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Fidenza, una tragedia senza perchè: oggi le autopsie

Fidenza, una tragedia senza perchè: oggi le autopsie
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Leonardo Sozzi

Per mettere la parola “fine” al­le indagini gli inquirenti stanno solo aspettando lo svolgimento dell'autopsia sulle tre salme - che verrà effettuata oggi nel reparto di Medicina legale di Parma dal dottor Nicola Cucurachi - e la consegna della relazione del Ris di Parma con i risultati degli esa­mi scientifici effettuati sabato mattina nell'appartamento di via Berenini 100.

Si tratterebbe comunque del­le ultime formalità: quello che è accaduto in quei pochi, tragici secondi corrisponde a quello che ha raccontato agli inquirenti l'u­nica persona scampata all'omi­cidio- suicidio, Salvatore Manfredi.

L'articolo completo e  altri servizi sulla Gazzetta di Parma in edicola

La tragedia (8-9gennaio)

IL PUNTO DEGLI INQUIRENTI  Al momento per gli inquirenti che stanno indagando sulla morte di Paola Caltabiano e dei suoi due figli avvenuta la notte fra venerdì e sabato a Fidenza, la versione più credibile è quella dell’omicido-suicidio da parte della donna. Un’ipotesi accreditata «al 95%» con qualche piccola riserva che sarà probabilmente sciolta domani in mattinata quando verranno eseguite le autopsie sui corpi. Gli esami saranno condotti nel reparto di Medicina Legale dal medico Nicola Cucurachi, intervenuto sul luogo della tragedia con i carabinieri del Ris. I militari (quelli di Fidenza e del Nucleo operativo di Parma) hanno interrogato il marito della Caltabiano, Salvatore Manfredi, che al momento non è indagato.
Secondo la versione fornita da Manfredi ai carabinieri, sarebbe stato svegliato nella notte dai tre colpi che, nel caso di una pistola semiautomatica come quella usata dalla donna, vengono sparati in pochissimi secondi. Il tempo velocissimo spiegherebbe perchè l'uomo non si è accorto di nulla se non subito dopo le uccisioni, svegliato di soprassalto dai colpi. Manfredi ha aggiunto che ultimamente la moglie, che era casalinga, era serena. La Caltabiano era assistita da uno psicologo a Fidenza ma pare per problemi precedenti all’ultima gravidanza, per via di fobie e manie di persecuzione di cui pare si lamentasse. In passato aveva assunto psicofarmaci ma da quanto risulta erano stati sospesi per la gravidanza e il successivo allattamento.
La famiglia Manfredi si era trasferita a Fidenza dalla Campania, per lavoro. Non risulta avessero seri problemi economici nonostante avessero solo lo stipendio del marito e l'appartamento di via Berenini 100 era in affitto da qualche anno.

LO PSICHIATRA -  Gravi disturbi di personalità e manie persecutorie. Sentiva l’ostilità dei vicini di casa e delle persone che vivevano accanto alla sua famiglia, un’oppressione continua che, sino a qualche mese fa, non la lasciava mai. Era questo il male oscuro che affliggeva la mente di Paola Caltabiano e che la scorsa notte, forse, l’ha spinta al terribile gesto di uccidere i due figli e spararsi a sua volta. La cartella clinica del centro di salute mentale dell’azienda Usl a Fidenza, dove la donna era stata in cura, è già nelle mani degli inquirenti ma il gesto della scorsa notte è stato una sorpresa per tutti, anche per i medici. Il suo quadro clinico era infatti decisamente migliorato negli ultimi mesi, dopo l’ultima gravidanza.

«Paola Caltabiano è rimasta in cura nelle nostre strutture sino all’agosto del 2009 – ha spiegato a Tv Parma Pietro Pellegrini del dipartimento salute mentale dell’azienda Usl di Parma – Dopo quella data, in ragione delle sue buone condizioni di salute, non ha avuto più accesso al servizio nè ci sono state segnalazioni o richieste di intervento».

Nessuno insomma poteva prevenire quanto poi sarebbe successo? «Dalle notizie che ad oggi sono in nostro possesso sembra che la situazione si svolgesse nell’alveo della normalità – ha risposto Pellegrini ¨ Non c'erano segni che ci potessero far pensare alla necessità di un intervento preventivo».

UNA TRAGEDIA SCONVOLGENTE - Mentre prosegue l'interrogatorio in caserma dei carabinieri della guardia giurata Salvatore Manfredi, 44 anni, marito e padre della donna morti a Fidenza, gli inquirenti sembrano non avere più dubbi sulla dinamica del fatto di sangue avvenuto la scorsa notte al terzo piano della palazzina di via Berenini 100 a Fidenza: per loro si tratta di un classico caso di omicidio-suicidio.

Attorno alle 2,30 Paola Caltabiano, 42 anni, si sarebbe alzata dal letto dove dormiva con il marito e i due figli, Claudia di 9 mesi e Antonio di 12 anni, si sarebbe recata nello sgabuzzino dove il marito conservava l’arma di servizio, una Smith and Wesson semiautomatica. Con la pistola in pugno è ritornata in camera ed ha sparato un colpo al petto dei due figli e, poi, il colpo alla propria tempia.

L'uomo, secondo quanto ha raccontato ai carabinieri, sarebbe stato svegliato dagli spari e a quel punto non ha potuto fare altro che chiamare il 118 ma per i figli e la moglie non c'era più nulla da fare. Paola Caltabiano, secondo i primi riscontri, soffriva da tempo di depressione. La nascita del secondo figlio sembrava però avere portato serenità nel nucleo familiare. A differenza di quanto emerso nella prima ricostruzione dei fatti, fra i coniugi non ci sarebbe stato nemmeno un litigio e nessuno nella palazzina e negli stabili accanto avrebbe sentito nulla.

LA PRIMA NOTIZIA  (ore 7) - Tragica, tremenda notte a Fidenza, dove è stata compiuta una strage familiare, con tre vittime.

In un appartamento di viale Berenini sono morti una giovane madre e due bambini, rispettivamente di 12 anni e 9 mesi. Potrebbe trattarsi di un omicidio-suicidio, ad opera della stessa donna. Ma i carabinieri stanno ora interrogando il marito della donna, che era in casa al momento della tragedia.

Secondo le prime ricostruzioni, l'allarme è scattato intorno alle 2,30 di questa notte. L'appartamento dove è avenuta la tragedia fa parte di una palazzina a quattro piani. Quando 118 e carabinieri sono giunti sul posto, la carneficina si era già comsumata. Unico superstite, l'uomo: una guardia giurata, che ha raccontato di una improvvisa esplosione di follia da parte della moglie. Una versione che, ovviamente, dovrà ora essere verificata: l'uomo si trova in caserma, dove i carabinieri stanno ascoltando la sua ricostruzione per valutare come effettivamente si sono svolti i fatti.

Importantissimi, per la ricostruzione dei fatti, saranno anche gli accertamenti dei Ris: il reparto scientifico dei carabinieri sta infatti per procedere ai rilievi sulla scena del tragico fatto, per ricostruiirne con esattezza le sequenze.

La notizia ha iniziato a diffondersi, gettando i fidentini nel'incredulità e nello sconcerto.

I PRIMI PARTICOLARI -Con il passare delle ore, filtrano anche i primi particolari sulla ricostruzione della vicenda. La tragedia, fra l'altro, è avvenuta in pieno centro, e quindi la notizia si sta diffondendo tra i fidentini, con la città sotto choc.

A chiamare le forze dell’ordine è stato il marito della donna, un quarantenne impiegato in una ditta di vigilanza.  Secondo il racconto dell’uomo, la moglie, dopo una discussione, avrebbe avuto una improvvisa esplosione di follia e presa l’arma d’ordinanza del marito avrebbe prima colpito al petto, mentre erano nel sonno, i figli, e poi si sarebbe rivolta la pistola alla tempia uccidendosi. E dopo qualche dubbio iniziale, proprio questa sembra al momento la ricostruzione più probabile: pare fra l'altro che la donna avesse avuto problemi di depressione, anche se parevano superati.

Le due vittime inocenti di questa notte di follia sono un maschietto di 12 anni (che pare sia stato udito urlare: probabilmente nel corso di un litigio che avrebbe preceduto la tragedia) e una piccolina di 9 mesi. La madre, Paola Caltabiano, è originaria di Napoli.

Sul posto, intanto, sono giunti oltre ai carabinieri (con anche il comandante provinciale Ceruti) e il reparto dei Ris, il pm di turno, Lupo, e il medico legale Cucurachi.

 

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  • gazzettadiparma.it

    11 Gennaio @ 15.33

    @stefano - Mi limito a dirle che quel libro (visto che lei parla di "cavalcare l'onda") è uscito un anno dopo, e che ne ho parlato in questo spazio per provare a spiegare, rispondendo alle osservazioni di un lettore, che un giornalista, anche se sicuramente il nostro è un mestiere invadente e per certi versi "esibizionista", non vive queste cose freddamente o per specularci. Ma evidentemente, a giudicare dalla sua risposta, fra noi qualcuno che si ritiene uin guru portatore di verità c'è davvero. Ma non mi chieda chi: diversamente da lei , rispetto e non giudico le persone che non conosco...

    Rispondi

  • stefano

    11 Gennaio @ 13.44

    @per BALESTRAZZI "Io personalmente ho avvertito il bisogno di "confessarmi" in un piccolo libro sulla vicenda di Tommy, a scopo benefico (il ricavato è andato all'Ospedale dei bambini). lei lo ha fatto solo perchè cercava popolarità e voleva cavalcare l onda con un gesto travestito da finto buonismo(dare il ricavato in beneficenza) per un mero ritorno di immagine (la sua)...sentire il bisogno di confessarsi?? non poteva andare da un prete? certo il suo egocentrismo ne avrebbe tratto meno godimento,onestamente pensava che davvero la città di prma aveva bisogno di un suo libro con le"confessioni"? l unica lancia che spezzo in suo favore è che ormai questa piaga di protagonismo è totalmente diffusa nel suo mestiere di giornalistà,ormai siete diventati degli opinionisti da 4 soldi se non veri e propio guru autoproclamati portatori di verità

    Rispondi

  • rebelde

    11 Gennaio @ 10.16

    x wolf: guarda caso proprio un istruttore e direttore di tiro..... quale? a segno? si, ma quale poi? e dillo dai, tanto a parma di centri di tiro a segno non ce ne sono poi tanti, vero? ma guarda un po che caso, proprio il direttore e istruttore di tiro!!!! uuu che c..o! dunque,le armi uccidono, ovviamente quelle considerate tali perchè anche l'idiozia di certa gente uccide, anche l'ignoranza uccide, anche l'ipocrisia uccide e pure le menzogne uccidono! e ancora una volta la si smetta con questo antipacifismo che tanto piace a coloro ai quali prudono le mani ogni giorno e amano le armi sin da quando erano piccini quando giocavano con le psitole ad acqua (anche i gioki di armi per i bambini andrebbero vietati). il gioco poi continua quando si diventa grandi arrivando addirittura ad appassionarti a tal punto da diventare sitruttore e ditrettore di un centro di tiro! questo per farti capire che tu sei proprio l'ultima persona che può dire qualcosa riguardo le armi,proprio perchè le ami! ripeto, la maggioranza degli italiani pretenderebbe la libertà di possedere l'arma come negli usa causando così un aumento esponenziale di casi come quest'ultima tragedia! proprio perchè, come dici tu, tra tutti cè sempre qualcuno con la mente NON a posto e si fa poi prendere dall'euforia e causa una strage!!!! lo vuoi capire o no il significato del mio mesaggio, perchè devi eluderlo e spostare il baricentro su altre questioni :-)))? L'ennesima dimostrazione di quanto dico sta proprio nella strage dell'altro ieri negli usa!!!! ti rendi conto o no???

    Rispondi

  • un amico che vi portera nel cuore per sempre

    11 Gennaio @ 07.02

    Ora è facile,tutti parlano!Dottori,politici,giornalisti...solo dopo le tragedie!Abbiate rispetto di questa famiglia,di questi angeli,di quest'uomo che ha perso tutto in un attimo.Ora sento dire che lei era instabile,aveva disturbi,che forse c erano problemi economici....ora e facile parlare perchè prima non si e fatto nulla?Perchè abbandoniamo le famiglie?Io sono un collega di Salvatore,conoscevo Claudia e i bimbi e posso assicurarvi che di famiglie così affiatate ne ho viste poche.Antonio un ragazzino educatissimo,Claudia una bambola con due occhioni azzurri,Paola una donna educatissima e sempre sorridente.Ora pregherei di lasciarli riposare in pace.Signore mio Dio ti prego accoglili tra le tue braccia.Ciao Claudia ,Antonio ,Paola...Non vi dimenticheremo mai.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    10 Gennaio @ 20.37

    @Stefano - Satira ? Su una tragedia del genere ??? - Facciamo così: provo ad andare oltre le tue parole, e prendo per buono lo stimolo di Vercingetorige e anche il modo in cui interpreta le tue parole. E cerco di rispondere anche a Sorbolo 17,45 , che pone a sua volta dei dubbi legittimi. 1) E' logico che certi argomenti suscitino interesse. Ma credo anche che questo interesse vada al di là di una operazione "commerciale": se anche non esistessero giornali o tv o siti, se ne parlerebbe per le strade. Credo, cioè, che un fatto del genere ponga a tutti noi l'esigenza di riflettere: e la stampa, se è fatta con onestà e con rispetto delle persone, dovrebbe servire anche a questo. Un giornale non è solo un prodotto da vendere: è anche uno strumento sul quale una comunità si può confrontare, e magari può anche crescere. E il web, come dimostra questo stesso dibattito, consente anche di riflettere anche sullo stesso comportamento dei giornalisti, anche con critiche - 2) Ciò che invece davvero va evitato sono gli eccessi, le speculazioni, le invadenze: le cose di cui parla, giustamente, Vercingetorige. Noi della Gazzetta abbiamo vissuto una situazione simile a quelle di Yara e Sara con Tommy. E sicuramente abbiamo commesso anche noi degli errori o degli eccessi, perchè vi assicuro che in momenti come quelli ( anche come a Fidenza) il nostro non è un mestiere facile. Ne abbiamo anche discusso parecchio fra di noi. Io personalmente ho avvertito il bisogno di "confessarmi" in un pioccolo libro sulla vicenda di Tommy, a scopo benefico (il ricavato è andato all'Ospedale dei bambini). E una delle più grandi consolazioni del mio mestiere è stato l'assenso - a quel libro - dei genitori di Tommy, che evidentemente vi hanno trovato buona fede, anche nell'autocritica e nei dubbi su certe nostre scelte. 3) Ecco perchè, e concludo, dico ancora a Stefano che mi stanno benissimo le critiche dei lettori, ma non le sentenze superficiali buttate lì. Non è vero che non viviamo con dolore e con dubbi queste vicende (altrimenti saremmo dei mostri), e la soluzione non è certo quella di non parlarne. E aggiungo una cosa: un giornale, o un giornalista, potrebbero speculare una volta, ma il giorno dopo i lettori lo punirebbero. E se non fosse così, la colpa sarebbe del lettore tanto quanto del giornalista. Credo invece che onestà e serietà, in questo come in tutti i mestieri, paghino molto di più: e con il verbo "paghino" intendo dire che il rispetto della gente per me conta molto di più di uina copia venduta. Non è, Stefano, "esagerazione": è solo un metterci con paura ed angoscia davanti a uno specchio, come credo che la vicenda di Fidenza abbia fatto fare in tutte le case, con l'angosciosa domanda: si possono evitare tragedie simili? Co0munque razie a tutti i lettori per questi contributi. (G.B.)

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