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Colorno, un gruppo di pescatori di frodo finisce nella rete

Un gruppo di pescatori di frodo finisce nella rete
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L'aiuto più prezioso è arrivato da un pescatore sportivo, che ha fatto arrivare la segnalazione giusta. Quella che ha permesso, dopo un appostamento notturno, di sorprendere e far finire nella rete un gruppo di pescatori di frodo attivi nel tratto parmense del fiume Po.

Protagonisti dell'importante risultato sul fronte del contrasto al bracconaggio ittico nel Grande Fiume, la Polizia provinciale e il Corpo Forestale dello Stato di Colorno.
Sabato scorso un pescatore sportivo ha effettuato una segnalazione alla stazione del Corpo Forestale di Colorno e gli agenti della polizia provinciale insieme agli agenti del Corpo Forestale, dopo un appostamento notturno nella zona rivierasca del Po, hanno sorpreso un gruppo di pescatori di frodo in attività.
Nel corso dell’operazione sono stati elevati cinque verbali amministrativi per pesca senza licenza ed uso di attrezzi vietati, e ed sono stati sequestrati una rete professionale (un “tramaglio”) e altre attrezzature da pesca.

“Il problema del bracconaggio ittico, un tempo marginale, sta diventando sempre di più una delle nuove emergenze che caratterizzano il nostro contesto rurale, soprattutto all’ambito fluviale del Po – spiega il Presidente della Provincia Filippo Fritelli ¬ - Solo pochi anni fa le violazioni in materia di pesca risultavano essere il frutto delle bravate di qualche pescatore sprovvisto di autorizzazione Oggi assistiamo invece ad una vera e propria “invasione” da parte di gruppi organizzati di cittadini provenienti principalmente dall'Est Europa, che effettuano autentiche razzie di pesce d'acqua dolce in modo massiccio ed indiscriminato.”

Gli strumenti utilizzati sono del tutto illegali e vanno dagli elettro-storditori a reti di grandi dimensioni che sono in grado di sconvolgere l'intero ecosistema del fiume.
La Polizia provinciale è attiva dalle prime manifestazioni del fenomeno ma, visto l'intensificarsi delle azioni di tali soggetti, quest'anno ha messo in campo ulteriori energie che hanno portato ad organizzare servizi notturni, anche in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e le altre forze di polizia.

“Ma intendiamo fare di più: abbiamo chiesto alla Regione Emilia-Romagna di avviare un progetto di collaborazione con la Provincia di Parma per sostenere le attività di contrasto al fenomeno – afferma il Presidente Fritelli - Il progetto, che è stato positivamente valutato dal Presidente della Giunta regionale e che coinvolge anche la Provincia di Piacenza, prevede di sostenere, con mezzi ed attrezzature adeguate, l’incremento delle attività della Polizia provinciale, rafforzando anche i rapporti con le associazioni dei pescatori e ambientaliste.”

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  • Franco

    07 Settembre @ 12.44

    Sarà come dici tu (Vercingetorige) ma intanto dopo due-tre anni di voci, proposte, fughe di notizie e terrorismo mediatico, molti addetti della Polizia provinciale sono scappati in altri settori per paura di trovarsi a spasso e altrettanto hanno fatto diversi del CFS. Non è bello lavorare in un corpo che vive nell'incertezza del futuro. In ogni caso quello che nessuno dice è se rimarranno le competenze ambientali, che sono la vera peculiarità di tutte e due le realta. La verità è che di far rispettare le leggi ambientali in questo paese non frega nulla a nessuno.

    Rispondi

  • crociato

    07 Settembre @ 12.33

    è ora di darsi una svegliata...io che sono un pescatore sportivo nativo di questa zona non sono più libero di andare a pescare in sicurezza lungo le rive di canali, laghi e fiumi per paura di essere derubato o aggredito da questa gente senza scrupoli ed educazione...prima di ritrovarci con sponde deturpate dall'immondizia e corsi d'acqua privi di fauna ittica (danno ambientale ed economico derivante dal calo del business,non trascurabile,della pesca sportiva)...come al solito in Italia paghiamo(in questo caso la licenza di pesca sportiva) senza ricevere i servizi adeguati...sicurezza e salvaguardia territorio...

    Rispondi

    • Vercingetorige

      07 Settembre @ 18.40

      Pare che , nei loro Paesi , sia considerata prelibata la carne del "siluro" , che , a noi , fa un po' schifetto , anzi che no.............

      Rispondi

  • Franco

    07 Settembre @ 11.20

    interessante notare come il Presidente della Provincia mostri apprezzamento per il lavoro della Polizia Provinciale (praticamente abolita) e il Corpo Forestale dello Stato (soppresso con annessione nei Carabinieri), le uniche due forze di Polizia con le competenze in grado di intervenire in casi come questo. E domani quando queste forze saranno sparite che si fa? Lasciamo tutta la vigilanza ambientale in mano ai volontari?

    Rispondi

    • Vercingetorige

      07 Settembre @ 11.49

      Non "spariranno" né l' una , né l' altro. C' è qualche problema giuridico-amministrativo per l' annessione del Corpo Forestale all' Arma dei Carabinieri , perché i Carabinieri sono una Forza Armata. Sono soldati alle dipendenze del Ministero della Difesa , mentre i "Forestali" sono civili ( sia pure armati ) alle dipendenze del Ministero dell' Agricoltura. E' stato proposto di accorparli non ai Carabinieri , ma alla Polizia di Stato ( che è civile , alle dipendenze del Ministero degli Interni ) .

      Rispondi

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