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Po, pronto il piano di emergenza in caso di piena

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Cristian Calestani
Sapere dove e come intervenire in caso di una piena del Po, anche nelle aree golenali. E’ questo l’obiettivo semplice a dirsi quanto complesso da perseguire che si pone il «Piano di emergenza per l’area del fiume Po», illustrato ieri mattina in Provincia alla presenza degli esponenti dei vari enti interessati alla cura e alla gestione del Grande Fiume.
Si è trattato di un incontro tecnico durante il quale il funzionario Cecilia Pisi del Servizio di Protezione Civile della Provincia ha esposto le peculiarità di un piano che dovrà ora essere condiviso dai veri enti chiamati a presentare eventuali osservazioni scritte entro un periodo di 45/60 giorni.
«L'obiettivo - ha affermato l’assessore provinciale Andrea Fellini - è quello di giungere all’approvazione dei piani di protezione civile in consiglio provinciale entro la fine dell’anno».
Prima dell’assessore a sottolineare l’importanza del lavoro svolto erano stati il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e Gabriele Alifraco del Servizio di Protezione Civile.
«Tutti ricordiamo la piena del 2000 - ha detto il presidente Bernazzoli - da allora molte cose sono cambiate prevedendo un rialzo dei cinquanta chilometri di arginatura di nostra competenza. Ora siamo consapevoli che si dovrà progredire con un consolidamento della base arginale e anche sul percorso di delocalizzazione delle golene. E’ importante - ha concluso il presidente parlando del piano di emergenza - che tutti gli enti abbiano un riferimento certo in caso di crisi».
«Oggi iniziamo un iter che dovrà poi proseguire con gruppi tecnici chiamati ad apportare eventuali migliorie» ha poi confermato Alifraco.
All’incontro era presente anche l’assessore regionale e presidente di Aipo Alfredo Peri. «Prendiamo atto di un ottimo lavoro svolto sino ad ora - ha dichiarato Peri - adesso sarà fondamentale il costante aggiornamento di questo piano di emergenza per l’area del Po. Dobbiamo lavorare sempre più sul fronte della prevenzione degli eventi dandoci un’organizzazione ed essendo presenti sul territorio».
 Dinnanzi ai rappresentanti di Regione, Prefettura, comuni rivieraschi, Comando provinciale dei Vigili del fuoco, Corpo forestale, Aipo, Servizio tecnico dei bacini degli affluenti del Po, Consorzio di bonifica, Ausl, Arpa, A. O. e Protezione Civile sono stati illustrati i dettagli di un piano che è stato elaborato sulla base degli indirizzi della Regione e con la collaborazione di Aipo, Autorità di bacino del Po e Consorzio di Bonifica.
«Il piano è contenuto in un documento snello in modo da garantire un’applicazione immediata - ha spiegato Cecilia Pisi - si suddivide in due parti relative allo scenario delle problematiche e al modello di intervento con le procedure da mettere in atto in caso di emergenza».
Nello specifico il piano riguardante il Po,  che segue quello redatto dalla Prefettura nel 2000, contiene il censimento delle infrastrutture a rischio poste nelle aree golenali, la caratterizzazione della vulnerabilità dell’arginatura maestra e i modelli di intervento secondo le fasi di: «attenzione», «preallerta» e «allerta/emergenza».

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