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I cittadini perplessi sull'impianto a biomasse dell'Eridania

I cittadini perplessi sull'impianto a biomasse dell'Eridania
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Ilaria Berra

Dopo l’annuncio, da parte del gruppo Sadam Eridania, del progetto di costruire una centrale a biomasse da 60 megawatt sul territorio di Trecasali alcuni cittadini si stanno organizzando per dare vita ad un Comitato per la difesa del territorio.
«Questo gruppo - spiegano i promotori - nasce dalla preoccupazione per il futuro di un territorio. Siamo persone che rappresentano uno spaccato delle diverse componenti della cittadinanza di Trecasali, un gruppo che è espressione della voglia di partecipazione che c'è sul nostro territorio. Il nostro referente è l’amministrazione, alla quale chiediamo informazioni ed un percorso il più possibile partecipato con la cittadinanza». Il nucleo promotore è formato da Ugo Bertinelli, Gianni Bertoncin, Filippo Carraro, Flavia Corradi, Guglielmo Dall’Asta, Michela Derlindati, Onelia Facini, Patrizia Gaibazzi, Francesca Gianelli, Mirco Moroni.
Nei prossimi giorni il gruppo organizzerà una riunione pubblica per presentare un documento che è stato consegnato nei giorni scorsi al sindaco Nicola  Bernardi. In esso il gruppo elenca le proprie perplessità davanti al progetto di una centrale a biomasse e pone alcune domande su nodi fondamentali che dovrebbero essere verificati dall’amministrazione prima di prendere una decisione. Tra le criticità della centrale il comitato individua innanzitutto il fattore inquinamento: 60 tonnellate anno di Pm10, 120 tonnellate di ossidi di azoto, 140 tonnellate di monossido di carbonio, 7500  tonnellate di ceneri, il tutto in una zona dove la percentuale di Pm10 nell’aria è spesso al di sopra dei limiti di legge e a volte superiore a quelle registrate a Parma e dove sono previste, a breve, infrastrutture come la Tibre o la cispadana. Anche l’idea che la costruzione della centrale possa garantire il futuro dei posti di lavoro del complesso industriale, secondo i membri del Comitato, è tutta da dimostrare.
Il Comitato chiede inoltre di conoscere nel dettaglio la localizzazione e l’estensione dei siti di riconversione delle colture per produrre il legno cippato e il danno potenziale al suolo della Bassa, infine chiede di mettere nero su bianco gli asseriti benefici dell’intervento in termini di riduzione delle emissioni di Co2, eventuali posti di lavoro, minori costi delle bollette, impianto di teleriscaldamento che sostituisca le caldaie domestiche attuali. «Diamo atto alla Amministrazione - si legge nel comunicato - di aver fatto un importante sforzo in questa direzione, ma la partita è importantissima e strategica per il futuro dell’ambiente e per la salute delle nuove generazioni: un bene impagabile. Per questa ragione è necessario poter disporre di un tempo ragionevole per una decisione ponderata e partecipata».

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  • franco mangiavacca

    07 Dicembre @ 15.23

    BIOMASSE A TRECASALIIl progetto prevede l’inserimento nel polo industriale di Trecasali un’altra attività finalizzata alla produzione di energia elettrica attraverso la combustione di almeno 150.000 tonnellate all’anno di biomasse da forestazione,l’iniziativa venne inizialmente presentata ai consiglieri comunali da Eridania- Sadam il 14 luglio 2008, ed era praticamente la copia del progetto presentato alla cittadinanza il 18 u.s.. Questo progetto potrebbe anche essere preso in considerazione, se non fosse che il nostro contesto territoriale specialmente per quanto attiene la qualità dell’aria, è una delle cinque aree più inquinate al mondo, se non fosse che la bibliografia in materia è certamente orientata nel dire che questo tipo di impianti comporta di per se stesso numerose negatività per il territorio che li ospita, se non fosse che una corposa documentazione proveniente da vari uffici della Provincia di Parma tendono a sconsigliare vivamente ulteriori insediamenti sul nostro territorio comunale in quanto comporterebbero un sicuro peggioramento della qualità dell’aria, con il concreto rischio di far aumentare in maniera esponenziale le giornate con il superamento dei limiti di legge nel corso dell’anno. Già a fine estate del 2008 assieme ad alcuni cittadini, si iniziò un percorso di informazione sulla materia e vennero contattate associazioni, comitati, soggetti privati ed enti istituzionali, ed alla fine di questo percorso fu evidente per questo tipo di impianti un notevole impatto negativo per il territorio direttamente coinvolto, ma anche quelli limitrofi, fu così che maturò la decisione contraria alla realizzazione di quel nuovo insediamento, a ragion veduta quindi e non per partito preso.La questione dell’impianto a biomasse tra l’altro venne inserita chiaramente tra i primi punti del mio programma elettorale alle elezioni amministrative del 2009, nonostante la prudenza politica suggerisse una posizione più sfumata, visti i numerosi interessi locali in gioco, ma senza tatticismi fu scelta la via della chiarezza e della trasparenza nei confronti dei cittadini. Alcuni giorni fa ho partecipato ad una riunione di cittadini, dalla quale pensavo dovesse uscire un forte gruppo di contrapposizione all’impianto a biomasse, invece ho visto che quello che stava per nascere era invece un comitato di controllo delle procedure e di informazione, in quanto in quella sede si sosteneva che un secco no alle biomasse fosse eccessivo, dal momento che erano ancora numerosi punti da chiarire , quindi solo dopo aver risposto a questi interrogativi il comitato trasversale sarà in grado di dire quale sarà la posizione in merito alle biomasse. Pur apprezzando l’iniziativa, non ho ritenuto opportuno condividere l’impostazione dubitativa data al nascente comitato, in quanto tutti coloro che come me sono da oltre 2 anni per un no convinto alla centrale a biomasse, non intendono arretrare di un passo dalla loro posizione, e non intendono essere confusi in un gruppo o che inizia con passi incerti un semplice percorso informativo. I tentennamenti del neonato comitato sono incomprensibili, in una situazione ambientale così degradata come la nostra , dove molti cittadini sono convinti che a Trecasali sia in atto una Pompei ecologica che rischia di incenerire, , anche la salute, l’ambiente, e la qualità di vita. Sappiamo tutti che la salute dei cittadini è un bene indisponibile da tutelare prima e sopra di ogni altro tipo di interesse, pertanto in chiusura di questo comunicato intendo sollecitare la collaborazione di quanti intendono respingere la sciagurata ipotesi della realizzazione del citato impianto a biomasse sul nostro territorio comunale. Nel caso in cui il comitato per il vediamo se ne vale la pena, ritenesse di abbandonare questa insipida posizione, e si allineasse al nostro no, saremmo ben felici di collaborare con loro per unire i nostri sforzi al fine di impedire questo ulteriore scempio del nostro amato territorio.TRECASALI05.12.2010 FRANCO MANGIAVACCA ASSOCIAZIONE DI VALORIZZAZIONE AMBIENTALE E DIFESA DEL TERRITORIO“IL PICCHIO VERDE”

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