Ti-Bre "parmigiana", a settembre iniziano i lavori

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I cantieri per il primo stralcio della "bretella" Autocisa-Autobrennero partiranno a settembre. A fine luglio è infatti l'ultimo parere mancante da parte del ministero delle Infrastrutture per l'opera che era già interamente finanziata e con l'appalto assegnato già da diverso tempo all'impresa Pizzarotti. In questi giorni proprio l'Autocisa, che è  l'ente appaltante dei lavori, sta inviando la comunicazione relativa all'avvio dei lavori a tutti i comuni che hanno il territorio interessato (Fontevivo, Parma, Colorno, Sissa Trecasali e Fontanellato), alla Provincia, alla Regione e agli enti competenti per i controlli. Il tratto che sarà realizzato è quello che parte dall'attuale svincolo di collegamento fra Autocisa e Autosole all'altezza del Cepim e arriva fino a Trecasali, dove sarà realizzato un casello di uscita. Il secondo lotto, che deve essere ancora finanziato e appaltato, arriverà invece fino a Nogarole Rocca per il collegamento definitivo con l'Autobrennero. La realizzazione del primo stralcio è comunque importante perché dovrebbe agevolare il tortuoso cammino per arrivare anche all'approvazione della seconda parte del tracciato, che la Regione Emilia-Romagna ha inserito, provocando non poche polemiche, in "priorità 22 fra le opere strategiche infrastrutturali della Regione, mentre la Lombardia, sul cui territorio insisterà quasi per intero il secondo tratto della "bretella" ha da tempo confermato la strategicità dell'arteria autostradale nella propria pianificazione. Soddisfazione per l'annuncio del "via libera" definitivo alla "bretella" è stato espresso dal segretario provinciale del Pd Gianpaolo Serpagli, "in quanto come partito ci eravamo già espressi a favore della sua realizzazione e la consideriamo un'opera importante per lo sviluppo del territorio parmense". I lavori dovrebbero durare fra i 4 e i 5 anni dal momento della partenza effettiva dei lavori.

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  • Sandrino

    04 Agosto @ 19.51

    qui c'è qualcosa che strusa, la Lombardia considera l'opera strategica, di fondamentale importanza, però la costruzione inizia in Emilia-Romagna. 8 km di autostrada che finiscono a Trecasali e poi??? i camion dove passano il Po??? sui ponti malmessi di Colorno e Ragazzola????!!!!!!! Strategica un opera che serve a portare merci cinesi dal Tirreno al Brennero guadagnando 30 minuti??? E poi il Brennero: se lo chiudono??? Prima o poi gli austriaci lo chiudono con questo andazzo. E poi la pista ciclabile del taro che faccio sempre??? se me la imterrompono mi incavolo come un drago!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • Nicola Martini

    04 Agosto @ 19.40

    La costruzione del I° stralcio della bretella autostradale (con costi/km elevatissimi) dà l'idea di quanto si sia miopi in questo Paese dove si punta sul trasporto su gomma nonostante gli Stati confinanti, per i traffici d'attraversamento (Svizzera e sopratutto Austria), diretti verso l'area mitteleuropea obblighino (generalmente) all'utilizzo dei sistemi su ferro per il trasporto delle merci. Pare miope inoltre decidere di agire sul versante stradale essendo ben consci che l'A22 è in fase di saturazione, tant'è che a nord di Verona già viene utilizzata la c.d. III corsia dinamica in certi periodi dell'anno. L'Autobrennero, non a caso, sta essa stessa partecipando finanziariamente alla realizzazione del tunnel di base ferroviario del Brennero per spostare flussi significativi di merci su ferro, in quanto non sono previsti ulteriori allargamenti delle carreggiate autostradali nel territorio alpino (a memoria anche per accordi internazionali siglati in passato). Sarebbe illogico pertanto creare un sistema in cui le merci in arrivo nei porti dell'Alto Tirreno anzichè essere caricate su treno direttamente in quelle sedi, dovessero attraversare su cammion un'area inquinatissima qual è la Pianura Padana per poi essere istradate per via ferroviaria solamente a nord di Verona. Per trovare la quadratura del cerchio in una materia così complessa sarebbe anche il caso di considerare come vorrebbero implementare il sistema infrastrutturale i porti dell'Alto Tirreno. Basta dare un'occhiata ai piani di sviluppo del Porto di La Spezia, uno dei più sviluppati nel trasporto su ferro (35%), per capire che esso guarda al corridoio Ti-Bre come asse naturale di trasporto verso l'area mitteleuropea in ottica ferroviaria. Basta leggere il documento linkato in basso alle pagine 31 e 32 per rendersi conto che La Spezia considera come infrastruttura di trasporto primaria da sviluppare la Pontremolese e non l'autostrada (che in quelle pagine non viene praticamente quasi considerata). Nel documento si cita pure il raccordo (ferroviario) del Cepim che è visto come zona c.d. retroportuale. Considerato che il Porto di La Spezia punta a raggiungere il 50% della quota modale ferroviaria nei prossimi anni è facile intuire come le merci, senza il corridoio su ferro via Parma, verranno istradate via Firenze-Prato a favore degli interporti di Bologna e Verona tagliando fuori di fatto la nostra Città. http://www.ship2shore.it/upload/images/01_2015/150109163315.pdf

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