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Trecasali si divide sulla centrale a biomasse

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di Ilaria Berra
Trecasali si divide sul tema della centrale a biomasse da 15 megawatt che il gruppo industriale Maccaferri intende costruire sul territorio comunale. Il progetto, presentato nei giorni scorsi ai cittadini, dovrà ora iniziare l’iter per ottenere il via libera alla costruzione da parte di Provincia, Comune ed enti interessati.
La centrale sarà alimentata con legno vergine e cereali non adatti al consumo umano e produrrà energia e vapore. Il progetto è quello di accompagnare alla filiera dello zucchero, che presto non potrà più usufruire di incentivi europei ed è quindi diventata poco remunerativa, quella dell’agroenergetico; in questo modo l’azienda, proprietaria dello zuccherificio Eridania Sadam, potrebbe continuare la sua attività sul territorio.
Durante la presentazione pubblica sono emerse numerose diverse posizioni sul progetto. Favorevoli si sono mostrati i rappresentanti sindacali dei lavoratori di Eridania Sadam, che vedono allontanarsi lo spettro di una chiusura della fabbrica, così come le associazioni dei bieticoltori e il mondo agricolo che hanno apprezzato l’impegno dell’azienda a mantenere sul territorio la filiera della barbabietola e vedono con interesse la possibilità di diversificare la destinazione d’uso dei loro prodotti, anche considerando che Seci Energia, la ditta che costruirà l’impianto, ha stretto un accordo per lo sviluppo della pioppicoltura nel bacino di San Quirico.
Il sindaco di Trecasali Bernardi ha spiegato che l’Amministrazione comunale prenderà posizione sul progetto solo dopo che l’iter di approvazione sarà iniziato, quando cioè ci saranno tutti i dati disponibili. Il vicepresidente della Provincia Pierluigi Ferrari, presente all’incontro, ha ribadito l’importanza del progetto per il mondo agricolo. Tra le forze politiche locali il consigliere della Lega Nord Mangiavacca ha espresso contrarietà al progetto, ricordando, dati provinciali alla mano, che il comune di Trecasali si trova in una zona che non può sopportare ulteriori carichi ambientali. Anche il Partito della Rifondazione comunista ha espresso riserve e preoccupazione per l’impatto ambientale, chiedendo un referendum tra i cittadini. Ulteriori perplessità e tante domande sono venute dai diversi rappresentanti del mondo ecologista che hanno espresso preoccupazione per l’aumento di emissioni nocive, per il problema dello smaltimento delle ceneri e per il fatto che la centrale possa essere, in futuro, riconvertita per bruciare rifiuti. I rappresentanti di Eridania e Seci presenti all’incontro hanno assicurato che l’impatto ambientale del polo resterà invariato visto che la centrale Edison ridurrà la produzione, hanno rimarcato la sostenibilità ambientale del progetto dato che la produzione da fonti rinnovabili riduce le emissioni di Co2 rispetto all’uso delle fonti fossile, hanno garantito l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili e una gestione trasparente registrata Emas e certificata Iso ed hanno infine sottolineato che la centrale potrà approvvigionarsi di mais e cippato entro 70 chilometri senza strappare suoli adatti alla produzione agricola tradizionale.

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