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Filiera del legno, due progetti finanziati dalla Regione

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Consolidare una moderna filiera foresta/legno e legno/energia che sia in grado di valorizzare le risorse locali, fornire opportunità di reddito e di lavoro, contribuire alla promozione delle fonti rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di CO2. Questi solo alcuni degli obiettivi dei due progetti del Parmense finanziati dal Psr, il Programma di sviluppo rurale, nell’ambito della filiera del legno. La Regione Emilia Romagna ha infatti approvato nei giorni scorsi la graduatoria dei progetti di filiera che potranno accedere ai finanziamenti: 12 progetti che riguardano la provincia di Parma per un investimento di oltre 52milioni di euro, di cui oltre 14mln di contributi pubblici. 
“Questi due progetti valorizzano la risorsa legno e lo fanno puntando sulla sostenibilità, ad esempio puntando sul cippato come combustibile “ecologico” – ha affermato il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, presentando questa mattina i progetti nell’Ente di piazza della Pace – L’obiettivo è quello di rilanciare un comparto importante per il nostro Appennino, una risorsa fondamentale per rilanciare lo sviluppo economico della montagna”.
I progetti della filiera del legno del Parmense coinvolgono aziende e imprese del territorio montano: il “Progetto di Filiera 10”, promosso dal Consorzio delle Comunalie Parmensi, che coinvolge i comuni di Albareto, Tornolo e Borgotaro, e il “Progetto di filiera 41” del Consorzio Volontario Forestale Monte Fuso, che riguarda il territorio di Neviano. 
“L’obiettivo dei progetti di filiera è principalmente quello di riappropriarsi della fase della commercializzazione, di quella parte di reddito che ora è in mano alla grande distribuzione – ha spiegato il dirigente in staff al Servizio Agricoltura della Provincia Vittorio Romanini, che ha aggiunto “Sono sicuro che questi due progetti avranno una ricaduta forte su tutto il territorio”.
“Entrambi i progetti sono accumunati dalla volontà di diverse realtà di lavorare insieme. Solo così si possono ottenere risultati importanti”, ha sottolineato il presidente della Comunità montana delle Valli del Taro e del Ceno Luigi Bassi.
Il primo progetto è stato elaborato e condotto dal Consorzio delle Comunalie Parmensi e prevede il rafforzamento dell’integrazione tra proprietari di boschi e imprese di trasformazione e commercializzazione. “L’obiettivo – ha detto Antonio Mortali del Consorzio delle Comunalie Parmensi –  è di far incontrare al meglio domanda e offerta, ma anche di potenziare il settore ormai consolidato della legna da ardere e i settori sperimentali legati alla legna da lavoro e al cippato per l’alimentazione delle caldaie a biomassa”.
Al progetto partecipano cinque imprenditori agro-forestali proprietari dei boschi, cinque imprese di trasformazione e commercializzazione come beneficiari diretti e due imprese di trasformazione e commercializzazione come beneficiari indiretti. 
Grazie al progetto le ditte boschive potranno migliorare il loro parco macchine, in modo da garantire una migliore imprenditorialità per l’esbosco, lo stoccaggio e la prima lavorazione, mentre i proprietari forestali (Comunalie associate al Consorzio Comunalie Parmensi) avranno la possibilità di realizzare miglioramenti boschivi, di adeguare la viabilità e di vendere il legname alle ditte boschive.
I materiali non destinati al settore della legna da ardere e da lavoro verranno utilizzati per la produzione di biomassa, la vera scommessa innovativa per la Val Taro, visto che stanno nascendo numerose opportunità per la produzione di calore ed energia con fonti rinnovabili e l’approvvigionamento in loco del materiale, sfruttando la “filiera corta”. 
Il progetto, che comprende anche il potenziamento della “Borsa del Legno”, nata per favorire l’incontro tra domanda e offerta di legname, prevede investimenti per oltre 1 milione e 270mila euro, con un contributo del Psr di 729mila euro. Le misure del Psr coinvolte sono la 122 (Accrescimento del valore economico delle foreste) per l’acquisto delle attrezzature di prima lavorazione e per i miglioramenti boschivi e la 123 azione 2 (Ammodernamento tecnologico delle imprese forestali) per la realizzazione di una piattaforma logistica per la produzione e lo stoccaggio del cippato.
Il secondo progetto, promosso dal Consorzio volontario Forestale Monte Fuso, coinvolge 19 produttori agro-forestali, un’impresa di trasformazione e un’impresa di commercializzazione. Le aziende agro-forestali di base forniranno il legname all’impresa, che trasformerà il legno in travi e assi grezze per la successiva lavorazione e/o commercializzazione. L’azienda produrrà cippato con gli scarti di lavorazione: metà del cippato sarà utilizzato dall’impresa stessa, mentre l’altra metà sarà venduta direttamente sul mercato o all’impresa di commercializzazione. Inoltre, uno dei produttori di base (il Consorzio Volontario Forestale del Monte Fuso) recupererà legna di scarto dall’attività di esbosco per poi immetterla sul mercato come legna da ardere. 
“Il progetto permette di creare un’aggregazione di soggetti diversi, mettendo quindi insieme i protagonisti di tutti i segmenti della filiera – ha concluso il presidente della Comunità Montana Unione dei Comuni Parma Est Giordano Bricoli -. Grazie a progetti come questo si può migliorare la competitività delle nostre aziende e si creano quindi le condizioni perché la risorsa legno diventi una vera risorsa economica”.
Per supportare queste lavorazioni e favorire l’aggregazione e l’ammodernamento delle attrezzature dei vari soggetti della filiera saranno condotti investimenti finanziati dal Psr con le misure 122 (Interventi per aumentare gli assortimenti legnosi ed il valore delle produzioni, interventi di miglioramento della viabilità forestale) e 123 azione 2 (Interventi per migliorare la fase di prima lavorazione). Gli investimenti materiali saranno affiancati da un percorso formativo e di consulenza aziendale volto ad acquisire conoscenze in materia di sicurezza sul lavoro e di tecniche di esbosco innovativo: anche la formazione sarà co-finanziata dal Psr attraverso le misure 111 azione 1 (Formazione Professionale) e 114 (Consulenza aziendale).
Nel complesso, il progetto prevede investimenti per oltre 1milione e 787mila euro, di cui 900mila co-finanziati dal PSR. L’intento è quello di creare un’aggregazione fra i produttori di base che consenta di realizzare interventi strutturali e formativi con diversi scopi: aumentare il valore della risorsa forestale, accrescere la competitività delle aziende e creare una struttura di prima lavorazione che possa garantire l’acquisizione della materia prima a prezzi remunerativi per le imprese.
I due progetti si aggiungono a quelli già avviati dalla Provincia sul legno e biomasse: sono infatti complementari agli interventi già finanziati sul territorio montano con la misura 321.3 (Realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da biomassa locale), nonché con progetti pilota tesi a creare una stabile domanda di biomassa legnosa per scopi energetici in un’ottica di filiera corta e locale.

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