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Due pecore sbranate dai lupi. L'allevatore: sono disperato

Due pecore sbranate dai lupi. L'allevatore: sono disperato
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Alex Botti
Due pecore  sbranate ed altre due terrorizzate: questo brutto spettacolo si è trovato davanti Sergio Toschi alcune mattine fa.
Era il risultato di un attacco di un branco di lupi in un recinto a pochi metri da casa, dove custodiva ed allevava il suo piccolo gregge. Era mattina presto quando l’agricoltore cornigliese, che gestisce assieme ai familiari un’azienda agricola nella piccola frazione di Vesta d’Agna, si è recato al recinto per controllare le sue pecore.
All’arrivo la macabra scoperta: nelle neve fresca caduta durante la notte giacevano due capi sbranati, mentre gli altri due erano nascosti, terrorizzati, in un angolo del recinto. E non è la prima volta che l'azienda si trova coinvolta in questi episodi. Nell’ultimo anno, infatti, sono state sbranate altre pecore ed addirittura delle manze al pascolo.
Toschi è arrabbiato ed anche molto affranto, perché a parte il  danno economico c'è  soprattutto un danno morale: le uccisioni dei suoi animali vanno a distruggere l’impegno, la fatica e la passione per l’allevamento. «Chiediamo di essere ascoltati ed aiutati perché questo problema si sta aggravando, soprattutto nell’ultimo periodo. Prima di queste pecore, i lupi me ne avevano uccise almeno altre 10, e quest’estate al pascolo sono sparite tre manze, delle quali abbiamo ritrovato una sola carcassa. Altre due, invece, avevano i segni dei morsi sul corpo, ma per fortuna non erano state uccise». L'azienda agricola infatti, oltre al lavoro principale di produzione di latte, nel periodo estivo «prende a balia» capi di altre aziende per farle pascolare.
 «D’ora in avanti - spiega - il rischio di perdere dei capi sarà troppo alto, e per noi sarà un problema poter proseguire con questa attività poiché il danno economico sarebbe troppo alto: oltre alla perdita dell’animale dobbiamo anche addossarci le spese per lo smaltimento della carcassa».
Quest’ultimo aspetto fa arrabbiare parecchio anche tutte le altre persone - numerose inAlta val Parma - che hanno avuto animali uccisi dai lupi.
Toschi prosegue: «Vengono promessi dei rimborsi per ogni capo ucciso, ma sono sempre cifre irrisorie e tardano molto tempo ad arrivare. Insomma, oltre al danno la beffa, anzi, le beffe».
Nel raccontare l’accaduto poi l'allevatore cornigliese aggiunge: «Per me allevare qualche pecora era più che altro una passione: da tempo infatti mi stavo impegnando per partecipare al recupero della razza cornigliese, ma ora sono costretto ad abbandonare, così come già altri hanno fatto sempre per lo stesso motivo».
Altri aggiungono: «La cosa sta diventando pericolosa anche per gli uomini: i lupi dimostrano, avvicinandosi così tanto alle case, di non aver più nessuna paura dell’uomo».
Insomma, l’impressione di tutti gli allevatori è che il numero di lupi sia aumentato vistosamente, tanto che gli avvistamenti stanno diventando sempre più frequenti anche di giorno.

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  • gian luca ceccherini

    08 Gennaio @ 23.43

    cari signori il problema non è il lupo ma purtroppo sono le gestioni quelle che preocupano di piu. nel senso che muore un lupo sono i bracconieri sono i caccitori puo essere ma bisgna provarlo, io penso che il problema è la gestione di certi parchi che incolpando qualcuno riescono a prendere guatrini. poi volevo specificare che il lupo morto da una fucilata si trovava 70 km dal parco boschi di carrega non hai confini è giusto che la gente lo sappia

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  • gazzettadiparma.it

    08 Gennaio @ 20.16

    "In linea di principio sono d'accordo con Stefano. Che però, a sua volta, non deve dimenticare che una cronaca giornalistica è anche un racconto di situazioni e stati d'animo, così come essi sono nella realtà. Ben venga, ovviamente, qualunque contributo utile a far riflettere chi ha fatto valutazioni inesatte o semplicemente basate sull'istinto. Ma nel territorio che noi raccontiamo ci sono anche i paesi con i loro bar, ed è proprio se noi raccontiamo quello che realmente si dice e si pensa che altri ( gli scienziati e gli esperti, anche con tempi più dilatati rispetto a quelli a volte frenetici delle nostre cronache) possono poi correggere tali opinioni, come appunto lei ha fatto nel suo post. Grazie. (Gabriele Balestrazzi)"

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  • stefano

    08 Gennaio @ 19.54

    Siamo alle solite l'ignoranza regna sovrana. 1. Il lupo non è pericoloso per l'uomo, l'ultimo attacco documentato risale a metà '800 e probabilmente si trattava di individuo rabide. 2. Nella zona la presenza di lupi è nota da tempo, un allevatore dovrebbe saperlo, i modi per proteggere le greggi esistono e non sono neanche troppo costosi, basta un cane pastore ben addestrato e riportare all'ovile le pecore la notte. 3. E' vero che i rimborsi tardano, ma comunque arrivano. 4. Bisognerebbe capire che la presenza di fauna selvatica è una risorsa e non un problema. Il bracconaggio e i bocconi avvelenati sono il vero problema. 5. La Gazzetta se vuole essere un giornale serio dovrebbe evitare di pubblicare articoli pieni di inesattezze scientifiche, probabilmente redatti prendendo per verità provate le affermazioni degli avventori del bar del paese.

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  • mobè

    08 Gennaio @ 15.55

    il problem dei lupi sta diventano un pò come quello dei cinghiali o dei caprioli alcuni anni fa... poi se tali generi di animali siano di colpo ricomparsi così numerosi spontaneamente o per mano di qualcuno non lo so.. anche se qualche dubbio viene, ma aldià di quello è molto facile giudicare il problema guardandolo sulla gazzetta seduti in bar della città o da altre parti e un conto diverso è viverlo da vicino per chi ,a parere mio ENCOMIABILMENTE!!!!, vive giornalmente sulle nostre montagne. Certo ci vuole oggettività nell'affrontare le cose, sia da parte degli allevatori ma soprattutto da chi animalista o naturalista o chiamatelo come volete è abituato a vedere e volere sempre tutti i riequilibri naturali immaginabili ma poi vive nel pieno delle città con tutti gli ozi e agi possibili...mentre il contadino non dovrebbe dormire la notte per sorvegliare le sue greggi !!! MAH!!!!

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  • jumbler

    08 Gennaio @ 14.51

    Ci sono dei lupi a due gambe che sono molto più pericolosi di quelli a quattro zampe. Fare il pastore non vuol dire avere 4 pecore in un campo e aspettare solo il momento di fare cassa, il vero pastore sta sempre col suo gregge.

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