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Il Tribunale dei Minori ai genitori di Anna Giulia: "Riportatela, pensiamo solo al suo interesse"

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«Il Tribunale non avrà pregiudizi negativi per quello che hanno fatto i genitori, un gesto comunque gravissimo. Siamo abituati a superare l’aspetto emotivo, ma non possiamo subire ricatti o cedere a condizionamenti. Per questo dico loro di riportare la bambina: noi pensiamo all’interesse della piccola e non agli errori dei genitori». È l'appello rivolto dal presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, Maurizio Millo, ai genitori reggiani di Anna Giulia, la bimba di cinque anni rapita venerdì da una casa vacanze gestita da suore a Marina di Massa. Il giudice promette «massima apertura e disponibilità verso i genitori», ma censura le affermazioni del loro legale, l’avvocato Francesco Miraglia: «E' totalmente fuori strada quando parla di malagiustizia, visto che il Tribunale ha seguito sempre con scrupolo il caso della bimba disponendo una perizia e avendo come faro solo il suo bene. Ma ora sono i genitori che devono riparare a un gesto sbagliato che, per quanto ci riguarda, non avrà ripercussioni o conseguenze negative».

Anche Telefono Azzurro ha dato la propria disponibilità, mettendo a disposizione la linea telefonica gratuita per i minori scomparsi 116000, attiva 24 ore su 24. L’associazione si è detta pronta ad accogliere la chiamata e a collaborare con i genitori e i familiari di Anna Giulia, i servizi sociali e i diversi interlocutori coinvolti, «con l’obiettivo prioritario di preservare i diritti e il benessere psicofisico della piccola. E, in questo modo, contribuire alla migliore soluzione possibile della vicenda proteggendo la bambina da ulteriori traumi e sofferenze».

Il Comune di Reggio Emilia, a sua volta, ha diffuso una lunga nota per ricostruire il ruolo dei servizi sociali nella vicenda, che operano «rispettando le decisioni dei giudici del Tribunale per i Minorenni. Il ruolo professionale svolto dall’assistente sociale è quello di sostenere e aiutare le famiglie a uscire da situazioni difficili e problematiche, attraverso una stretta collaborazione con i Servizi sanitari dell’Ausl; talvolta, quando nell’interesse del minore l’autorità giudiziaria ritiene che i genitori non siano in grado di garantire le necessarie condizioni di sicurezza e tutela, dispone che i bambini vengano temporaneamente allontanati dalla famiglia. L’intento non è quello di sottrarre i bambini ai loro genitori, nè di 'punirè questi ultimi per le difficoltà che vivono, ma di tutelare i soggetti più deboli e indifesi della società e garantire alle famiglie la possibilità di fare un percorso di recupero delle competenze genitoriali». Anche nella vicenda di Anna Giulia il Servizio sociale, «in collaborazione con l’Ausl, ha compiuto valutazioni tecniche sui familiari di riferimento su richiesta del Tribunale stesso, che ha potere decisionale. Le relazioni di Servizio sociale sono state trasmesse all’autorità giudiziaria»; anche «tutte le informazioni e le preoccupazioni dei nonni relative al periodo precedente all’inserimento in comunità sono state riportate all’interno delle segnalazioni al Tribunale e sono oggetto di analisi e confronto tra i professionisti coinvolti».

Il Comune rileva che «il Tribunale per i Minorenni ha ripetutamente disposto la collocazione presso la Comunità educativa e il Servizio sociale territoriale ha agito all’ interno di tale mandato, riferendo puntualmente sull' evoluzione della situazione. Nel marzo scorso il Giudice tutelare ha nominato all’ufficio di Tutore l’avv.Sabrina Tagliati disponendo la revoca al Comune. Inoltre il Tribunale per i Minorenni di Bologna, dall’aprile scorso, ha nominato un Consulente tecnico d’ufficio al fine di procedere ad una nuova valutazione della situazione. Il Servizio sociale pertanto, come disposto dal Tribunale, è in attesa di tali valutazioni».

LA REPLICA DELL'AVVOCATO: "QUALE PROGETTO PER LA BIMBA?".  «Di fronte a una situazione così articolata e complessa, in totale accordo con i miei consulenti Camillo e Roberto Valgimigli, mi sento in dovere prima di tutto di conoscere quale sarà eventualmente il progetto di collocazione di Anna Giulia, una volta che fossimo in grado di farla tornare». Lo ha detto l’avvocato Francesco Miraglia, legale di Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, genitori della bimba. «Voglio evitare qualsiasi polemica o diatriba con il presidente del Tribunale per i minorenni - ha aggiunto Miraglia - limitandomi però a mettere in evidenza che per quanto riguarda il riferimento alla perizia disposta dal Pm, il presidente dovrebbe sapere benissimo quanto realmente è accaduto, e quanto avvenuto nelle indagini peritali sia stato nell’interesse e per il bene della bambina».

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  • francesco brundo

    21 Luglio @ 04.17

    Tanto sappiamo come va a finire, nessun progetto per la piccola solo che appena il tribunale la riprende, ai genitori non gle faranno piu' vedere fino a 18 anni, le storie dei tribunali dei minori finosco sempre cosi, c'era un progetto di legge per eleiminarli, che fine ha fatto ?

    Rispondi

  • sara.madureri

    20 Luglio @ 21.16

    il motivo dell'allontanamento della bimba deve avere dei motivi molto gravi ,un bambino sta sempre meglio con i genitori che in un istituto.quindi come mai e' gia' la seconda volta che riescono a portarla via?

    Rispondi

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