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«Open bar» all'Arena dei Pini: un'idea che non piace a tutti. E che fa discutere

«Open bar» all'Arena dei Pini: un'idea che non piace a tutti. E che fa discutere
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Beatrice Minozzi

Sugli inviti dell’«Arena dei Pini» per sabato sera campeggia la scritta: «Paghi 13 euro e bevi a volontà». Sono passate un paio di settimane dal vespaio di polemiche suscitato dalla festa che ha richiamato a Moletolo centinaia di giovani, alcuni dei quali hanno concluso la serata al pronto soccorso per smaltire la «sbornia colossale», che a Tizzano si torna a parlare di «Open Bar». Sono diverse, e tutte dello stesso tenore, le reazioni suscitate dall’iniziativa.
«Qualsiasi iniziativa volta a convogliare i giovani a Tizzano è ben accetta - afferma Matteo Manici, assessore comunale al welfare - a patto che si tenga conto che ogni sorta di abuso può generare enormi pericoli per i giovani. Il mio auspicio è che il free drink riguardi solo bevande analcoliche. Spero che gli organizzatori tengano presente che la normativa prevede la sospensione della somministrazione di bevande alcoliche alle 2 ed invito le forze dell’ordine a vigilare su questo aspetto».
In realtà sull'invito è specificato che l’«open bar» dell’Arena si concluderà intorno all’1, dopodiché i giovani dovranno ricominciare a mettere mano al portafoglio per bere un drink. «Penso sia una operazione commerciale e di propaganda che non va a favore dei giovani e del loro divertimento soprattutto se la serata sarà «senza limiti»».
E' assolutamente contraria all’iniziativa anche Daniela Torri, capogruppo di minoranza del Comune di Tizzano, che aggiunge: «nel 2007, in qualità di assessore alle politiche sociali, avevo posto in essere un progetto condiviso con Provincia, Comitato di Distretto, Azienda Usl e l’allora gestore dell’Arena dei Pini, che prevedeva il Discobus, la collaborazione con operatori Ausl per l’informazione sugli abusi e sulle dipendenze e uno spazio di decompressione all’esterno del locale. Il tutto aveva l’obiettivo non solo di ridurre i pericoli della guida, ma anche di portare ad un cambiamento nelle abitudini e nei comportamenti dei ragazzi, per creare un’idea di divertimento positivo nel rispetto di sé e degli altri. Vorrei invitare i responsabili di questa iniziativa a ridurre i rischi e a rendere più sicuro il divertimento dei giovani somministrando, da un certo orario in poi, bevande analcoliche a base di frutta e di porre un limite alle consumazioni alcoliche».
Sulla questione interviene anche il presidente della Comunità Montana Est, Giordano Bricoli, secondo il quale questa strategia sarebbe «un incentivo ad abusare dell’alcol - spiega -. Certo, se un giovane vuole bere beve comunque, ma se bisogna mettere mano al portafogli prima o poi ci si ferma, non fosse altro che per una mera questione economica. Sarebbe opportuno fare una corretta informazione sugli effetti devastanti dell’alcol, per rendere più consapevoli i giovani che oggi, purtroppo, non si rendono conto del pericolo che l’alcol costituisce per se stessi ma anche per gli altri».

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  • marco

    17 Luglio @ 10.14

    "OPEN BAR" ? Basta con le parole inglesi... dobbiamo coniugare localismo e globalizzazione: chiamiamolo "OPEN BASA" !

    Rispondi

  • Marina

    16 Luglio @ 21.57

    Credo che sia vergognoso !!! Speculano sulla vita dei nostri figli e nessuno li ferma, nessuno controlla. Possibile che non ci siano altri modi per divertirsi, per far divertire i nostri ragazzi?? Mi verrà contestato che devo educare mia figlia a non bere e questo l'ho fatto ma sappiamo tutti i risultati di queste feste non solo per chi beve ma anche per l'incolumità degli altri che non hanno fatto la stessa scelta!! Possibile che a nessuno stia a cuore la vita dei nostri ragazzi??? Noi genitori dobbiamo cercare di fermare tutto questo!!!!

    Rispondi

  • parmense doc

    16 Luglio @ 19.47

    spero che l'albanese di moletolo non entri..insieme ai suoi amici

    Rispondi

  • stefano

    16 Luglio @ 17.47

    Sembra che al giorno d'oggi l'unico modo per divertirsi sia bere e ubriacarsi. Oltre questo non dimentichiamoci che l'acol miete ogni anno tantissime vittime sulle strade, e che proprio due anni fa alcuni giovani che andavano all'arena sono morti e chi guidava aveva bevuto un po' troppo. Chi ha preso la decisione dell'open bar si è assunto una responsabilità non indifferente. Speriamo bene, anche se lo "speriamo bene" non dovrebbe neanche essere detto per giovani che vanno a divertirsi al sabato sera. Un assessore del comune ha vietato il ripetersi di open bar dopo quanto accaduto a Moletolo: facciamo però anche una campagna di informazione sugli effetti dell'alcol con i bollettini di guerra che si ripetono ogni venerdi e sabato sera. Forse molti pensano che queste cose accadono so agli altri... ma non è così

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  • gianluca

    16 Luglio @ 17.44

    Ma questi signori che hanno organizzato la manifestazione hanno visto cosa è successo a Moletolo sotto lo slogan "paghi 12 euro e bevi fino.....a stuprare? Una iniziativa da manicomio.

    Rispondi

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