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«Via dalle Terre Verdiane? Spero che Sissa ci ripensi»

«Via dalle Terre Verdiane? Spero che Sissa ci ripensi»
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Cristian Calestani

Dispiaciuto per le intenzioni del Comune di Sissa, speranzoso per un possibile ripensamento, ma comunque sempre convinto che la strada dell’Unione sia quella da percorrere per fare economie di scala e garantire, anche ai comuni più piccoli, servizi efficienti. 
Il giorno dopo l’annuncio del sindaco di Sissa Grazia Cavanna di voler far uscire il proprio Comune dall’Unione Terre Verdiane a causa di costi eccessivi, è questa la reazione dell’attuale presidente dell’ente Giorgio Quarantelli. «C'è dispiacere perché si interrompe un percorso iniziato da qualche anno - ha detto Quarantelli - Sissa non partecipò inizialmente all’associazione delle Terre Verdiane, mentre condivise le tappe che hanno portato alla nascita della successiva Unione. Credo che in questi anni si sia lavorato molto per il bene di piccoli comuni come Sissa». Quarantelli propone un’analisi attenta della situazione. «Vi è sicuramente un dato di fatto: la necessità di creare delle sinergie è ormai evidente. Il piccolo Comune, da solo, non può più reggere una certa qualità e quantità di servizi. La stessa Finanziaria parla di un obbligo, per i Comuni con meno di cinquemila abitanti, di conferire in Unione o di gestire con convenzioni diverse materie».
 Poi da un discorso di stampo generale Quarantelli passa al «particolare». «Di sicuro - ha precisato - Sissa avrà già individuato soluzioni idonee per risolvere i propri problemi (la Cavanna aveva parlato  del ricorso alle convenzioni, ndr), ma non sarà facile da soli provvedere a certi servizi. Sotto sotto  la mia speranza è che da qui al momento dell’effettiva uscita di Sissa dall’Unione, tra un anno e mezzo, ci possa essere un ripensamento». 
Nel dire questo Quarantelli non dimentica comunque  i «limiti» dell’Unione. «Dobbiamo crescere e cercare di migliorare una realtà amministrativa che è ancora molto giovane. Quindici anni fa la collaborazione tra i Comuni era quasi del tutto assente, ognuno pensava al proprio orticello. Oggi si sono compiuti passi importanti, ma serve quell'adeguata cultura amministrativa abbinata ad un progetto tecnico basato sul territorio che permetta di capire che se le cose vanno bene per l’Unione, andranno bene anche per i singoli Comuni. Indipendentemente dall’essere o meno all’interno dell’Unione, oggi è fondamentale muoversi insieme ai comuni vicini e il modo migliore per farlo resta quello dell’Unione». 
Infine sulla disomogeneità dei componenti dell’Unione  aggiunge: «Salso e Fidenza sono indubbiamente diversi da Sissa o Roccabianca, ma ognuno può portare le proprie peculiarità per un arricchimento reciproco». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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