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Traversetolo, il sindaco revoca l'intitolazione della via a Paride Mori

Traversetolo, il sindaco revoca l'intitolazione della via a Paride Mori
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La via intitolata a Paride Mori non esisterà più. Questa la decisione del sindaco di Traversetolo Alberto Pazzoni dopo le polemiche scaturite dall'intitolazione della strada all'ufficiale fascista morto il 18 febbraio del 1944 nel Goriziano, capitano del battaglione "Bruno Mussolini" dei bersaglieri della Repubblica di Salò.
Il primo cittadino, questa mattina in una conferenza stampa ha riconosciuto il fatto che è stato commesso un errore in Commissione toponomastica, la quale si era "fidata" del consigliere che aveva avanzato la proposta. Prima dell'approvazione, quindi, non sono stati fatti approfondimenti sul personaggio.
Il sindaco ha comunque ricordato che Traversetolo si è sempre distinta per il suo impegno nell'antifascismo e per il suo attaccamento ai principi della Resistenza e della Costituzione.


 

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  • Michele

    21 Luglio @ 11.25

    Si, bravi, leggete il commento di Eleonora, poi cercate un po' in rete cosa abbiamo combinato noi in Jugoslavia. E in Africa, tanto per rammentare che non siamo un esempio di umanità per nessuno, altro che "italiani brava gente". Che non giustifica quel macellaio di Tito, ma ci fa riflettere (qualcuno non rifletterà, non ne è capace) e ci insegna che quel buon uomo di Paride Mori non doveva avere una strada a lui dedicata semplicemente per quello che rappresentava, per le idee che con le sue scelte aveva sposato, che non erano propriamente un baluardo di onesta guerra difensiva da un crudele invasore. Ma molto più semplicemente due crudeli concetti dittatoriali a confronto. Se ancora l'anima di Paride Mori ritiene che combattere con i nazifascisti sia stato l'unico modo per "difendere i confini nazionali", faccia pure. E' ancor più un suo diritto ora che non c'è più. Ma questo non vuol dire che si deve abbracciare lui e le idee che trasportava con la sua camicia nera teschiata dedicandogli una strada. Ma togliamo anche la strada dedicata a Tito, questo sì, per fare un po' di... pulizia etnica cartellonistica. Così si rimettono le cose a posto (forse a Parma) e diamo un piccolo taglio a questioni che dovrebbero essere pacificate da un pezzo e che solo in Italia sembriamo non ricordare, di fronte alla ricerca così disperata di eroi tanto che perfino i nostri rappresentanti li nominano in mezzo a gente che è il capo opposto dell'eroe, come Mangano...

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  • marco

    20 Luglio @ 15.13

    LEGGETE IL COMMENTO inviato da Eleonora il 20/07/2010 alle 00:50, bisogna sapere i fatti ! DEDICHIAMO una VIA a TITO BROZ che sterminò italiani inermi... è logico che NON POSSIAMO dedicare una Via a chi combattè contro TITO lo sterminatore e cercò di difendere gli italiani. Paride probabilmente fece quello che riteneva un dovere e ne pagò le conseguenze. Dobbiamo rispetto verso gli italiani che, trovatisi dentro una guerra civile che non decisero loro, fecero la scelta che ritenevano più giusta.\r\nSe poi ci si mette anche LA PROVERBIALE IGNORANZA degli assessori.. \r\nDiamo alle Vie i nomi dei fiori e delle montagne e lasciamo riposare i morti in pace.

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  • Marco

    20 Luglio @ 14.39

    "È pure un vil facchinaggio quello di dovere o volere andar d'accordo coi molti" (Giosue Carducci)

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  • sergio

    20 Luglio @ 10.41

    Penso che sarebbe cosa giusta leggere e rileggere le vicende di quel periodo ,prima di sparare giudizi:la storia della guerra dal '43 in avanti è difficilmente bianca o nera. Chi si fosse seriamente documentato non potrebbe sentenziare senza se e senza ma come ho letto in alcuni commenti:quanto scrive Eleonora è vero ,nella parte che riguarda la "non belligeranza" tra il battaglione Mussolini e la Osoppo (ma gli aspetti contradditori ed anche collusi di quel periodo sono sepolti ,magari giustamente),poi sul resto chi perde ha torto ,sempre e comunque. L'8 settembre le vite di molti ragazzi furono determinate da pure casualita' ,ma per ammetterlo ci vuole un'onesta' intellettuale che non ci appartiene come nazione :onore a chi credeva in quanto faceva ,poi i giudizi della storia restano quelli.Inappellabili.

    Rispondi

  • Ari

    20 Luglio @ 08.36

    Sarebbe proprio necessario conoscere le motivazioni che hanno spinto ad intitolare una via a questo signor Mori, e quelle che ora impongono di cancellarla.

    Rispondi

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