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Petrolio nel Po: l'onda nera arriva nel Parmense

Petrolio nel Po: l'onda nera arriva nel Parmense
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L'onda nera di petrolio che dal fiume Lambro si è riversata nel Po ha raggiunto i comuni rivieraschi della provincia di Parma. Dalle 6 di questa mattina sono stati interessati dal passaggio del materiale oleoso i comuni di Polesine, Zibello, Sissa, Colorno e Mezzani. Sul posto sono al lavoro i tecnici della Protezione civile, che hanno incontrato i rappresentanti della Provincia e dei Comuni rivieraschi. Per ora nel territorio della provincia di Parma non sono stati predisposti dispositivi per fermare il passaggio dell’onda nera. Barriere rigide vengono applicate nel tratto piacentino.

CINQUE GIORNI PER PASSARE. Il petrolio che è stato versato nel Lambro e che è arrivato al Po resterà nel «Grande fiume» per cinque giorni. È questa la previsione della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, che ha diffuso un’allerta agli enti locali che si affacciano sul Po.
Parte del materiale inquinante interesserà l’asta del fiume fino a lunedì, nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara. «Gli interventi urgenti attivati nella Regione Lombardia - fa sapere la Protezione civile - e in corso di attuazione in Emilia-Romagna hanno limitato le quantità di olio combustibile in transito sul Po. Sono state fatte analisi chimico-fisiche da parte di Arpa. Il passaggio della massa di olio combustibile potrà essere segnalato da odore caratteristico di idrocarburi che perdurerà per alcuni giorni e da una colorazione iridescente delle acque superficiali».

NUOVE BARRIERE PER CONTENERE LE CHIAZZE. «La situazione è in evoluzione», ha detto questa mattina il Prefetto di Piacenza, Luigi Viana, parlando dell’onda nera di petrolio che dal Lambro ieri si è riversata nel tratto piacentino del Po, dopo l'ingente sversamento dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta. «Le panne galleggianti utilizzate ieri - ha aggiunto - sono risultate solo parzialmente efficaci, perchè la forte corrente le portava via. Oggi si ripiegherà su barriere rigide». Non è stato ancora deciso dove queste barriere rigide saranno posizionate, ma è probabile che vengano sistemate allo sbarramento di Isola Serafini. Queste barriere hanno il compito di convogliare il materiale oleoso in aree dove poi viene aspirato da "oil skimmers", strumenti che hanno proprio il compito di filtrare l’acqua dal materiale oleoso. Devono essere valutati anche i danni all’ecosistema fluviale, ha aggiunto il prefetto di Piacenza.

(foto: i militari del Genio aspirano petrolio dal Po vicino a Piacenza)

La cronaca di mercoledì 24 febbraio
LA REGIONE CHIEDE LO STATO D'EMERGENZA.  Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani ha chiesto lo stato di emergenza a seguito della presenza di ingenti quantità di olio combustibile versati nel fiume Lambro, in stretto raccordo con la Regione Lombardia. Questo per la grave situazione che si sta profilando nell’arco del Po, nella confluenza del Lambro a nord di Piacenza. Intanto proseguono le attività di cooperazione fra le due Regioni, le Prefetture e le Province interessate, l’Arpa, le Protezioni civili regionali, l’Aipo, i Vigili del fuoco e l'Autorità di bacino per affrontare la situazione.
Fin dalla prima mattina la Protezione civile regionale - ricorda la Giunta - ha messo in stato di allerta tutti i Comuni rivieraschi, fino a Ferrara, per segnalare l’imminente arrivo dell’ingente quantità di combustibile e indicando le precauzioni del caso. Contemporaneamente la Protezione civile ha messo in stato di allerta i punti di prelievo delle bonifiche nella zona Pilastresi e dell’acquedotto di Ferrara. È stato definito il piano degli interventi urgenti, d’intesa tra il presidente Errani, il prefetto Luigi Viana e le autorità locali, nel corso di un vertice in Prefettura a Piacenza. Il presidente della Regione si è detto «preoccupato» e ha sollecitato «la massima collaborazione per affrontare situazione e ridurre i danni ambientali».
Il piano è già in esecuzione e riguarda il posizionamento di barriere su cinque punti del fiume in provincia di Piacenza, con l’ausilio dei Vigili del fuoco, del Genio Pontieri dell’ Esercito e dell’Aipo. Successivamente è previsto l’arrivo a Piacenza di speciali attrezzature Skimnner che, abbinate ad auto spurghi già messi a disposizione tramite Enia, provvederanno a estrarre la massa oleosa intercettata dalle barriere. Questa verrà inviata negli appositi siti di stoccaggio provvisorio.
Secondo le valutazioni della Protezione civile, non ci sono pericoli imminenti per le persone. Tuttavia, superata la fase di emergenza acuta, verrà attivata un’azione di bonifica degli argini del fiume che risultano imbrattati dalla sostanza oleosa. La Protezione civile è in contatto anche con le Capitanerie di porto, poichè si prevede che nel giro di quattro giorni circa la parte non intercettata di olio combustibile arrivi in mare, interessando le coste sud del Po. Anche in quel caso si provvederà ad azione di bonifica di eventuali quantità di idrocarburi presenti. La Protezione civile proseguirà nelle azioni di emergenza almeno per i prossimi cinque giorni, tempo stimato per il deflusso del combustibile. 

L'Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, ha reso noto di aver messo già da ieri «personale, mezzi e strumentazioni a disposizione del tavolo di coordinamento per la gestione dell’emergenza ambientale provocata dallo sversamento nel fiume Lambro di ingenti quantità di sostanze inquinanti». La Sala operativa centrale e gli uffici Aipo di Lombardia ed Emilia-Romagna «hanno seguito costantemente, anche durante la notte, l’evolversi della situazione e sono pienamente operativi in stretto coordinamento con Prefetture, Protezione civile, Regioni, Arpa e tutti gli altri enti coinvolti. L’Agenzia ha messo da subito a disposizione i mezzi e le strumentazioni presenti nella propria struttura dedicata alla navigazione fluviale». Aipo aggiunge che in queste ore «sta collaborando nella ricerca di azioni che possano limitare la discesa a valle, lungo il Po, dell’acqua inquinata proveniente dal Lambro».

La Lipu-BirdLife Italia (la cui sede è a Parma) si costituirà parte civile contro i responsabili del disastro ambientale del fiume Lambro, e nell’immediato ha deciso di mettere a punto una task force «per il soccorso agli uccelli colpiti dal petrolio».
«La massa oleosa, che ha raggiunto il Po a Piacenza e sta scivolando a valle, minaccia - sottolinea la Lipu - gli uccelli che popolano le rive del fiume: specie come aironi, gabbiani e cormorani rischiano di finire imbrattati e uccisi dal petrolio. Da testimonianze dirette riportate nel pomeriggio, il Po presenta almeno dieci grandi macchie molto dense all’interno delle quali si trovano pesci e uccelli morti».
La task force è formata dai centri di recupero dislocati sia a Milano (Centro Recupero Fauna selvatica La Fagiana) che lungo il Po (centro di Reggio Emilia e quello di Ferrara), coadiuvati dai volontari, e coordinati dal Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici Lipu di Livorno, il centro di riferimento in Italia in caso di disastri ambientali causati dal petrolio, già operativo nel soccorso agli uccelli “impetroliati” nelle emergenze della petroliera Prestige in Galizia (2002) e della Haven in Liguria (1991). Possibile anche, da parte della Lipu, l’attivazione di una struttura mobile messa a disposizione dal partner di BirdLife International in Francia, la Lpo, per il ricovero simultaneo fino a 500 uccelli colpiti dal petrolio.

 

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  • Gaia Maschi Verdi

    26 Febbraio @ 08.46

    Mi chiedo se il Ministero dell'Ambiente prevede un piano di sicurezza contro i sabotaggi industriali a rischio di disastro ambientale.

    Rispondi

  • giuliano

    25 Febbraio @ 23.59

    buonasera a tutti sono un agente di polizia ambientale vorrei andare ad aiutare qualcuno sa come posso fare

    Rispondi

  • giovanna rossi

    25 Febbraio @ 17.17

    sono cos' addolorata di quello che è sucesso ma è ormai inutile lamentarsi bisogna agire. cosa devo fare per aiutare ? gli ambientalisti dove sono?

    Rispondi

  • cesarina

    25 Febbraio @ 16.50

    vorrei adottare qualche anitra impetroliata e vorrei iscrivermi alla lipubird di parma

    Rispondi

  • luca

    25 Febbraio @ 16.05

    il primo pensiero che ho in testa,è "ma che teste di c***o senza confini"... per dirla in modo elegante.... Naturalmente,quando si cercherà il colpevole, nessuno è stato... come al solito.... film già visto.... ELEMENTARE WATSON.... P.S.:il Po è già "lurido" normalmente.... ci mancava solo questa... piove sul bagnato....

    Rispondi

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