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La Corte d'Appello conferma la condanna. Ma lui è morto da 7 anni

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L'imputato è morto sette anni fa ma la Corte d’Appello di Bologna gli ha confermato la condanna a due anni e un mese di reclusione, per rapina impropria in un bar, che il tribunale di Reggio Emilia aveva stabilito il 7 febbraio 2001.

Il "protagonista" della vicenda - riferita nelle pagine reggiane del Resto del Carlino - è Luigi Nazzari, 62enne di Cavriago, stroncato nel 2003 da una malattia. Nazzari alle spalle aveva una lunga serie di furti, condanne e qualche assoluzione. L’avvocato difensore Enrica Sassi aveva presentato ricorso in appello per la sentenza di condanna del 2001 e nel febbraio scorso - quando è stato fissato il processo di secondo grado, ben 9 anni dopo il primo giudizio - ha inviato un fax alla cancelleria penale della Corte facendo osservare che l’imputato era deceduto nel 2003. Il documento però per qualche motivo non è entrato nel fascicolo. Anziché arrivare a sentenza di non doversi procedere per morte del reo, è arrivata la conferma della condanna.

«E' un fatto accidentale, non è indice di negligenza del personale», ha commentato un cancelliere-sindacalista. Ma per l'avvocato Sassi il dato abnorme sono soprattutto i 9 anni per arrivare alla sentenza di appello: «Se Nazzari fosse vivo, avrebbe diritto al risarcimento per il ritardo di giustizia». 

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  • Geronimo

    03 Aprile @ 09.29

    Matteo non penso ci sia un accanimento contro berlusconi perchè non è vero che i sui processi arrivano in cassazione in 3 anni, anzi è vero il contrario spesso arrivano in appello ma vengono lasciati cadere perchè il fatto non costituisce PIU' reato o sempre più spesso per PRESCRIZIONE. Quindi assodato che la riduzione dei tempi di prescrizione che ha fatto uscire dal carcere centinaia di persone è stata fatta dal penultimo governo berlusconi che li ha dimezzati in una vasta quantità di reati, penso che il tuo discorso non stia in piedi nella prima parte. Alla fine si nota che la colpa non è dei giudici ma di chi ha fatto le leggi e da chi per non finire in galera (da lui stesso ammesso) si è fatto le leggi ad personam mandando fuori dal carcere anche altri delinquenti

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  • Matteo

    02 Aprile @ 17.27

    Non avrei voluto entrare nello specifico...ma quello che dice Maurizio è infatti la prova provata che ci sia un accanimento particolare nei confronti del premier: ripeto, lui arriva in Cassazione in 3 anni, gli altri in 15. Perchè? Perchè certi indicidui fanno il possibile per portare a termine i processi contro di lui. MA LA LEGGE DEVE ESSEE UGUALE PER TUTTI. In questo momento il mio pensiero va a tutte quelle famiglie che hanno avuto la vita distrutta da perdite impossibili da concepire e che sono ancora in attesa di una sentenza definitiva. Ed intanto i criminali, i presunti colpevoli, i mafiosi e gli immigrati entrano ed escono dalla Questura rimanendo a piede libero. Sempre che non abbiano il reato prescritto per decorrenza dei termini....

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  • pier luigi

    02 Aprile @ 17.25

    "Non ho ancora letto un articolo relativo al giudice di milano che come le viole esce dall'anonimato e mette sul tavolo verde l'asso dei 'preti pedofili' annche per lui si spalanca la porta della notorietà. E' stato buono per anni, svolgendo il suo 'lavoro' in silenzio, fra i meandri del tribunale fra denunce sussurrate (i giornalisti non venivano relazionati?! strano ma vero). Chissà quante intercettazioni telefoniche e ambientali, quanti carabinieri a far domande e finalmente viene il momento buono per entrare in azione. Adesso 'tanti' ricordano, tanti hanno 'subito', tanti vorrebbero la 'morte' delle istituzioni ecclesiastiche per non avere insistito su un passo del Vangelo che riguarda il rapporto con i bambini, dovrebbero provvedere 'da soli'

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  • Geronimo

    02 Aprile @ 16.03

    Prima di accusare come sempre i giudici per la lentezza cercate di sapere perchè le cause sono lente. Spesso il processo va rinviato perchè l'avvocato difensore ha un impegno, altre volte si porta il falso certificato medico (Come la Marzotto, assente da una causa con certificato di malattia ma fotografata ad una festa vip), altre volte non si ci presenta. La colpa non è sempre dei magistrati che voi definite comunisti, anzi se sono cosi cattivi come dite hanno tutto l'interesse a terminare una causa quindi non stà in piedi il fatto che la colpa sia loro.

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  • pier luigi

    02 Aprile @ 15.04

    non è questione di 'legge uguale per tutti', il fatto negativo è che debbano passare tanti anni fra i vari gradi di giudizio, fra l'altro può darsi che il pm del primo processo sia oggi il 'giudice' per lo stesso processo e quello gli ha fatto lo scherzo di morire! Quello che mi stupisce è, che a volte, vengono emesse sentenze di domenica, prendono gli straordinari i dipendenti dei tribunali (spero non i giudici!)

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