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Fidenza: arrestati studenti-spacciatori di 16 e 17 anni

Fidenza: arrestati studenti-spacciatori di 16 e 17 anni
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In carcere a 16 e 17 anni.  Un ragazzo di Fidenza ed uno di Salso sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere minorile di Bologna con l'accusa di spaccio di stupefacenti.

I due, infatti, avrebbero rifornito di hashish numerosi coetanei, studenti delle superiori della città borghigiana. E dopo le segnalazioni di alcuni genitori e docenti, i carabinieri hanno accertato che ormai la cadenza dello spaccio di hashish agli studenti era giornaliera. le intercettazioni telefoniche hanno consentito di verificare i sospetti, nonostante al telefonino i ragazzi usassero già diverse malizie per "coprire" il vero motivo delle telefonate.

E alla fine, per i due giovanissimi è scattato l'arresto, mentre per altri tre minorenni è arrivato l'avviso di conclusione indagini.

LE INDAGINI - I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Bologna, dopo un’indagine cominciata agli inizi del 2008 grazie alle prime segnalazioni di genitori e docenti che avevano denunciato la presenza di studenti che vendevano hascisc ai propri coetanei con cadenza pressochè giornaliera.

L'indagine, particolarmente complessa vista l’età dei soggetti coinvolti, è durata quasi due anni e ha ricostruito una fitta rete di contatti che vedeva i cinque giovani, in particolare i due arrestati, costantemente impegnati nella distribuzione di piccole dosi (dai due ai 10 grammi) a compagni di scuola ed amici, occasionalmente anche a soggetti di età più avanzata. Utili indizi sono emersi proprio dal fermo di uno di questi ultimi, con addosso ancora dello stupefacente, fatto dai carabinieri lo scorso maggio. Nonostante la giovanissima età degli interessati, gli spacciatori si erano creati un linguaggio in codice e frasi convenzionali per evitare di essere compresi e dove veniva indicata qualità (minuti) e quantità(centimetri) delle merce. Grazie proprio all’interpretazione delle telefonate e dei messaggi sms, i carabinieri sono riuscit ia fermare molti giovanissimi clienti con addosso la droga appena acquistata.

Le indagini, che finora hanno portato al rinvenimento e al sequestro di oltre 200 grammi di hascisc, continuano per risalire ai canali di rifornimento dei due arrestati, ora reclusi nel carcere minorile di Bologna.

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  • gazzettadiparma.it

    15 Febbraio @ 11.26

    Per merick - La sua osservazione è corretta, anche se poi mi sembra che lei ne tragga conclusioni esagerate. Non è questione di deontologia: semplicemente, in un articolo in cui parla di hashish, è stata messa una foto di hashish: d'archivio come capita mille volte in tutti i giornali e a volte un tv. Gli anglo-sassoni hanno l'abitudinem forse più corretta, di indicare in questi casi la dicitura FILE (ovvero filmato o foto d'archivio). Noi (intendo noi italiani) non lo facciamo quasi mai: anche perchè, e questa è la parte della sua mail che condivido meno, non è certo la corrispondenza dei grammi tra episodio e foto a condizionare le decisioni dei giudici o il valore stesso della notizia. La foto, in questo caso, è solo un corredo grafico: ovviamente, avremmo fatto la precisazione FOTO D'ARCHIVIO se ci fossero state invece implicazioni precise tra foto e notizia con il rischio di ingannare il lettore. Comunque grazie per averci dato modo di precisare.

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  • merick

    15 Febbraio @ 11.19

    vorei solo dire che nel testo si parla di "oltre 200 gr di haschich", mentre la foto dell'articolo mostra un quantitativo molto superiore e quindi non è veritiera, trae in inganno e non è corretta da un punto di vista della deontologia del giornalismo. se poi ci sono altri fatti che mi sono sfuggiti chiedo scusa, ma dall'articolo è evidente l'incongruenza tra testo e foto.

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  • alessandro

    15 Febbraio @ 10.52

    Anche i cappellitti sarebbero droga se trovassero il modo di guadagnarci su. Anche alcoolici e tabacchi lo sono. Certo, poi c'è chi si nasconde dietro al "bicchiere di vino al giorno che male non fa", ergo anche un tiro di coca, una spada e un tiro di canna non dovrebbero far male, dal momento che 4 bottiglie di vino al giorno potrebbero uccidere (cosi come 4g di cocaina o di eroina, 20 sigarette o 20 canne). "droga" è solo un termine dispregiativo usato per indicare alcune sostanze con effetti psicotropi (tra gli altri) La cosa veramente certa è che di ignoranza ce n'è tropp

    Rispondi

  • Giorgio G.

    15 Febbraio @ 10.44

    Edi cosa non riesci a capire del fatto che depenalizzando diminuisce la diffusione? una delle maggiori attrattive nelle droghe sta nel fatto che sono proibite. I ragazzini ne fanno uso perchè fa "figo" infrangere la legge. Se non avessero nulla da infrangere sarebbe "fico"? Semplicemente no. La dimostrazione è data proprio da quegli stati dove gli stupefacenti sono tollerati e la loro diffusione è minore. La dimostrazione opposta e data dall' Italia: la legge più repressiva d' europa il consumo di cocaina più alto d' europa. E' solo un pregiudizio funzioni, ed è dimostrato dalle esperienze sociali di numerosi paesi negli ultimi 40 ANNI. La proibizione amplifica i problemi derivanti dall' uso di stupefacenti. Aumento delle malattie trasmissibili, aumento della diffusione di sostanze data la facile reperibilità, aumento della criminalità Questi sono gli effetti dimostrati del proibizionismo. Gli stupefacenti sono delle sostanze farmaceutiche e vanno gestite da personale medico, va evitato il carcere e procedimenti giudiziari.

    Rispondi

  • Giorgio G.

    15 Febbraio @ 10.35

    Sig. Marco, la cannabis è una medicina. Lo dimostra una sentenza del tribunale di Avezzano.Per la prima volta in Italia, un tribunale ha riconosciuto il diritto di un malato ad ottenere gratuitamente dalla propria Asl un farmaco a base di cannabis. Il tribunale di Avezzano (L'Aquila) ha dato il via libera in base all'articolo 32 della Costituzione, che riconosce il diritto inviolabile alla salute. C'e' purtroppo da constatare ancora una volta che per ottenere il rispetto di un diritto costituzionale cosi' elementare, un cittadino e' stato costretto a rivolgersi ad un legale e fare causa. Solo poche aziende sanitarie in Italia, grazie a dirigenti e medici illuminati, rimborsano i farmaci a base di cannabis, che devono essere importati dall'estero attraverso complicate e costose procedure. Questo perche' la politica fatica a decidere sulla base dell'evidenza scientifica, preferendo invece agire sulla base di ideologie che vedono il male in tutto ciò che e' derivato dalla cannabis. Eppure, persino le organizzazioni mediche più conservatrici come l'American Medical Association hanno da tempo annoverato i farmaci cannabinoidi fra i piu' efficaci contro i sintomi di numerose patologie, dalla sclerosi multipla all'Aids, dal dolore cronico al cancro. Lo scorso mese, il Senato ha approvato un ordine del giorno bipartisan in cui si chiedeva al Governo di promuovere una sperimentazione per la produzione di farmaci cannabinoidi in Italia. Abbiamo gia' il know-how e istituti pubblici pronti a darsi da fare, il tutto con costi modesti per i cittadini rispetto a quelli che oggi siamo costretti a pagare a produttori farmaceutici stranieri. Basta la volonta' politica del Governo, e quella in particolare del ministro della Salute Ferruccio Fazio, perche' migliaia di cittadini possano migliorare drasticamente la qualita' della loro vita senza dover ricorrere a spese insostenibili (anche 500 euro al mese) o peggio ancora rischiare il carcere con autocoltivazioni di fortuna o recandosi dal pusher sotto casa. La cannabis fa bene? Si.

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