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Gli inquirenti: "A Borghetto un delitto d'impeto"

Gli inquirenti: "A Borghetto un delitto d'impeto"
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E' rinchiuso nel carcere di via Burla Silvano Rainieri, il 52enne accusato di aver strangolato la giovane prostituta rumena trovata senza vita a Borghetto di Noceto. L'uomo appare confuso ed è assistito da un legale d'ufficio.
 «Delitto d'impeto»; «epilogo violento portato a termine da una personalità che soffre di un forte disagio psicologico». E' quanto affermato dal capo della squadra Mobile Enrico Tassi, durante la conferenza in Questura a cui erano presenti il sostituto commissario e comandante delle Volanti Antonio Ciotta, e il commissario capo Roberta Cicchetti. Gli investigatori - coordinati dal pm Roberta Licci - hanno illustrato le fasi delle indagini, partite dalla denuncia della scomparsa della prostituta romena da parte della sua amica e «collega» connazionale e concluse con l'arresto di Silvano Rainieri. «Sulle prime si era ipotizzato un omicidio legato al controllo della prostituzione sul territorio - ha spiegato Tassi - oppure ad un regolamento di conti». Ma gli sviluppi della vicenda - dall'identificazione dell'assiduo cliente nell'operaio di Parola di Fontanellato, il rinvenimento del cadavere di «Cristina», all'interrogatorio risolutivo - hanno preso una unica direzione. «Ranieri si è presentato con ferite al volto e alla mano che ci hanno immediatamente alimentato sospetti sul suo conto». Dai sospetti alle ammissioni, all'accusa di omicidio volontario.

IL RITROVAMENTO DEL CADAVERE E L'ARRESTO. E' un operaio di 52 anni, Silvano Rainieri, ad aver ucciso, strangolandola, Cosmina Emilia Burlan detta "Cristina", la prostituta romena di 20 anni il cui cadavere è stato trovato ieri in un canale nella frazione di Borghetto di Noceto. Rainieri ha confessato l’omicidio nel corso di un lunghissimo interrogatorio a cui è stato sottoposto nella notte in Questura.

L’omicida ha raccontato di aver ucciso perché respinto dalla giovane romena che non voleva avere una relazione sentimentale con lui. Rainieri, che viveva in una frazione di Fontanellato assieme alla madre, lavorava come operaio nel settore alimentare e, secondo gli inquirenti, ha problemi di relazione con il prossimo. Aveva cominciato a frequentare i luoghi in cui la vittima si prostituiva da molto tempo e, da qualche mese, si allontanava in auto con Cristina sempre più spesso. Lo hanno testimoniato, ben prima che l’uomo confessasse, le amiche e le colleghe della ragazza.

Anche la sera del delitto, domenica 23 gennaio, Cristina si trovava nella zona del "Parma&Congressi". È stata vista dalle amiche salire sull'auto di Rainieri e allontanarsi con lui. I due erano diretti a Borghetto di Noceto, la frazione in cui poi si è consumato il delitto. Stando alla ricostruzione degli inquirenti (l'indagine è affidata alla pm Roberta Licci), Rainieri avrebbe manifestato alla donna l’intenzione di avere una relazione stabile con lei, ma Cristina avrebbe decisamente rifiutato l’offerta. La discussione è degenerata: Rainieri avrebbe aggredito la prostituta cercando di strangolarla a mani nude. La ragazza ha opposto resistenza e, probabilmente, la lotta all’interno del veicolo è proseguita per molti minuti.

A inchiodare Rainieri, infatti, il segno di un morso ricevuto alla mano destra: ha ferite sull'indice e sul mignolo. Cristina avrebbe lottato fino all’ultimo e avrebre cercato di chiamare aiuto utilizzando il proprio cellulare. Rainieri però sarebbe riuscito a impadronirsi del telefonino e a scagliarlo in un prato a poca distanza dall'auto. Sempre in base alla ricostruzione degli inquirenti, in seguito l’uomo ha stordito la lucciola stringendole il collo con forza, prima a mani nude, poi - una volta che Cosmina Emiliana è svenuta - con la cintura dei pantaloni. Rainieri si è liberato del corpo gettandolo nel canale e si è disfatto anche della borsetta.

Nel frattempo le altre prostitute che l’avevano vista andar via e non tornare si sono allarmate. Una di loro ha provato a rintracciarla al cellulare, ma inutilmente. Ieri la ragazza si è presentata in Questura per sporgere denuncia sulla scomparsa dell'amica, fornendo un preciso identikit dell’uomo con il quale si era allontanata senza fare ritorno. Le forze dell'ordine lo hanno subito rintracciato e sottoposto ad interrogatorio allo scopo di capire che cosa fosse accaduto. Proprio durante il primo interrogatorio è giunta in Questura la segnalazione del ritrovamento di un corpo femminile in un canale della campagna parmense. Un agricoltore, infatti, si era imbattuto nel cadavere nel corso del proprio lavoro. Rainieri, sottoposto a domande sempre più circostanziate e pressanti ha cercato di negare ma la sua resistenza non è durata molto. È stato portato nel carcere di Parma con l’accusa di omicidio volontario di impeto.

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  • www.gazzettadiparma.it

    26 Gennaio @ 19.06

    Marco, provi a reinserire il suo commento e sarà vagliato, come tutti.

    Rispondi

  • coruzzi angela

    26 Gennaio @ 16.10

    Per Elisa: chiedi dov'era il suo pappone... Devi sapere che per il pappone la vita di Cristina non conta nulla e la sua perdita non è altro che un piccolo fastidio facilmente risolvibile, rimpiazzando senza fatica la postazione di lavoro di Cristina con un'altra povera ragazza, magari venduta per fame dalla sua famiglia (per fame: hai capito bene) oppure raggirata da eventuali prospettive di lavoro qui in Italia che possano garantire una vita migliore a lei e alla sua famiglia. La maggior parte di queste ragazze non ha la minima idea di quello che le aspetta una volta arrivate qua: se tutto va bene, vengono violentate da quello che magari reputano il loro ragazzo, il quale poi le dà in pasto ai suoi amici bestie. Vengono vendute fra papponi come se fossero degli oggetti e si sentono sole, con la paura di tutto. Vivono sotto il ricatto costante che, se non ubbidiscono, i bastardi che vivono al loro paese possono far del male ai loro familiari e subiscono violenze e sevizie quotidiane. Questo non è un film: è una realtà, ahimè, tutta italiana. E ne parliamo quando ci scappa il morto, non quando le vediamo per strada con i loro sguardi persi nel nulla! E ricordiamoci che, se questo mercato forse è l'unico in Italia ad avere una quotazione sempre in rialzo, è grazie a quegli uomini italiani che vanno insieme alle prostitute e che rendono prosperoso questo tipo di sfruttamento. Un abbraccio a Cristina e a tutte le Cristine che popolano le nostre strade. Charlotte

    Rispondi

  • Marco

    26 Gennaio @ 14.15

    Pubblicate i commenti deliranti di Elisa e non pubblicate il mio? Complimenti.

    Rispondi

  • allevatore PR

    26 Gennaio @ 13.48

    ...mi unisco al dolore di una morte assurda, di una ragazza sfortunata, che certo non sceglie lei di fare quello che fa in mezzo alla strada, altrimenti farebbe la ESCORT, ......riaprire le case chiuse no??!?!!? italietta ipocrita

    Rispondi

  • elisa

    26 Gennaio @ 12.59

    x magdi siamo in un paese dove la schiavitu' non esiste........si conosco tante storie di ragazze sulla strada tutte uguali il solito lamento e le solite cose .... e comunque bisogna ricordarsi che nella vita ogni persona fa cio' ke vuole e sopratutto puo' esprimere liberamente opinioni anche xche l'italia e un paese con liberta' di pensiero ..se mi sento superiore ? certo io ho 29 anni ne lavoro da 14 mi sono pagata tutti gli studi io senza aver nessuno ke mi aiutasse e anche tirata su un figlio da sola....mi sono mai prostituita??? nooo!!!! mi sono sempre alzata le maniche e ho lavorato onestamente perche' e' facile aprire le gambe e fare soldi facili....ho una storia anche io vedi?? ma nessuno mi ha mai obbligato a fare niente perche' ho una testa sulle spalle e un cervello... e sono fiera di essere cosi'

    Rispondi

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