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Centrale a biomasse: bocciato il progetto

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Beatrice Minozzi

Fumata nera sul destino della centrale a biomasse e syngas di Nacca di Vaestano. Lo Sportello unico delle imprese Appennino Parma Est ha respinto il progetto sulla base delle valutazioni fatte da Provincia, Arpa, Ausl, Comunità Montana e vigili del fuoco. Tra gli enti sopracitati, solo l’Ausl ha emesso un parere favorevole al progetto. La documentazione presentata non è risultata esaustiva per la Provincia e per l’Arpa, mentre la Comunità Montana ha espresso un parere sfavorevole e non ha voluto eliminare il vincolo idrogeologico a cui è sottoposta la zona. I vigili del fuoco si sono dichiarati pronti a rilasciare un parere di conformità per le normative antincendio, anche se con alcune prescrizioni.
La soddisfazione per l’esito della vicenda è palese nelle parole di Michele Bassi del Comitato Giarola e di Franco Ferrari del Comitato Vaestano. «Siamo soddisfatti - commenta Bassi -. Questo esito ha dato ragione alle nostre perplessità». «Pericolo scampato - aggiunge Ferrari - anche se ci dispiace che il Comune non ci abbia reso partecipi. Continueremo a stare all’erta per vegliare sulle eventuali evoluzioni della vicenda». Anche la minoranza consiliare critica la scarsa trasparenza dell’amministrazione riguardo la vicenda. «Ci troviamo d’accordo con il parere espresso da Arpa - ha sottolineato il consigliere di minoranza Roberto Berini -, che ha puntato soprattutto sul fatto che i due impianti andassero presentati sotto un unico progetto. Presentando due progetti, e dividendo la struttura in due centrali dal 999 kilowatt ciascuna, si è ricorsi ad un escamotage per rimanere in ambito comunale, poiché i due progetti, riguardando centrali inferiori al megawatt, necessitavano solo di due Dia per essere approvati».
Berini sottolinea che la storia di questa centrale è iniziata circa 3 anni fa, quando «in seno all’amministrazione Montali, nacque il progetto di un impianto a biomasse in località Giarola. Il progetto fu poi girato, in maniera poco chiara, alla società Matilde servizi e successivamente al consorzio Val Cedra e Val d’Enza». Contestualmente nacque il Comitato Giarola che si è battuto per l’annullamento del progetto. «La musica non è cambiata con l’amministrazione Maggiali - continua Berini -. Solo grazie alle continue proteste del comitato e della minoranza, nel novembre 2009 il progetto è stato ufficialmente abolito, nel corso di un affollatissimo consiglio comunale». A giugno di quest’anno, poi, si è arrivati al progetto «Nacca», ma «sin dall’inizio non ci è stata chiara la titolarità del progetto - aggiunge Berini - e vari passaggi lasciavano pensare che dietro la facciata del consorzio si nascondessero altri manovratori. Il syngas non ci ha mai convinto perché può gasificare qualsiasi cosa, anche se nel progetto si parlava solo di legna e di letame solido, ma non siamo contrari a priori ad un impianto a biogas».

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