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Berceto: maltempo e crisi. Tre lettere dal sindaco Lucchi

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Tre documenti, inviati e resi pubblici dalò sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, sui problemi del maltempo e non solo:

1 - Gent. Ing. Gabriele Alifraco, la pioggia continua, il gelo e vetroghiaccio e il successivo disgelo creano situazioni preoccupanti in zona Casaselvatica (Frana storica e strada provinciale), frana del Cervellino, frana Corchia/Bergotto e frana Bergotto oltre strada Berloara mulino di Bergotto (siamo intevenuti con mezzi comunali per tenere aperta almeno una corsia). Ci sono criticità nel Comune di Berceto, oltre quelle citate, che richiedono un soppraluogo dei tecnici della Provincia e Regione. Come Sindaco resto a disposizione anche il giorno di Natale. Si attendono direttive. Grazie. Il Sindaco di Berceto Luigi Lucchi 348 2905306

2- A Gianfranco Larini

Gentilissimo dott. Gianfranco,
                                                   sono molto preoccupato di quanto si sta  verificando nel territorio del Comune di Berceto. Ritengo importante, conoscendo la tua professionalità e disponibilità, necessario un tuo sopraluogo per costatare i movimenti di:
Frana di Casaselvatica
Frana del Cervellino
Versante del Capoluogo (monte Cavallo)
Frana Corchia/ Bergotto
Frana di Case Pesci
Frana di Bergotto
Smottamenti sulla strada Casello autostradale di Berceto/Ponte Manubiola
E delle erosioni:
Case Pesci
Paese di Corchia
Paese di Bergotto
Paese di Ghiare
Con i mezzi comunali stiamo intervenendo, come detto, su Corchia, Case Taglioni, strada case Pesci e strada Berloara.
Certo del tuo interessamento attendo una tua comunicazione per fissare la data del sopraluogo.
Ho saputo dal Presidente della Provincia che anche l’assessore regionale avrebbe desiderio di costatare di persona la situazione e pertanto sarebbe, ovviamente, cosa gradita una sua visita.
Il Sindaco. Luigi Lucchi

3- BENEDETTA CRISI ECONOMICA

Non so voi, non so neppure i miei colleghi amministratori e sindaci, io però non ne posso più di sentire personalità che rivestono incarichi importanti, a tutti i livelli istituzionali, dire: non ci sono soldi.
Mi rendo conto di quanto debbo essere  stato insopportabile, nei confronti dei miei amministrati, nell’aver detto più volte la stessa frase.
Frase che peraltro, a Berceto, sento dire dagli amministratori pubblici da quando avevo 12 anni e iniziavo, nonostante tutto, ad appassionarmi alla politica.
Basta!
Continuare ripetere questa frase non da il potere di far scaturire, dal nulla, mazzette di bigliettoni sonanti e al contrario addormenta le nostre menti d’amministratori pubblici illudendoci di aver fatto il nostro dovere proprio nel denunciare la nostra impotenza.
Se siamo impotenti, infatti, bisognerebbe prendere la decisione conseguente: dimettersi.
Il dato di fatto è che c’è una crisi mondiale, soprattutto dell’Occidente e in particolare dell’Italia, che è in una crisi epocale non solo economica.
Grecia, Irlanda, Portogallo e probabilmente Spagna sono in grande difficoltà e l’Italia, augurandoci tutti di no, potrebbe entrare maggiormente in crisi e forse il Ministro Giulio Tremonti, pur cambiando pensiero rispetto gli anni passati e le sue filosofie di un tempo, sta operando come quei chirurghi di guerra che “tagliano” sotto le bombe cercando di salvare il paziente evitandogli la cancrena senza preoccuparsi né di come vivrà e tanto meno dell’estetica.
La crisi finirà ma nulla sarà più come prima.
E’ di questo che dobbiamo prenderne atto.
Limitarsi dire non ci sono soldi si diffonde l’impressione che sia un fatto momentaneo e che alla fine, pur non cambiando nulla, non modificando nulla, tornerà tutto come prima.
Se prendessimo atto, al contrario, che invece  cambierà tutto inizieremmo, probabilmente, cambiare per primi e per primi andremmo nella direzione del cambiamento cercando anche di governarlo.
Dopo una guerra e un regime, l’Italia, s’è rimessa in moto con la democrazia, nel 1946, e la Costituente ne ha tracciato le regole.
Oggi, seppur in modo diverso, con molti meno morti ( si sono avuti solo suicidi) e campi di sterminio, non c’è stata una guerra? Non è in corso una guerra?
Le migliaia di case messe all’asta, tra l’indifferenza di tutti, non è come se fossero state bombardate, distrutte, tolte comunque ai proprietari?
Le persone senza lavoro, senza futuro, con lavoro precario, non sono come migliaia d’invalidi, sbandati, orfani?
La frequenza delle mense dei poveri, la colletta alimentare, i sussidi, la richiesta del fondo di poverta’ ai comuni non è la fame? La miseria? Quantomeno la ristrettezza e incertezza economica mai verificatasi negli ultimi cinquanta anni
Quanti vogliono aiutare davvero ad avere progresso e futuro debbono, con forza,  a mio avviso, porre il problema politico. La guida politica. Debbono chiedere la COSTITUENTE.
Migliaia, milioni di Leggi, organismi, strutture, sovrastrutture pubbliche, anche in contrasto tra loro, debbono essere semplificate, riviste, aggiornate.
E’ possibile cercare d’imitare, mettersi al loro fianco, in questi ambiti  legislativi e comportamentali, gli altri Stati Europei?
E’ possibile farlo razionalmente e veramente senza una Costituente?
Un riordino vero delle regole e dei poteri?
Credo di NO.
A quanti hanno l’autorevolezza, ben superiore a un sindaco di un paese di montagna, chiediamo di fare questa riflessione e di adoperarsi per una COSTITUENTE.
E’ una richiesta che non intacca nessun bilancio pubblico, non aumenta le tasse.
Al contrario metterebbe l’Italia nelle condizioni di ripartire senza piombo nelle ali evitando gli errori già fatti e capace di cogliere tutte le sue grandi potenzialità.
Non ci possono essere milioni di Leggi che regolano la convivenza civile, l’operato economico, la vita della gente.
Poche leggi chiare e fatte rispettare e uno snellimento di tutto l’apparato pubblico che è soffocante e che proprio questa crisi dovrebbe farci capire che non possiamo più permettercelo.
I cittadini non sopporteranno a lungo uno Stato che usa tutte le ricchezze solo per esistere e analogamente non sopporterà una Regione, una Provincia, un Comune incapace di erogare i più elementari servizi nonostante l’abbuffata di soldi dei contribuenti (chi produce ed è onesto paga il 48% di tasse senza contare tutti i fardelli indiretti).
Non sopporterà più, nonostante la docilità sino ad oggi dimostrata, anche per interesse, la miriade di carrozzoni pubblici.
A tutti, diciamolo, arrivava qualche cosa dallo Stato. Alla povera gente le briciole e a quanti ammiriamo come super uomini arrivava e arriva, da sempre, la polpa. Cosa succederà quando non arriverà più nulla alla stragrande parte degli Italiani?
La gente resterà docile e inoffensiva?
I demagoghi che ci ritroviamo a tutti i livelli sono riusciti, nei decenni, farci dimenticare un fatto molto semplice: la ricchezza prima di essere ridistribuita va prodotta.
Tornando a produrre ricchezza se ne comprenderebbe la fatica e allora lo spreco sarebbe insopportabile.
Gli amministratori pubblici, gli uomini politici, come avviene in molte democrazie, non sarebbero eletti grazie  a tante alchimie che influenzano il consenso ma semplicemente in base ai servizi, ai tempi di erogazione e ai costi che sapranno, per le loro capacità, dare ai cittadini. La crisi economica può cambiare la mentalità dei politici e degli amministratori spazzando via gli incapaci e i politicanti. E’ una grande occasione. Non sprechiamola. Io, come Sindaco, non vorrei sprecarla. Aiutatemi anche voi a farlo. E’ un bene per tutti. Luigi Lucchi

 

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  • claudio

    25 Dicembre @ 19.04

    Caro Lucchi tra le frane che menzioni c'e' anche quella di casa Pesci che e' nata quando il comune di Berceto ha pensato di fare a valle un enorme sbancamento per insediare la zona artigianale. Sono cosi tante le domande che state ancora vagliandole per dare le autorizzazioni visto che per ora c'e' solo un grande spiazzo vuoto? La comica di qs piazzale caro Lucchi e' che ci avete disegnato le righe per il parcheggio e le zone riservato al parcheggio inavlidi con tanto di cartello. Peccato che non ci passi nemmeno un cane. Lucchi quando non eri sindaco riempivi la rubrica di lettere al direttore con tante polemiche verso chi era in giunta ed ora scirvi lettere che sembrano trattea dal libro cuore per descrivere i disagi del gelo e degli smottamneti ma in pratica non e' che ho visto granche di quello che hai promesso in campagna elettorale. Concudo che sei come ti ha preceduto e forse prendera' il tuo posto predicate bene ma razzolate male. Unica cosa certa e' il vostro stipendio. Auguri di buone feste e speriamo che nell'anno nuovo non trovi solo le idee per scrivere lunghe lettere ma anche le risorse per fare quello che hai promesso in campagna elettorale cioe' l'asfaltatura delle strade della frazione di Pagazzano.

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  • emilio

    24 Dicembre @ 17.59

    Concordo pienamente con quanto asserisce Lucchi in chiusura. Il primo da "spazzare via" è proprio lui

    Rispondi

  • Guido

    24 Dicembre @ 17.48

    Buongiorno,volevo congratularmi con il sindaco Lucchi per la bella lettera scritta" la crisi economica"di questi tempi leggere uno scritto riguardante l'incapacità dei ns.politici(dipendenti) è come vedere una stella cometa.Amministratori pubblici che fanno autocritica ce ne sono ben pochi di questi tempi, ma speriamo solo che non siano solo parole. Conosco solo di vista il sindaco di Berceto e mi sembra una persona a modo, io e mia moglie siamo di Bergamo e da 2 anni a questa parte, siamo ormai cittadini bercetesi ,perchè da maggio ad ottobre residiamo al campeggio del paese e per questo conosciamo il sig. Lucchi.Vi ringrazio per l'ospitalità e porgo i migliori auguri di un lieto Natale e felice anno nuovo. GUIDO PERSIANI

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  • Luca Ronzoni

    24 Dicembre @ 16.20

    se avesse risparmiato denaro per le strade e le emergenze, invece di fare fontane con l'acqua minerale o ristrutturare fabbriche in disuso, cioè tutte opere inutili, avrebbe meno da lamentarsi. Lui scrive a questo o a quello, io gli scrissi per una studpidata, asfaltare una strada comunale che è 50 anni che è di fatto una carraia e lui mi rispose che l'avrebbero fatto. Solo che la strada asfaltata di Pagazzano non è un opera di risalto come una fontana in centro a Berceto o una fabbrica messa a nuovo a Ghiare. Si tratta solo di usare il buon senso. E questo sindaco secondo me ne usa poco.

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  • emilio

    24 Dicembre @ 16.12

    Il sindaco di Berceto è "bello come il sole". Lamenta le frane che ha nel comune, ma fino a che non è diventato sindaco ha combattuto aspre battaglie per sostenere che il Comune non era zona franosa, in quanto questo deprezzava il mercato delle seconde case, ecc. Adesso pretende di pontificare circa i rimedi a una crisi le cui cause, probabilmente, è ancora ben lungi dal percepire. La commedia continua...l'importante è farsi notare. Deve avere fortissimi appoggi per continuare imperterrito a percorrere vie assolutamente utopiche.

    Rispondi

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