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Reggio, preside e insegnante presi a schiaffi dal padre di un alunno

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I genitori di un alunno di prima superiore di Reggio Emilia hanno fatto irruzione a scuola, alla ricerca di un ragazzino che aveva litigato con loro figlio. E quando sono intervenuti il preside e un insegnante, il padre li ha presi a schiaffi.
È accaduto ieri a Reggio, nell'istituto professionale Ipsia «Lombardini». L'uomo e la donna erano infuriati con un coetaneo del loro figlio e con un altro ragazzo di colore. Avrebbero avuto un litigio con lo studente. I bidelli hanno tentato di fermarli ma loro hanno proseguito e hanno cercato quei ragazzi. E quando sono intervenuti - per calmare quei genitori e per capire cosa stesse succedendo - il preside Valerio Messori e l'insegnante Mauro Ferrarini hanno ricevuto schiaffoni dal padre. È stato necessario l'intervento della Polizia, mentre gli alunni - attirati dal baccano - hanno assistito alla scena.
Questo è ciò che più amareggia il preside, intervistato dal Resto del Carlino di Reggio. Messori annuncia una querela nei confronti di quei genitori e spiega che sarà organizzata un'assemblea di istituto, per discutere con gli studenti di quanto accaduto e per riflettere sui giusti comportamenti da tenere. Messori giudica grave non tanto i dolori per lo schiaffo, quanto il gesto di quei genitori che, di fronte a un problema in cui è (o pensano che sia) coinvolta la scuola, anziché parlarne con il responsabile sono passati alle vie di fatto.

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  • francesco brundo

    10 Novembre @ 03.46

    non sempre chi viene preso a schiaffi ha ragione ! La scuola ormai è in ginocchio... uno dei tanti episodi di vita quotidiana..

    Rispondi

  • Alessio

    09 Novembre @ 23.22

    Per chi ha coscienza del valore della scuola leggere certe notizie è come ricevere un pugno nello stomaco. Peggio ancora per chi ha dei figli piccoli e si chiede come prepararli per affrontare una realtà che di anno in anno diventa più difficile. Purtroppo ho trovato un fondo di verità in tutti i commenti che mi hanno preceduto, chiedere CHI anzichè PERCHE' è lo specchio con cui si guarda una società che cambia, una comunità che non si è ancora fatta una ragione di essere stata una fortunata isola felice. Grazie al lavoro ho potuto vedere di persona e farmi una vaga idea di cosa vuol dire nascere e lottare per crescere in luoghi miserevoli. E vorrei che fosse la consapevolezza la migliore arma con cui i miei figli affronteranno la società che li aspetta. La consapevolezza si basa sulla conoscenza, la tecnologia ha fatto diventare la pigrizia l'unica scusa all'ignoranza. Cerchiamo di capire davvero cosa e' importante...

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    09 Novembre @ 19.24

    Elisa mi dà l'occasione per precisare una cosa: spesso questo tipo di commenti finisce direttamente nel cestino. Ma ogni tanto li lascio: ed è interessante vedere che, se per caso poi salta fuori che i protagonisti della vicenda sono invece nati al Nord, molti di questi commentatori scoprono di avere...altri impegni. Ad esempio ho appena scoperto che il rozzo e vile rapinatore della farmacia (vedi notizia e video in home page) è nativo di Pordenone. Dite che anche qui avremo commenti etno-antropologici? (G.B.)

    Rispondi

  • lety

    09 Novembre @ 18.37

    certo che leggedo un pò questi comenti , mi rendo conto purtroppo i comecerta gente sia ignorante... ma magari no a lillo culturale ma nell'ambito umano. SAPPIAMO TUTTI CHE I BUONI ED I CATTIVI SI TROVAN IN TUTTO IL MONDO!!!!! e dirò tante volte io personalmente mi sono trovata meglio con persone extracomunitarie che italiani. TUTTO IL MONDO è PAESE. LO VOLETE CAPIRE?????

    Rispondi

  • lara

    09 Novembre @ 18.21

    Poi dicono che Parma è una città moderna aperta alla cultura ed alla diversità...come no! Basta leggere ogni volta i commenti di qualche articolo pubblicato sulla gazzetta per capire cosa pensano veramente alcuni parmigiani. Qualsiasi cosa accade, qualsiasi evento si cerca sempre di indagare non sulle dinamiche o sulle possibili soluzioni o cause...no..si cerca "l'origine" di chi ha compiuto il misfatto...ma perchè mi chiedo...forse ci si sente incolpati? Non credo..ma davvero non mi spiego a cosa possa servire questa ricerca. Naturalmente questo è quello che penso io...nel rispetto di tutti.

    Rispondi

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