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I Verdi: "Nucleare a Viadana, preoccupazione anche nella Bassa parmense"

I Verdi: "Nucleare a Viadana, preoccupazione anche nella Bassa parmense"
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«L'annuncio del neo ministro per lo sviluppo economico, Paolo Romani, sulla possibilità di installare una centrale nucleare in Lombardia, con tutta probabilità nel territorio di Viadana (Mantova), già individuato come sito in passato da un piano nazionale, non può non preoccupare anche i cittadini della Bassa parmense».
Lo ha sottolineato Gabriella Meo, consigliera regionale dei Verdi (ed ex assessore provinciale). La Meo non solo ricorda che gli «italiani hanno detto no al nucleare con il referendum nazionale nel 1987: anche i cittadini di Viadana bocciarono nettamente la proposta di costruire una centrale sul loro territorio con un referendum comunale nel 1983 e, più di recente, il Consiglio comunale ha ribadito che Viadana è ancora “Comune denuclearizzato”.
«È tutto il corso del fiume Po ad essere a rischio di ospitare uno o più impianti nucleari - prosegue la Meo -, dall’ipotizzato riutilizzo del sito di Caorso nel Piacentino, alla proposta di installare una centrale nel Delta veneto. Il grande fiume, già avvelenato dall’inquinamento e saccheggiato delle sue preziose sabbie, merita invece un altro genere di sviluppo basato sull'agricoltura di qualità, sul turismo, sulle fonti energetiche rinnovabili».
La Meo fa sapere anche di aver proposto assieme al consigliere regionale Roberto Garbi (Pd) «che la commissione Ambiente dell’Assemblea legislativa regionale tenga una delle sue prossime sedute a Caorso (Piacenza) per verificare sul posto lo stato di avanzamento del processo di smantellamento (decommissioning) della centrale nucleare chiusa vent'anni fa», per dare dall’Emilia-Romagna un ulteriore «segnale deciso contro il nucleare».

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  • Raadvad

    21 Ottobre @ 17.28

    Considerando i tempi di individuazione dei luoghi, i tempi burocratici necessari alla partenza dei lavori e i tempi di realizzazione (il prototipo in costruzione in Finlandia ha enormi problemi), abbiamo a disposizione un discreto lasso di tempo per abbattere sensibilmente il fabbisogno di energia, ad esempio sfruttando gli incentivi statali per dotare i tetti delle case e delle aziende di pannelli fotovoltaici, innanzitutto. E poi, confidando nelle nuove tecnologie, sulle quali l'Italia purtroppo non investe, potremmo arrivare ad avere una parziale autosufficienza energetica che renda antieconomico il loro utilizzo. In questo modo avremo buttato via una marea di soldi, che sarebbe stato più utile investire nella ricerca, ma almeno non dovremo preoccuparci delle scorie e degli incidenti.

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  • bongo

    21 Ottobre @ 16.47

    Le centrali atomiche di quarta generazioni, molto più sicure delle precedenti, s'hanno pure da fare da qualche parte! Grossi sconti sull'energia a quei Comuni che le ospiteranno. E per quei lettori che ancora pensano tutto il bene delle energie "rinnovabili" (pannelli solari e mulini a vento) ecco pronto un articolo che fa chiarezza sull'argomento: MA QUELLE FONTI DI ENERGIA HANNO COSTI ESORBITANTI http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001868.html

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  • kanto

    21 Ottobre @ 15.31

    Parma è bene che si mobiliti, per evitare di avere un'altra Caorso a 50 km..il nucleare è quanto di più anti-economico e sporco che esista, se pensiamo che le scorie sono mortali per migliaia di anni..e che questi impianti, come gli inceneritori, stanno in piedi solo se mantenuti da sovvenzioni pubbliche..usiamo al massimo il sole, il risparmio energetico, insomma tutto quanto di veramente ecologico, pulito e a basso costo, che la scienza e l'industria avanzata mettono a disposizione per il futuro dell'uomo...l'atomica l'è antiga !

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  • Kenny

    21 Ottobre @ 15.14

    La gente non ha ancora capito che anche se le centrali sono al di là delle alpi, in caso di incidente siamo lo stesso nella cacca......infatti mi fanno ridere i cartelli dei "Paesi denuclearizzati" e intanto usiamo l'energia che arriva dalla Francia. Siamo stati investiti dalla nube di chernobil, vuoi che non arrivi da oltre le montagne ?? Poi per carità assolutamente contrario alle centrali e w le fonti rinnovabili !!!

    Rispondi

  • federico

    21 Ottobre @ 12.29

    Ma c'è una ignoranza in giro che fa spavento. Ce l'ho con gli antinuclearisti ( non che io sia pro nucleare...): sanno costoro che la presunta centrale a Viadana sarà molto meno pericolosa di quelle che già oggi esistono in Francia ? se pensiamo a cosa è successo questa estate con il vulcano islandese, la risposta la possiamo dare tutti: un guaio ad una centrale francese e mezza europa verrà colpita. Io mi preoccuperei dei costi non della pericolosità ( che è presunta, mentre i costi sono più che certi) . Se tutto va bene la nuova centrale potrebbe essere operativa fra 10 anni ( da un'altra parte ...qui in Italia 15 o 20). nel 2020/2030 l'Uranio necessario per far funzionare la centrale costerà una cifra pazzesca ( sempre che ce ne sia ancora). Molto eglio l'eolico e il solare, per il 2030 si prevede che costerà assai meno del nucleare. La scelta è ottusa e scriteriata, non pericolosa. Non è con lo spauracchio della paura che si combatte il nucleare, ma con la forza delle idee e della conoscenza.

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