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Manovre tra i partiti: volontà di cambiare

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 Paolo Panni

Dopo il «terremoto» politico di un anno fa, culminato con la caduta della giunta Bernardini, San Secondo si prepara alle elezioni anticipate: gli strascichi lasciati dalla «bufera» sono evidenti, la situazione incerta e, da quanto emerge dalle varie parti in causa, è comune una forte volontà di cambiamento. 
Il Pd, che ha giocato un ruolo determinante nella caduta di Bernardini, è pronto a «dare vita ad una lista civica - dice il segretario di sezione Attilio Boselli - aperta a tutti, in cui vi sia un rapporto paritario tra civici e partiti. Al nostro interno abbiamo già parlato di dare vita ad un programma di ampio respiro con l’interno di riportare San Secondo ad avere un ruolo incisivo nelle diverse sedi». Sui nomi dei «papabili» alla carica di sindaco, da tempo, le indiscrezioni vedono, fra i più quotati, gli ex assessori Claudio Pezzarossa, Daniele Pasqualino e Pier Luigi Poldi Allaj ma si parla con insistenza anche dell’architetto Giuseppe Martinelli. 
Da mesi si vocifera anche di un possibile accordo fra Pd e Udc, due partiti che hanno rivestito un ruolo determinante nel «terremoto» politico dello scorso anno. Ma su questo non giunge alcuna conferma con Lino Maranzoni, leader locale dell’Udc e candidato sindaco nel 2007, che si limita a dire: «Non abbiamo ancora stretto accordi con nessuno e siamo alla “finestra”». Ma non è velato nel messaggio che lancia sostenendo che «se il Pd dovesse aprire anche l’estrema sinistra, da parte nostra ci sarebbe sicuramente una chiusura». Maranzoni aggiunge: «Stiamo lavorando con l’obiettivo di dare a San Secondo un’amministrazione degna di questo paese. Auspico che tanti giovani possano partecipare a questo progetto. Personalmente sono disponibile solo ad entrare in lista come candidato consigliere. Non sono disponibile ad una candidatura a sindaco». Una considerazione che vede concorde anche l’ex sindaco Giorgio Berti, da decenni impegnato in politica, al fianco di Maranzoni nel 2007. «San Secondo - sostiene Berti - ha bisogno di rompere con un passato che ha creato tutti quei problemi che sono lì da vedere. Ora occorre una proposta veramente nuova, dando anche al paese un segnale di pacificazione. Per questo sono disponibile a collaborare ed a portare il mio bagaglio di idee e di esperienze ma ho deciso di fare un passo indietro». 
Nel centrodestra Davide Bandini del Pdl (consigliere comunale nell’ultima legislatura) fa sapere: «Il nostro direttivo deve ancora riunirsi per discutere delle possibili alleanze ma ci troveremo a giorni. Nel frattempo, mi complimento col commissario straordinario Attilio Ubaldi che, in un anno, ha fatto ciò che Bernardini non è riuscito a fare in 7 e, finalmente, in comune i dipendenti hanno ritrovato la necessaria armonia». Se uno dei nomi che continuano a girare è quello di Antonio Dodi (già quattro anni fa era stato ad un passo dalla candidatura a sindaco) che, da mesi, nega la possibilità di essere «della partita», fra le novità spicca la nascita di un movimento civico, composto da persone di diversa estrazione, di cui è portavoce Roberto Longari. «Un gruppo che operi per il bene del paese andando a risolvere problematiche aperte ed irrisolte da anni, se non da decenni. Il degrado in cui versa San Secondo - fa notare - è evidente e la necessità di un forte cambiamento è chiara. Siamo aperti e disponibili a confrontarci con tutti. Sul tavolo ci sono già diverse idee, fra queste potenziare quelle ricchezze che la storia ci ha dato». Una su tutte, la rocca che, a detta di Longari «deve tornare ad essere “produttiva” e deve essere non solo il simbolo del paese ma anche l’emblema della rinascita di San Secondo. Contiamo già - conclude - su un buon gruppo di lavoro. Chi fosse interessato può contattarmi allo 0521.873734». 
Sono al lavoro anche parte degli ultimi amministratori che hanno affiancato Bernardini fino al giorno della caduta. Fra questi spicca Massimiliano Dall’Argine, da tempo indicato come possibile candidato sindaco della lista civica alla quale collabora anche l’ex sindaco.  «Sono convinto - afferma Dall’Argine - che governare con trasparenza e partecipazione sia molto più difficile che farlo con le dinamiche attuali. Le due sfide con cui dovremo confrontarci - afferma - sono la necessità di fornire un servizio ai cittadini professionale, efficiente e tempestivo da parte degli uffici comunali e togliere ai cittadini la paura di interagire con l’amministrazione mostrando apertura, disponibilità, accettazione delle idee e, dove sia possibile, pianificare l’attuazione di queste ultime, ritengo che in un'amministrazione evoluta sia diritto di un cittadino di chiedere di partecipare alla vita politica. Proprio per garantire fin da subito il diritto dei cittadini a dire la propria - conclude - si potrebbe anche pensare alle primarie per scegliere il candidato sindaco».

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