Provincia-Emilia

Polesine-Zibello: rivoluzione nelle scuole

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Paolo Panni
«Rivoluzione» in vista per le scuole dell’obbligo di Polesine e Zibello. A fronte di quanto stabilito dalla Riforma Gelmini ed in virtù dello scarso numero di bambini dei due Comuni, a partire dal prossimo anno scolastico, la scuola elementare, per entrambi i centri, avrà sede a Polesine; la media invece a Zibello, nel plesso in cui si trova attualmente la scuola elementare. In futuro, razionalizzazioni riguarderanno anche le scuole dell’infanzia.
Una scelta epocale che era ormai nell’aria. Già lo scorso anno il rischio «fusione» era stato elevatissimo e solo una proroga di un anno aveva ritardato di dodici mesi la decisione.
Oggi alle 16.30, nella sede dell’Istituto comprensivo a Busseto,  il dirigente scolastico Adriano Grossi ed i sindaci Andrea Censi di Polesine e Manuela Amadei di Zibello incontreranno tutti i genitori per comunicare loro non solo le decisioni ma anche le conseguenze, tecniche, che queste comporteranno.
 «Già nel 1997 gli allora sindaci Maestri e Quarantelli - ha ricordato il sindaco di Zibello Manuela Amadei - erano giunti ad un accordo istituendo la scuola consortile di Polesine e Zibello».
Dopo quell'accordo la media era finita a Zibello ed era già stata individuata Polesine come sede dell’elementare.
«In questi anni invece - ha detto ancora la Amadei - grazie anche alla piena collaborazione del sindaco Censi abbiamo mantenuto la scuola elementare in entrambi i Comuni».
Ecco poi la Riforma Gelmini che ha reso necessaria la storica scelta. «Quest’anno - ha spiegato il sindaco di Zibello - non c'è stata alcuna ulteriore proroga e quindi abbiamo effettuato tutta una serie di incontri, anche di carattere tecnico. Dopo aver svolto anche diversi sopralluoghi negli immobili di Polesine e Zibello è emerso che, proprio in virtù delle caratteristiche degli edifici e degli spazi a disposizione, la scuola elementare dovrà essere collocata a Polesine, mentre a Zibello nell’attuale sede dell’elementare, sarà trasferita la media (che da anni si trova invece nell’ex convento domenicano). In questa sede infatti ci sono gli spazi sia per le aule che per i necessari laboratori, anche al piano superiore. Ci rendiamo conto - ha proseguito - che questi cambiamenti potranno creare disagi alle famiglie, ma mi auguro che queste possano comprendere la situazione e cioè che le due amministrazioni si sono dovute assoggettare alle attuali imposizioni legislative. Dopo tutti gli sforzi fatti l’anno scorso, questa scelta obbligata viene presa con grande sofferenza e rammarico ed è senz'altro fra le più dolorose prese dalla mia amministrazione».
Imposizioni che riguardano anche e soprattutto il numero dei bambini. E, come evidenziato, anche per le scuole dell’infanzia (asilo nido e materne) si prevedono novità.
«La materna - ha annunciato l’Amadei - si unifica ma, per motivi tecnici, al momento resteranno aperte entrambe le sedi di Polesine e Pieveottoville. Tuttavia per il futuro saranno necessarie riflessioni per giungere ad una razionalizzazione dei servizi».
Intervenendo su questa decisione, il sindaco di Polesine Andrea Censi ha quindi ricordato la «fattiva collaborazione che in questi anni si è già consolidata fra le due amministrazioni, nel dare vita a tanti servizi che hanno interessato direttamente anche la scuola. Ricordo, in particolare, l’unificazione della media».
 Numeri alla mano, come sottolineato, non c'era scelta. «L'attuale legislazione - ha spiegato Censi - prevede 15 bambini per classe; vale quindi a dire 75 bambini per plesso per un totale di 150 alunni mettendo insieme le due scuole. Ebbene - ha fatto sapere - il prossimo anno i bambini sarebbero stati 116. E’ chiaro che la logica dei numeri ci ha schiacciati ed a quel punto si è resa necessaria un’attenta analisi delle situazione e delle caratteristiche tecniche delle due strutture, con l’obiettivo di fornire ai bambini e alle loro famiglie il miglior servizio possibile in termini di aule, laboratori, mensa, trasporti, sicurezza e quant'altro. Direi - ha affermato - che, ancora una volta, si è giunti alla scelta migliore».
«Era noto - ha proseguito Censi - che tutto questo era inevitabile e grazie alla capacità di collaborazione già collaudata, valorizzando le risorse che abbiamo, siamo giunti a questa soluzione che ci permetterà anche di continuare ad investire sulla scuola».

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