Provincia-Emilia

Elezioni a Fontevivo: la tangenziale unisce. Tutto il resto divide

Elezioni a Fontevivo: la tangenziale unisce. Tutto il resto divide
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Due habitué (il deputato del Carroccio Fabio Rainieri e l'ex sindaco Massimiliano Grassi), un ex consigliere  (Ferdinando Madini) e una debuttante della politica (Nadia Manghi): sono i candidati sindaco di Fontevivo. La Gazzetta li ha riuniti per un faccia a faccia a tutto campo.

Quali sono i punti fondamentali del vostro programma?
Rainieri «Al primo posto c'è la sicurezza: è il tema che oggi i cittadini sentono di più e  il cavallo di battaglia della Lega. E' necessario mettere telecamere   in tutti i punti sensibili; serve una migliore gestione degli agenti di polizia municipale delle Terre verdiane, e soprattutto una maggiore illuminazione dei luoghi in cui si ritrova la gente. Altri punti cardine   sono il Psc, il sostegno all'economia e al commercio del paese e delle frazioni. Ci sono  agevolazioni a livello governativo che possono incentivare chi vuole tornare con piccole attività nei centri di Fontevivo e Pontetaro. Chi mi accusa di lontananza dal Comune per l'attività di parlamentare dovrebbe invece vedere favorevolmente la possibilità di arrivare prima di altri a finanziamenti per  aiutare il territorio».
Manghi «Non è necessario che Rainieri faccia il sindaco, visto che non ha tempo nemmeno di fare opposizione: ma siamo  disponibili ad accogliere il suo aiuto da Roma».
Rainieri «L'ho già fatto. Come per i 30 mila euro per l'asilo».
Manghi «Ma 30 mila euro non sono niente. Basta la relazione di un dirigente per fare avere ciò che è dovuto alle scuole private».
Rainieri «E com'è che nella sua lista ha  4 ex assessori di Grassi?»
Grassi «Tra cui quello all'istruzione»?
Rainieri «Ecco, appunto. E non avevate mai ottenuto nulla».
Manghi «Mica noi. Lo chieda a Grassi».
Madini «Beh, sono stati anni molto litigiosi...».
Rainieri «Ma il mio apporto da parlamentare rimane. A Parma ho portato 500 milioni  e i soldi per l'asilo avrei potuto darli ad  altri».
Grassi «Noi puntiamo sulle politiche per l'infanzia: è in corso il raddoppio del nido e l'obbiettivo per i primissimi mesi è di azzerare le liste d'attesa di tutti i servizi. Saremo uno dei pochi Comuni a farlo: significa sostenere le famiglie concretamente  in un  momento di  difficoltà. Condivido poi l'obiettivo della sicurezza:  abbiamo già aumentato il numero di vigili e installato le prime telecamere. Alcune sono ancora da affidare in conseguenza del cantiere per la palestra di Pontetaro, altre le  installeremo. La struttura c'è:  ora aumentare il numero è molto più facile. E poi c'è il Psc, che è già pronto. Poi c'è la metropolitana leggera a Pontetaro».
Manghi «In  giro  mi tocca sentire lo scontento della popolazione per quanto non è stato realizzato nel quinquennio passato, salvo ciò che ha fatto negli ultimi mesi il commissario prefettizio. Emerge con forza il problema del lavoro: l'Amministrazione deve creare qualcosa di nuovo, mettendo insieme conoscenza, informazioni e formazione a favore di chi ha perso o sta perdendo il lavoro. Sui servizi: siamo arrivati al punto minimo, in particolare per anziani e  bambini. A parte le scuole, per l'infanzia le domande non accolte sono ben più di quelle accolte. Il sindaco uscente promette ma  non c'è nulla. Nemmeno proposte nuove per servizi che altrove già funzionano, come ludoteche e prescuola. E poi penso anch'io alla sicurezza. Ad oggi di quelle tre telecamere installate - tra l'altro negli ultimi mesi - alcune  non funzionano».
Grassi «Non sono tre».
Manghi «Saranno sette, ma non più di tre funzionano»
Grassi «Sei disinformata»
Manghi «Non credo che la popolazione  si senta   sicura. Bisognerà fare di più: passano mesi per sostituire la lampadina di un lampione. L'Amministrazione potrebbe darsi da fare, ad esempio,   per una convenzione con un'agenzia di vigilanza privata».
Madini «Il primo punto è sicuramente la sicurezza. Sul territorio mancano troppe cose: ce lo dicono  i cittadini. Come lista civica riteniamo di intervenire attivando le telecamere che l'Amministrazione precedente ha lasciato spente, implementandole, e portando avanti il progetto del vigile di quartiere, anche questo lasciato cadere».
Rainieri «In che lista eri tu?»
Madini «Con Grassi, ma sono uscito dal gruppo due anni fa. Ho visto invece che tu in Consiglio a volte facevi parte del gruppo di maggioranza...».
 Rainieri «Bisogna fare un'opposizione costruttiva».
Madini «Poi c'è il punto del Psc. E' la nota dolente: era la priorità degli scorsi 5 anni, ma è stato perso tanto tempo   a causa dei litigi  tra  sindaco e assessore all'urbanistica. Questo ha penalizzato il territorio, il suo sviluppo e il suo futuro. Al 3° posto,  la viabilità: ha molte lacune. Si parla di opere compensative per la Ti-Bre ma non si è visto   nulla. Serve la tangenziale, la strada di Bellena deve essere collegata a Fontanellato:  è stretta e passano tanti camion. Lo stesso vale per strada Nuova. Non è stato fatto nulla».
Grassi «Quella è provinciale»
Madini «Sì, ma bisogna intervenire. E poi c'è il discorso del semaforo di Fontevivo: secondo noi serve una rotatoria. Ma evidentemente nel capoluogo serviva fare multe:  il Photo-red è stato installato e poi velocemente smantellato, visto che forse non era  regolare.  L'unica cosa che Grassi ha fatto, pur non avendola promessa, è    stato dare multe»

Tutti citate il Psc. Che prospettive dovrà dare al paese?
Grassi «Premesso che, Dati alla mano,   l'Amministrazione ha realizzato il 75%  del  suo programma,  ritengo che il Psc andasse realizzato almeno 10 anni fa. Il paese ha un Prg del 1988: nel 2000 c'era la possibilità di riconvertirlo, ma non è stato fatto, quindi la mia Amministrazione ha dovuto fare un intero quadro conoscitivo del territorio, che ne evidenziasse potenzialità e criticità. Su questa base il Psc è pronto: va solo portato in Consiglio».
Madini «Avete perso tempo».
Grassi «Sono d'accordo, andava fatto nel 2000. Quello che ha consegnato l'Amministrazione è un Psc che prevede uno sviluppo residenziale concentrato specie nel capoluogo per avere a disposizione i servizi di prossimità. Fontevivo non è sufficientemente vivo: è stato sviluppato in modo disarmonico e questo penalizza i cittadini e il commercio. Abbiamo identificato aree di sviluppo artigianale e produttivo, e per la prima volta abbiamo individuato le aree meritevoli di tutela ambientale e soprattutto a vocazione agricola, che manterranno nel tempo la loro destinazione.
Manghi «Ci sono voluti 6 anni per    il Psc. E' stato depositato ma ora ci saranno  le osservazioni. L'ex sindaco ha utilizzato questo tempo per la sua personale formazione. E' stato   a Saragoza, in Svezia. Senza risultati positivi». 
Grassi «Veramente è arrivato il progetto “La classe del futuro”».
Manghi «Abbiamo realizzato nelle  scuole molto di più con i fondi europei».
Grassi «Quelli erano proprio contributi europei».
Manghi «Non c'è bisogno di andare in Svezia. Noi vorremmo che fosse Fontevivo a diventare attrattiva per iniziative e  cultura. Vogliamo rilanciare il paese, che è stato abbandonato. La piazza realizzata davanti al Comune è stata ribattezzata “La spianata”:  carina solo con i gonfiabili...»
Rainieri «Ci dà atto che la nostra lista fa qualcosa per i giovani»
Manghi «Avete buoni finanziamenti  che noi non possiamo permetterci. Comunque,  vorremmo che il paese rinascesse, fosse bello e attrattivo dal punto di vista culturale. Se l'onorevole Rainieri vorrà aiutarci da Roma, vorremmo   che l'ex Collegio dei nobili diventasse un centro   universitario per alzare il livello turistico e commerciale di un paese che altrimenti sta andando alla deriva. In ogni caso  la cittadinanza  deve partecipare alle scelte del Psc. Non neghiamo lo sviluppo produttivo, ma in particolare con   attività   che non inquinano grazie alle tecnologie, rispettano l'ambiente, offrono posti di lavoro  non dequalificati e   a bassissima remunerazione come  ora,  che portano  persone che hanno bisogno soprattutto  di assistenza. Quando si creano zone di sviluppo edilizio, bisogna pensare anche ai servizi. Oggi  riversiamo le fognature nel collettore  di Fontanellato, per il quale non è previsto  raddoppio. Ed è   saturo».
Grassi «Veramente, con l'università c'è già una convenzione siglata per il Collegio dei nobili, quindi non sei informata. E anche per la scuola:  Fontevivo avrà il contributo europeo per le classi multimediali già realizzate in tutti i plessi. E, mi dispiace dirlo, il collettore fognario di Fontanellato sarà raddoppiato. Così come è previsto per Case Massi».
Manghi «Nella relazione della Provincia non  compare, e siccome tu dici tante cose che poi non vediamo...»
Grassi «Sono investimenti fatti 30 anni fa da Fontanellato. Io a Fontevivo  ho amministrato gli ultimi 5 anni; chiedi a chi lo ha fatto per 30 anni».
Madini «Però a Bianconese c'è ancora il problema del depuratore, mentre a Bellena quello delle fognature a cielo aperto, pericolose anche igienicamente. Sono questioni che vanno risolte da chiunque vinca le elezioni»
Grassi «Su questo hai ragione».
Madini «Nel Psc ho notato  che prevede lo sviluppo commerciale nella zona di Castelguelfo. E  che in un primo tempo la fermata della metropolitana leggera era a Pontetaro al campo sportivo. Ora il nuovo progetto prevede la fermata a Case Rosi, quindi in posizione separata dal centro di Pontetaro: credevo che   servisse a collegare le utenze del paese, mentre ora c'è un decentramento, dove  è prevista anche una zona commerciale. In tempo di crisi, non so come potrà funzionare. Lì c'era una ditta che andava bene e che poi è passata dall'altra parte, sotto Noceto. Avrà avuto problemi con qualcuno...».
Grassi «E' scandaloso essersi fatti scappare quell'opportunità»
Manghi «Comunque per la metropolitana leggera noi proponiamo una fermata a Pontetaro e una a Castelguelfo»
Grassi «Non dipende dal Comune di Fontevivo».
Manghi «Nel Psc l'ha indicato»
Grassi «La domanda di Madini è legittima. Nella pianificazione provinciale la metropolitana leggera era prevista in via Brigate Garibaldi...»
Manghi «C'è scritto campo sportivo, l'ho letto»
Grassi «Sei disinformata su tutto. In quella via era impossibile realizzarla, visto che è impraticabile come parcheggi. A quel punto abbiamo valutato il campo sportivo, ma serviva il consolidamento sismico del sovrappasso della ferrovia, ed era un problema. Ci sarebbero stati solo   40 posti auto e poi la stazione, essendo inserita su un binario ferroviario, avrebbe richiesto  standard precisi: ossia la divaricazione dei binari e la pensilina. Irrealizzabile a Pontetaro:  per questo abbiamo ipotizzato Case Rosi. L'idea è di fare un parcheggio scambiatore che possa   servire  anche  la città. In caso contrario andremmo a creare un problema a Pontetaro. In linea d'aria sono 300 metri».
Madini e Manghi «Tre chilometri!»
Grassi «In linea d'aria no»
Madini «Comunque il punto essenziale è se questa destinazione è vincolante per la Provincia»
Manghi «Chissà perchè allora la Provincia aveva indicato il campo sportivo...»
Grassi «Non è vero. E' stata una prima valutazione, ma le verifiche fatte, come fa un'Amministrazione seria, ci hanno portato a scegliere Case Rosi»
Madini «Un altro punto che andrebbe considerato nel Psc riguarda i giovani. Ci sono solo strutture per anziani. Il nostro programma prevede di recuperare l'edificio nel parco di Pontetaro per farci un centro gestito dai giovani, con sale per le prove musicali, un luogo di incontro, un anfiteatro all'aperto. Il parco dovrà essere  vissuto dai cittadini,   verificando anche la possibilità di nuovi parcheggi. Ho letto una battuta di Rainieri, che dice di vedere a Pontetaro una piscina  coperta o scoperta in base alla stagione: un'idea meravigliosa ma difficilmente praticabile. Io la propongo   coperta».
Rainieri «Veramente non era una battuta: la nostra piscina sarà coperta e scoperta. Come quella di Fiorenzuola. Sei un geometra: dovresti sapere che strutture così esistono».
Madini «Allora speriamo che non succeda con te quanto  successo per la palestra: sono 20 anni che a Pontetaro l'aspettano. Poi ben venga la piscina. Ma intanto c'è  da lavorare per l'agricoltura:  s'è   fatto poco e niente».
Rainieri «Non guardare me»
Madini «Tu che sei nella commissione agricoltura della Camera dovresti impegnarti un po' di più per questi agricoltori, che stanno soffrendo non poco»
Rainieri «L'ho fatto»
Madini «Io so che i coltivatori diretti sono molto arrabbiati»
Rainieri «Tornerei al Psc: qui ci sono molte contraddizioni. Si continua a dire “qui si è perso tempo”. Ma io non ero in maggioranza:   c'erano Madini e  alcuni della lista della  Manghi»
Madini «Sono uscito 2 anni fa»
Rainieri «Eri capogruppo della maggioranza, poi ti sei dimesso per motivi vostri. Comunque sono stati loro che hanno bloccato  qualunque intervento».
Madini «Meno male che sei andato in salvataggio tu»
Rainieri «Se non si fosse voluto interrompere il Psc e i programmi per il paese, si poteva far cadere l'Amministrazione e  tornare alle urne. Evidentemente avevano  interessi, che non avevamo  noi della minoranza. Io ho votato contro ciò che non condividevo, e a favore quando concordavo. Anche per la metropolitana leggera ci sono   contraddizioni. Si dice di togliere l'inquinamento dal paese e poi si vuole mettere la stazione, che porterà tante macchine, nel centro di Pontetaro».
Manghi «Ma la gente deve andarci a piedi e in bicicletta»
Rainieri «Da Fontanellato?»
Manghi «Andranno a Parola, dove c'è la stazione».
Rainieri «Quelli che arriveranno da Noceto andranno a Parola? Comunque,  noi pensiamo di poter realizzare una piscina come quella di Fiorenzuola. Le cose bisogna farle, non solo programmarle. Il Psc va adottato al più presto: è da 20 anni che non abbiamo un piano, e abbiamo fermato grandi aziende che volevano venire a portare lavoro e ricchezza solo perchè qualcuno in Comune voleva dare il messaggio di non fare nuovi insediamenti. Noi vogliamo la tangenziale per togliere il traffico pesante, ristrutturare il Collegio dei nobili e le aree  in decadenza».
Grassi «Qualcosa abbiamo già ristrutturato».
Manghi «Ma non è   merito suo».
Grassi «La sua preoccupazione è darmi contro..».
Manghi «Tanto va d'accordo con Rainieri».
Grassi «E' un rapporto di correttezza».
Rainieri «Ognuno fa la campagna   come vuole. Non devo prendere lezioni dai comunisti».
Manghi «Si rivolga ad   altri»
Rainieri «Avete la responsabile dei Comunisti italiani in lista»
Manghi «E' lei, che è  stato in lista con Rifondazione? Comunque  non guardiamo il   passato»
Rainieri «Ho fatto solo parte di  una lista civica quindici anni fa per le Regionali con   il movimento “Terra”».
Manghi «La Panizzieri è con noi come persona, non come partito»
Grassi «Diamo atto che Madini e Manghi non sono appoggiati da partiti». 
Manghi «Noi dobbiamo rendere conto solo ai cittadini, non ai partiti».
Rainieri «Lei mente sapendo di mentire: all'interno della lista ha tutti politici...
Grassi «Sono ex del partito democratico, ma non sono appoggiati dal partito.
Madini «Sono persone non più iscritte ai partiti»
Rainieri (A Madini) «Tu pensa a fare il geometra, che abbiamo visto alcuni problemini sul territorio».
Madini «Non fare il furbettino. Io ho sempre difeso i cittadini, tu fai delle allusioni.  Sei veramente basso. Non solo di statura. E torna nei campi che è meglio».
Rainieri «Certo. Ho anche una vacca sulla giacca».
Madini «Impara a fare l'agricoltore che mi hanno detto che hai 3 milioni di debiti».
Manghi «Non andiamo sul personale...»
Rainieri «Tutti sanno quello che ho fatto. Non ho nascosto nulla. Tu pensa piuttosto che prenderai l'1 o il 2%».
Madini «Non mi importa,   perché so che li prendo dalla gente».
Rainieri «E io da chi li prendo?».

Torniamo al Psc.
Rainieri  «Bisogna incentivare l'aggregazione dei giovani con un polo sportivo, nuovi spazi e la fruibilità del parco».
Grassi «Madini parlava giustamente di giovani: c'è già un progetto per riqualificare il centro sportivo di Fontevivo e farlo diventare un centro di aggregazione. A Pontetaro un aiuto viene dalla palestra: a giorni, i  lavori».
Ti-Bre, metropolitana leggera, via Emilia bis, Cepim, tangenziale: qual è la priorità?
Manghi «Da un anno contestiamo la via Emilia Bis: inizialmente era prevista a 4 corsie, poi a due e oggi sparita anche dagli altri programmi. C'è una soluzione molto più semplice sul territorio di Noceto. Lo stesso dicasi per la bretella prevista dietro Case Rosi e che porterebbe avanti e indietro dei camion: il Cepim potrebbe essere raggiunto benissimo, se si farà il casello autostradale a Fontanellato, da quella parte. Diversamente, la bretella andrà fatta nel Nocetano. E' ora di pensare  a opere di protezione ambientale e piste ciclabili: il territorio è scollegato. Anche la metropolitana leggera è una necessità. Possibilmente con due fermate».
Madini «La priorità assoluta è la tangenziale: permetterà di togliere il traffico pesante dal centro e darà uno sviluppo al paese. Importanti  poi le barriere fonoassorbenti: sia per l'A15 sia per la ferrovia, i cittadini stanno soffrendo. Non ritengo invece importante la via Emilia bis perchè andrebbe a tagliare fondi  agricoli. La Via Emilia dovrebbe essere potenziata sull'esistente.  E per me non è necessario l'ampliamento del Cepim:   bisognerebbe far decollare quello che c'è».
Rainieri «La priorità è seguire bene l'iter della Ti-Bre: c'è bisogno di farla e di avere al più presto le opere compensative come la tangenziale di Fontevivo, valutando bene come e dove farla passare. La metropolitana leggera è fondamentale per ridurre il traffico. Per il resto non ho preclusioni. Non sono contrario a priori all'ampliamento del Cepim, ma sono favorevole a dotarlo di strutture per chi  ci lavora, che sono in particolare donne, e per chi ci abita intorno. Servirebbe ad esempio un asilo».
Grassi «Il primo obiettivo sono le opere compensative della Ti-Bre. Vorrei ricordare che prima del mio mandato erano previste opere per un milione: siamo   arrivati a 8 milioni di euro. Se oggi condividiamo la tangenziale e la riqualificazione della provinciale è perchè qualcuno è andato a battere il pugno nelle sedi competenti.  Non vogliamo invece la via Emilia Bis: la criticità dei collegamenti   Est-Ovest si può   risolvere col casello sulla A1,  il collegamento tra il  ponte di Collecchio e la tangenziale sud di Fidenza e la metropolitana».

Cosa vorreste far comparire e scomparire a Fontevivo?
Rainieri «Vorrei vedere Fontevivo tornare vivo, con i cittadini che si appropriano del loro paese, senza la paura di andare in giro la sera, e le  piazze piene di mamme e bambini come per le nostre ultime iniziative. E vorrei vedere uno sviluppo che faccia sì che   le persone arrivino anziché andarsene. Scomparire? Il palazzo comunale: è  proprio brutto».
Grassi «Io farei scomparire   pianificazioni urbanistiche del passato, realizzate senza servizi e che hanno dato una configurazione del  territorio   come  fosse la periferia di Parma. Per contro, vorrei quartieri   vivibili, a misura d'uomo, non mescolando attività produttive e residenziali».
Manghi «Io vorrei...
Rainieri «Farmi scomparire»
Grassi «No, prima me...»
Manghi «Io vorrei che Fontevivo avesse un centro bello, vivibile, fruibile.  Farei scomparire tutte le zone di degrado, bonificandole e ripensandole».
Madini «Io farei comparire   le strutture che mancano da troppo tempo: la palestra e il centro civico a Pontetaro, strutture per i giovani, un centro sportivo. E vorrei veder ricomparire il capannone a fianco del Comune: avrebbe potuto ospitare cinema, teatro, conferenze. Farei scomparire  le brutture che ci sono, come i fossi pieni di immondizia»

Chi pensate che vi possa votare e perché dovrebbe farlo?
Grassi «Mi voteranno i cittadini che hanno apprezzato il lavoro degli scorsi 5 anni. Siamo stati presenti in Comune quotidianamente, a partire dal sindaco, e garantirò ancora un impegno quotidiano  per altri  5 anni». 
Manghi «Ci voteranno tutti i cittadini che non hanno apprezzato il lavoro fatto negli scorsi cinque anni e   che   vogliono trovare in se stessi, nei loro rappresentanti, la forza e la capacità di rinnovare il paese».
Madini «Chiedo il voto a tutti i cittadini che vogliono un reale cambiamento. Siamo una squadra di persone  slegate dai partiti e quindi faremo riferimento solo ai nostri cittadini».
Rainieri «Saremo votati da chi vuole veramente cambiare dopo 60 anni di governo della sinistra e da chi pensa che siamo lì per fare il bene dei cittadini. Non, invece, da chi sta facendo una guerra interna per il controllo di un partito».
 

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