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Medesano, il killer aveva spiato le abitudini di Guarino

Medesano, il killer aveva spiato le abitudini di Guarino
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Si continua ad indagare sull'omicidio di Raffaele Guarino, napoletano di 47 anni ucciso nel letto della sua casa di Medesano con due colpi di pistola sparati da un killer della camorra, nella notte tra giovedì e venerdì. I carabinieri, che conducono l’indagine, stanno cercando di scavare tra le conoscenze dell’ucciso, che lasciò il quartiere napoletano di Barra dopo essere scampato nel 2005 ad un agguato ordito dalla famiglia rivale degli Aprea. Non è escluso che gli inquirenti parmigiani si rechino a Napoli per approfondire le relazioni che Guarino ancora teneva in piedi dal suo 'esilio' emiliano.
Il killer (ma forse si trattava di più sicari) ha agito come un fantasma. Non si esclude che la vittima lo abbia fatto entrare in casa perchè lo conosceva.

La cronaca di venerdì- Un esponente di spicco della camorra, Raffaele Guarino, napoletano di 47 anni, è stato ucciso a Medesano, dove si trovava in libertà vigilata. Guarino aveva vissuto per alcuni mesi a Torrile, mentre lo scorso febbraio ha preso in affitto un elegante appartamento alle porte di Medesano.
Il cadavere è stato trovato nell'appartamento di via Fenoglio in cui Guarino abitava. L'uomo è stato ucciso con tre colpi di arma da fuoco alla testa. Il cadavere era nella camera da letto ed è stato trovato dalla donna delle pulizie attorno alle 10. L'agguato è avvenuto nella notte o al massimo all'alba (i vicini non hanno sentito nulla). Sulla porta di ingresso dell'appartamento non ci sono segni di effrazione. Resta da chiarire in che modo l'assassino sia riuscito a entrare in casa e se Guarino sia stato sorpreso in camera da letto oppure se sia andato ad aprire.Indagano i carabinieri di Medesano, che hanno anche scatenato una caccia all'uomo nella zona per risalire all'autore (o agli autori) del delitto. Sul posto sono arrivati anche il pubblico ministero Roberta Licci, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Paolo Cerruti, e il sindaco Roberto Bianchi.Dopo il sopralluogo dei carabinieri e gli esami dei militari del Ris, il corpo è stato portato via dalla scena del delitto con un automezzo della Croce verde fornovese. Guarino era un esponente della camorra e viveva da solo. In una delle abitazioni di fianco alla sua vive la moglie di Salvatore Illuminato, morto misteriosamente nel 2003. Il 47enne aveva avuto contrasti con il clan Aprea del quartiere napoletano di Barra e nel 2005 era sopravvissuto a un altro tentativo di omicidio: in una piazza del quartiere di San Giovanni a Teduccio qualcuno gli aveva sparato tre colpi, ferendolo all’addome. «Guarino era uno che si faceva notare, macchine di grossa cilindrata (attualmente un suv Audi) e apparentemente nessun impegno che ne condizionasse la vita con degli orari. Una cosa questa che lui ostentava: sembrava dire faccio quello che mi pare», ha raccontato un vicino. «Mi è capitato spesso - dice l'uomo - di sentirlo discutere di soldi con altri uomini che venivano a trovarlo. Tutti a bordo di macchine di lusso, molte con targa tedesca. Io diffidavo, non gli ho mai dato troppa confidenza».

 

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  • Geronimo

    04 Novembre @ 11.51

    Signor Edi come pensavo la pensiamo più o meno allo stesso modo, solo che in uno dei suoi messaggi non era chiaro con chi se la prendeva, rilegga a parti invertite e si immedesimi in un meridionale onesto, non si sentirebbe offeso? Alla fine chi è la vittima il meridionale medio o piuttosto le minoranze (lei in vecchi messaggi ha citato delle percentuali di infiltrazioni mafiose) di mafiosi? Non tutto è leggenda metropolitana ma deve ammettere, lei visto che da quel che leggo si documenta, che molte storie riguardanti il sud lo sono. Lei ha citato un episodio negativo di un senatore, io le dico che piuttosto sono favorevole ai vantaggi procurati da penso De Mita a Tanzi dove almeno non si sono trasferiti al sud solo capitali intascati dai soliti noti ma una fabbrica parmalat (chiaramente mi riferisco solo a questo episodio tralasciando il crack)

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  • michele

    04 Novembre @ 08.06

    Sig. Maurizio, non ho problemi a credere alla sua parmigianità e le dirò di più: se conosce chi politicamente vuole applicare il federalismo "fatto bene" me lo dica che lo voto subito! Ugualmente sono prontissimo a indignarmi e denunciare le nefandezze della politica settentrionale, come a riconoscere che al sud non è tutto negativo (non ci ho vissuto ma ci sono stato per lavoro e viaggi, mai in villaggi turistici) ci mancherebbe altro, ma non sopporto il paragonare le mosse "sporche" della nascente lega (che io NON voto, si figuri a discutere con un leghista invece che con me!) sminuendo il consolidato scempio perpetrato dai politici del sud, e le conseguenze a livello NAZIONALE del voto meridionale "interessato", fin dagli anni '50-'60, quando qui eravamo in maggioranza ex-contadini e si lavorava E BASTA, mentre il pubblico impiego (e le grandi imprese, sovvenzionate per questo dallo stato) si cominciava a riempire di meridionali raccomandati. Dalle teche RAI mi è capitato di vedere un'intervista di Gregoretti, bianco e nero anni '60, dove un senatore calabrese, con tanto di cartina della Calabria appesa dietro, si vantava appunto di aver dato un "posto" (non un "lavoro") dal sud al nord a non ricordo quante migliaia di suoi compaesani, parlandone come se fosse stata la sua unica missione, invece di impegnarsi per migliorare le condizioni della sua regione. Logicamente di mafia nemmeno un accenno. Il mio voto sarà sbagliato, ma a me nessuno ha mai offerto una lira (o una scarpa come faceva Lauro) per darlo, nè mi ha minacciato per non darlo, e proprio per questo voglio che la quotidianità del nord non degeneri a livelli "napoletani", in prima battuta con la mossa più semplice cioè ricacciando immediatamente al paese suo la "manovalanza", e il giorno dopo i loro soldi sporchi, che se trovano personaggi locali disposti a "pulirli" non giovano sicuramente al parimigiano medio. Per quanto riguarda i finanziamenti "finalmente arrivati" sarebbe la prima volta che al sud finanziamenti pubblici di quell'entità finiscono nel posto giusto, invece di arricchire i soliti (grandi) noti del nord e i monopolisti del cemento sabbioso del sud (ma i decenni di immobilismo li vogliamo cancellare? chi li ha pagati?) Sono leggende metropolitane? la realtà dà ragione a queste teorie però. Saluti.

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  • michele

    03 Novembre @ 15.29

    Rispondo per ora solo alla sua ultima domanda: semplicemente perchè veneto, liguria e piemonte se le sono già spartite la mafia e soprattutto la 'ndrangheta, qui sì che possiamo dire che l'omicidio di Medesano poteva succedere ovunque, non necessariamente nel parmense, non dobbiamo insegnare noi alLE MAFIE come mangiare tutti in santa pace. Cerchi in rete "mappa infiltrazioni criminalità nord italia" e troverà decine (purtroppo) di articoli autorevoli e interessanti.

    Rispondi

  • Geronimo

    03 Novembre @ 00.06

    Ultima cosa signor Edi, guardi i suoi messaggi e guardi il mio, se vede non sono tanto diversi, lei scrive le solite leggende metropolitane sulla salerno reggiocalabria, io dico las mia sulla salerno reggiocalabria, anche la mia può essere una balla. Per verificare comunque basta fare una ricerca e vedere da quanto si fanno i lavori, da quanto sono stati stanziati i finanziamenti e se ci sono stati ritardi. L'errore della gente del nord (per mancanza di informazione corretta e vita vissuta visto che solo chi ha vissuto o lavorato al sud può sapere della realtà che si vive li) è quello di mettere insieme tutti quelli del sud mentre occorre distinguere, vedere chi comanda e cosa può fare un cittadino onesto. Il cittadino onesto può solo sopravvivere perchè se denuncia è abbandonato dallo stato che spesso è colluso con la mafia mentre se non lo è lascia il cittadino solo grazie alle leggi esistenti (esempio, processo per usura, io denuncio il mio usuraio, dopo una decina di anni l'usuraio viene prosciolto per intervenuta prescrizione. Secondo lei quanti giorni vivrò ancora?). Unica soluzione è scappare. Noi a parma siamo fortunati perchè non siamo in quelle condizioni ma parallelamente stà nascendo un altro problema perchè la camorra stà facendo affari nel parmense e questo lo fa perchè ha trovato le persone giuste con cui fare affari. Chiediamoci perchè la camorra non è così attiva in veneto, liguria, piemonte (che ha un altissimo tasso di meridionali) e lombardia (milano esclusa naturalmente).

    Rispondi

  • Geronimo

    02 Novembre @ 23.55

    Signor Edi prima di tutto devo dirle che sono parmigiano e se vuole ci mettiamo in contatto e le mostro i miei documenti. Io mi sono solo limitato a fornirle un esempio su cui lei potrà facilmente trovare riscontro. Tante cose non funzionano al sud ma lei mi cita forse una delle poche cose che stanno facendo bene dopo decenni di immobilismo. Sa per me la salvezza qual'è signor edi? il federalismo, ma il federalismo fatto bene, non che se hai un comune come catania in bancarotta fai leggi vergona a livello nazionale per salvarla. Purtroppo siamo in italia e io non vedo nessuna speranza di salvezza perchè ormai ci sono troppi intrecci, la stessa lega nord che predica molto bene ma poi si comporta in modo peggiore rispetto agli altri partiti perchè dice di non volere e non avere poltrone ma stà piazzando uomini in varie zone di comando finanziarie pubbliche e privato. Lo sa chi ha iniziato questo metodo? la mafia. Io leggo di mafia e mi documento, le consiglio un buon libro, in costante aggiornamento "Da cosa nasce cosa" di Caruso.

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