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Centrale nucleare a Viadana? Il paese si ribella

Centrale nucleare a Viadana? Il paese si ribella
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Cristian Calestani

Le discussioni sul nucleare in Italia si fanno più corpose e spunta nuovamente il nome di Viadana. La cittadina della Bassa mantovana - distante 25 chilometri da Parma e ancor più vicina in linea d’aria ai comuni della Bassa Est Parmense come Mezzani e Sorbolo - è tornata ad essere indicata in via indiretta come possibile area in cui realizzare una centrale nucleare.
 Per arrivare al nome di Viadana è bastato collegare tra loro alcune dichiarazioni dei politici nazionali rilasciate lunedì. Dapprima il ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani - partecipando a Milano ad un convegno sull'Europa, la competitività e la crescita - parlando di energia atomica ha ammesso che «sembrerebbe strano non prevedere una centrale nucleare in Lombardia». Subito dopo, a fornire coordinate ben precise, ci ha pensato il presidente dei Verdi per la Costituente ecologista Angelo Bonelli che ha dichiarato: «L'impianto lombardo? Probabilmente sarà realizzato tra le province di Cremona e Mantova lungo l’asta del fiume Po». Indizi più che sufficienti, dunque, per porre la lente di ingrandimento sull'area compresa tra Viadana, nella provincia di Mantova, e il Casalasco, nella provincia di Cremona a ridosso quindi del nostro territorio. 
Ieri Viadana si è pertanto ritrovata nel bel mezzo di un incubo come già successo una ventina d’anni fa, con la scomoda nomination, per ora non ufficiale, di essere inserita tra i possibili futuri siti nucleari italiani. «Viadana, come dimostrò negli anni '80 con una decisa opposizione, è sempre stata contraria all’impianto nucleare» ha tuonato il sindaco Giorgio Penazzi. «Non toglieremo di certo la scritta “Comune denuclearizzato” all’ingresso del nostro paese», ha poi aggiunto per sottolineare la decisione nel dire di no al nucleare sostenendo invece le forme di produzione energetica alternative e il risparmio energetico.
 «Di sicuro il modo in cui è avvenuta questa comunicazione è stato molto discutibile - ha continuato il primo cittadino viadanese che, di fatto, ha appreso dai giornali di ieri la notizia - ma è chiaro che probabilmente il Governo vuole mantenere nascoste decisioni che sono già state prese anche perché Viadana già nell’83 fu interessata da studi geognostici e ciò potrebbe rappresentare già un punto di partenza importante nello sviluppo di eventuali progetti. Ma questo è un territorio densamente popolato, industrializzato e nel quale opera un’agricoltura specializzata: l’impatto di un impianto nucleare sarebbe notevole». 
Il no deciso al nucleare è stato espresso anche dall’assessore all’Ambiente del Comune di Viadana Adriano Saccani che si è detto stupito ed esterrefatto per il modo in cui è stata diffusa la notizia. «La zona di Viadana è stata indicata - ha detto - quasi come si stesse giocando a caccia al tesoro, quando invece in merito ad argomenti di questo genere sarebbe necessario un piano energetico di portata nazionale ben preciso. Costruire un impianto nucleare non è certo come installare un pannello fotovoltaico». 
A Viadana la guardia sul tema del nucleare non è mai stata abbassata: già da un paio d’anni è operativo il Coordinamento territoriale contro il nucleare che coinvolge i comuni della Bassa Cremonese, Mantovana e Reggiana, ma sino ad ora nessuna realtà del Parmense. Il Coordinamento, che sarà nuovamente convocato a breve, si muove promuovendo la diffusione delle energie rinnovabili ed è nettamente contrario al nucleare. La notizia trapelata dalla politica nazionale suona ancor più come una beffa se si pensa che proprio fino a poche settimane fa Viadana ha ospitato la mostra «Il Po libero dal nucleare» per non dimenticare le battaglie che furono intraprese per dire no al nucleare. In quell'occasione  i cittadini non esitarono ad occupare strade e terreni e  scattarono anche degli arresti.  

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  • torrilese

    21 Ottobre @ 17.11

    ma infatti... a questo punto, cosa stiamo a guardare l'inceneritore.... E se in zona trecasali facessimo una bella discarica di rifiuti tossici? Così nella bassa non ci facciamo mancare niente!

    Rispondi

  • federico

    20 Ottobre @ 18.01

    Mah... che differenza fa??? Le più vicine centrali nucleari sono in Francia, se succede un guaio lì ci mette un attimo a sparpagliarsi su tutta europa. Basta guardare cosa è successo con il vulcano islandese.

    Rispondi

    • Alessandra

      24 Ottobre @ 00.19

      Stefano, la differenza è che anche nel normale funzionamento le centrali sono autorizzate a disperdere nell'aria i vapori radioattivi (trizio ecc...) e anche nell'acqua. E durante le ricariche di combustibile i livelli di radioattività registrano dei picchi. Ma soprattutto, il nucleare non serve. Anzi, si, serve a ripianare i debiti dell'Enel.

      Rispondi

    • Alessandra

      24 Ottobre @ 00.16

      @ Federico: certo, hai ragione, se succede un guaio in Francia siamo rovinati (e comunque di piccoli ne succedono ogni anno). Ma il problema si presenta anche nel normale funzionamento. Ogni centrale è autorizzata a scaricare vapori radioattivi nell'aria (soprattutto trizio radioattivo) e liquidi nell'acqua, che ovviamente si accumulano nelgli anni. E quando c'è la ricarica di combustibile il livello di radioattività registra dei picchi. Se poi succede qualcosa lo dicono dopo mesi, come succedeva a Caorso con l'Enel. Sono sempre gli stessi soggetti. Inaffidabili. Trasparenza zero...

      Rispondi

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