castello di Torrechiara è stato abbattuto nei giorni scorsi. E ancora non si capisce perché. 

La scelta di un privato, che qualche mattina fa, armato di motosega, ha fatto piazza pulita, non è piaciuta al resto della borgata. Ma nemmeno agli amministratori, che hanno ricevuto decine di lettere di disappunto da parte dei residenti. «Il melograno era all’interno di un’area privata di cui sono comproprietarie le diverse proprietà del borgo - ha spiegato amareggiato l’assessore all’Urbanistica Marco Contini -. Il Comune imporrà la sostituzione con medesima essenza a cura e spese della persona che ha causato il danno». Continua poi Contini: «Quanto successo è sintomo di una situazione delicata che merita attenzione. Torrechiara ha bisogno di più cure: il borgo andrebbe pedonalizzato con la previsione di un piccolo parcheggio esterno; i cassonetti a lato del castello vanno quanto prima rimossi e sostituiti con altri contenitori  all’interno delle mura e nel parcheggio a valle; si dovrebbe favorire il recupero degli edifici oggi inutilizzati; sarebbe utile una pavimentazione delle aree pubbliche, così come l’introduzione di un regolamento condiviso tra gli abitanti e le attività oggi presenti. Faremo un’assemblea per raccogliere le voci di chi il castello lo vive tutti i giorni e per iniziare un percorso di ricucitura. Per quello che riguarda il cosiddetto borgo alto la situazione è diventata più complessa dopo una recente sentenza del Consiglio di stato che di fatto tende a riconoscere a gran parte delle strade del borgo la condizione privatistica, impedendo di fatto una regolamentazione da parte della pubblica amministrazione». 
Il melograno era parte integrante della cornice di Torrechiara e gli abitanti accusano il colpo: «Affacciarsi alla finestra e non vederlo fa male - aggiunge una donna -. Dava fastidio a chi ci voleva parcheggiare sotto? Ma se il problema è l’assenza di parcheggio tagliando il melograno di certo non lo si è risolto». Anche Alessandra Mordacci, dell’«Associazione Guide Torrechiara» sottolinea il suo dispiacere: «Come guida sono spesso al castello; quell'albero lo consideravo, come tutti, un bene della comunità. Era un simbolo e anche un punto di riferimento. Era una presenza amica. Il fatto che si sia compromesso un simile contesto di bellezza non deve passare sotto silenzio». G.Cor.
 

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