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Dai Lagoni al «cuore» della terra delle acque

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 Andrea Greci

Il piccolo angolo di Appennino parmense compreso tra i Lagoni, il crinale del Monte Matto e  il corso del torrente Parma di Badignana, presenta una straordinaria densità di bacini lacustri ed aree umide, tracce glaciali e magnifici panorami, che rendono un’escursione in questa zona un continuo e spettacolare viaggio alla scoperta della natura appenninica.
 Tra «marmitte» e torbiera
Lasciata l’auto in prossimità del Rifugio  Lagoni, proprio sulle sponde del Lago Gemini Inferiore (1342 m), si seguono, a destra, le indicazioni per le Capanne del Lago Scuro (cartelli). Imboccando il comodo sentiero 711, si costeggia la sponda occidentale del lago, già immersi in un meraviglioso contesto paesaggistico. Penetrando nella faggeta si guadagna progressivamente quota fino a raggiungere senza difficoltà le «marmitte dei Lagoni», pietre lisciate dall’attività glaciale che regalano una bella vista sui sottostanti specchi d’acqua. 
Proseguendo lungo il sentiero si incontra subito dopo una piccola torbiera chiusa dai profili della Rocca Pumaccioletto e della Rocca Pumacciolo. Oltrepassata la torbiera, in pochi minuti si raggiunge il bivio con il sentiero 715, che permette di raggiungere il Lago Scuro e il Passo di Fugicchia. Assolutamente consigliata è una digressione di pochi minuti per raggiungere il piccolo lago, sovrastato dal Monte Scala.
La «conta» dei laghi
 Proseguendo in direzione del Monte Paitino (cartelli), si raggiunge la splendida area umida che ospita le Capanne del Lago Scuro (1536 m, 45 minuti). Assecondando le indicazioni, si lascia a sinistra il sentiero che prosegue verso il Lago Verde e si mantiene la destra in direzione del Monte Paitino (segnavia 713). Lambendo le capanne, si punta alla base della bastionata rocciosa che chiude la piccola conca erbosa. Seguendo i segni di vernice bianca e rossa si compie un breve tratto di ripida salita che permette in breve tempo di giungere ad un affascinante e stretto vallone chiuso da piccole ma verticali falesie rocciose.
Lo spettacolo della neve
 Poco dopo l’ingresso in questo piccola conca allungata, si incontra un sasso verticale con un segno di vernice, che in qualche modo indica l’imbocco della «Buca della Neve», stretta e profonda fessura tra le rocce ben visibile sulla destra del sentiero. In questa fenditura naturale, contraddistinta da un particolare microclima, la neve si può conservare anche per tutto l’anno. 
Risalendo lo stretto vallone si giunge senza difficoltà a breve distanza di caratteristici gendarmi rocciosi che caratterizzano il settore di crinale compreso tra il Monte Paitino e il Monte Matto. Seguendo ora il tracciato del sentiero 00 si volta decisamente a destra in direzione del Monte Matto. Compiendo un facile traverso sotto le rocce si giunge ad un dosso erboso, da dove, in condizioni di buona visibilità, si iniziano a scorgere a sud le valli della Lunigiana, il Golfo di La Spezia, le isole toscane e la Corsica.
 Il Monte Matto e i mirtilleti
Percorrendo un’ampia e facile dorsale si giunge alla cima del Monte Matto (1837 m, 1 ora e 45 minuti), caratterizzata da un ammasso di grandi rocce. Dalla vetta si dominano con lo sguardo i versanti toscani e il Mar Ligure e si possono ammirare gli scoscesi versanti meridionali delle cime parmensi. Dalla sommità del Monte Matto si inizia a scendere tra ampi campi di mirtilli verso il sottostante Lago del Bicchiere (segnavia 717). Senza difficoltà si raggiunge il lago (1725 m), piccolo ma affascinante specchio d’acqua dal colore cristallino e inserito in un contesto ambientale spettacolare. Seguendo i cartelli si scende ancora fino a raggiungere il Passo di Fugicchia (1675 m), piccola sella da dove si può ammirare il versante meridionale del Monte Scala, che da questa visuale si presenta come una piccola piramide rocciosa. Come accennato precedentemente, il Passo di Fugicchia è raggiungibile direttamente anche dal bivio che precede le Capanne del Lago Scuro. Dal passo si piega ora a sinistra in direzione delle Capanne di Badignana (segnavia 715, cartelli).
 Fontane e antiche pietre
 Una serie di comode svolte permette di raggiungere la sottostante conca erbosa della Fontana del Vescovo, sorgente che si trova al centro di questo piccolo catino chiuso tra l’antecima del Monte Matto, il Passo di Fugicchia e il Passo di Badignana. Tralasciando il sentiero che raggiunge quest’ultima sella (segnavia 715a), si mantiene il segnavia 715 (cartelli sempre presenti) e si perde  dolcemente quota verso la sottostante Piana delle Antiche Pietre, godendo di una bellissima vista sul versante occidentale del Monte Scala. Raggiunta la piana, bellissimo esempio di area umida, si possono notare i grandi ammassi di pietre che gli antichi pastori hanno raccolto lungo tutto il vallone per liberare grandi spazi erbosi destinati al pascolo. Le pietre erano poi usate anche per costruire ricoveri temporanei per gli stessi pastori. 
Entrati nel bosco, ci si lascia alle spalle il vallone e in pochi minuti si raggiunge il bivio per le Capanne di Badignana. Tralasciata per il momento la sterrata che scende a destra verso la strada dei Lagoni, si compie una brevissima deviazione per raggiungere le capanne (1479 m, 2 ore e 30 minuti), che sorgono al centro di un’altra magnifica area umida, dominata a ovest dalla Roccabiasca e a est dal Monte Scala. Dopo una riposante sosta in prossimità delle capanne, si ritorna all’imbocco della mulattiera forestale che costeggia il corso del Torrente Parma di Badignana (cartelli). Attraversando una bella faggeta e osservando le piccole rapide formate dal torrente durante la sua discesa verso valle, si raggiunge senza alcuna difficoltà il tracciato della strada sterrata dei Lagoni. Voltando a destra si percorre un breve tratto della stessa ritornando in questo modo al punto di partenza (3 ore e 30 minuti).  
 
 
 
 
 

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