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Torna "Scuola@Bardi", la scuola per gli studenti che abitano in montagna

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Il personale è già stato assegnato da luglio, scongiurando quindi le incertezze del passato. E le tecnologie sono al loro posto, pronte per essere sfruttate. Manca solo il “fischio” d’inizio. È tutto pronto per il nuovo anno di Scuola@Bardi, la scuola consortile decentrata realizzata a favore dei giovani dell’Alta Valceno iscritti agli istituti superiori del territorio: un progetto di rilevanza nazionale che rappresenta una sperimentazione riuscita e pressoché unica. Se infatti vi sono in Italia altre applicazioni di e-learning nella scuola dell’obbligo, quella di Scuola@Bardi rappresenta un’esperienza peculiare per le superiori. Un’esperienza di successo, proposta al Miur come buona pratica da sostenere e da prendere a modello per mantenere e irrobustire l’offerta di scuola secondaria in territori come quelli montani o insulari, che si confrontano con difficoltà di collegamenti e numeri sempre più esigui di studenti.
L’idea di fondo è infatti proprio questa: avere le lezioni della scuola superiore anche in territori decentrati, garantendo la qualità formativa agli studenti e alle famiglie ed evitando il pendolarismo per alcuni giorni la settimana. Grazie alle tecnologie multimediali e telematiche gli studenti dell’Alta Valceno iscritti al biennio delle superiori del territorio, indipendentemente dall’indirizzo scelto, seguono per tre giorni la settimana a Bardi le lezioni delle materie dell’area comune (italiano, storia, inglese, matematica, educazione fisica e religione). Nei tre giorni restanti invece vanno nelle scuole superiori frequentate, dove possono, con la loro classe, seguire le discipline specifiche del corso di studio scelto.
Il progetto è stato attivato nell’anno scolastico 2000-01 dalla Provincia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale e diversi soggetti del territorio, tra cui le scuole, i Comuni, la Comunità Montana, il distretto scolastico. “Attraverso l’impegno di tutti i soggetti anche per il 2010-11 sarà possibile garantire ai giovani dei comuni della Val Ceno il diritto allo studio. Riteniamo di fondamentale importanza salvaguardare la qualità dell’offerta formativa dei cittadini residenti nei comuni montani come strumento utile a combattere lo spopolamento di quei territori e mantenere vitale la comunità - ha detto oggi in piazza della Pace l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche Giuseppe Romanini, affiancato dal dirigente del Servizio Scuola Nicola Fusco -. Quest’anno finalmente abbiamo già la certezza del personale: è tutto a posto per la nuova annualità del progetto, che ormai vuole uscire dalla sperimentalità”. Circa 200 gli alunni che in questi 9 anni hanno frequentato, 21 quelli che lo faranno nel 2010-2011. “È un’iniziativa estremamente importante per Bardi e per tutta la Valceno. È una vittoria per la comunità della montagna”, ha osservato il sindaco di Bardi Giuseppe Conti, che ha sottolineato il forte gioco di squadra: “Ricordo l’impegno sinergico della Provincia, degli enti locali, del distretto scolastico, degli Uffici scolastici provinciale e regionale. Ricordo il lavoro del professor Tagliaferri, e la collaborazione dell’ingegner Andrea Pontremoli e dell’onorevole Santo Versace che hanno tenuto i contatti stetti con il governo centrale. Questo progetto è un segno importante per la montagna e un segno positivo che dà speranza anche a noi amministratori”. 
Sulle sinergie si è soffermato anche Silvano Tagliaferri, consulente della Provincia, che ha a sua volta sottolineato il livello qualitativo di Scuola@Bardi: “Noi monitoreremo gli esiti di questi 9 anni, ma ci sono segni che già rivelano che il servizio scolastico di Bardi non solo consente di evitare il pendolarismo ma è un servizio di qualità”. “Quest’anno le certezze sull’organico consentono alla scuola di procedere a un’organizzazione del lavoro che in passato era invece molto complicata – ha spiegato Margherita Rabaglia, dirigente dell’Itsos di Fornovo (scuola capofila del progetto) -. Possiamo quindi lavorare da subito per i nostri obiettivi, che cerchiamo di cogliere lavorando in rete e sfruttando la telematica per la didattica: la banda larga e altri strumenti tecnologici, ad esempio, sono fondamentali perché l’iniziativa possa camminare su gambe sempre più veloci”.

Il Progetto -  L’accordo di rete tra gli istituti superiori ha permesso di elaborare una programmazione delle materie comuni strutturata per moduli didattici dai contenuti omogenei, flessibili, rispondenti alle esigenze socio-culturali e professionali dei ragazzi (che possono frequentare indifferentemente indirizzi liceali, tecnici e professionali) ma comunque in grado di assicurare la certificazione degli apprendimenti.
Il progetto ha potuto contare fin dal suo esordio sul grande sforzo messo in campo dalla Provincia per la diffusione e l’utilizzo delle nuove tecnologie, con il supporto strategico del Laboratorio di telematica per il territorio (Ltt). Ciò ha consentito l’introduzione delle nuove tecnologie applicate alla didattica e significative esperienze di formazione a distanza.
Anche quest’anno le istituzioni, Provincia in testa, sono impegnate per la prosecuzione dell’iniziativa. In sintesi, questi gli impegni assunti: la Provincia di Parma, con un finanziamento di 35.000 euro, assicura la presenza di due tutor didattici e di un tecnico di laboratorio telematico, la gestione della piattaforma Studio On line e la manutenzione delle attrezzature informatiche; l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Parma mettono a disposizione il personale docente; il Comune di Bardi concede i locali e ne cura la gestione; la Comunità Montana Ovest integra con 5.164,5 euro le funzioni del Comune di Bardi.

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