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Testimonianze dirette e ricerca: i ragazzi si affacciano alla Storia

Testimonianze dirette e ricerca: i ragazzi si affacciano alla Storia
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Chiara de Carli

«Hai avuto paura?» è stata la domanda più ricorrente tra tutte quelle fatte dagli alunni delle  medie di Mezzani al cavalier Mario Pasquali, reduce di Cefalonia e presidente della sezione di Parma dell’Associazione nazionale «Divisione Acqui».
Un incontro  interessante e piacevole per le tante persone che hanno partecipato all’appuntamento conclusivo delle celebrazioni della Settimana della memoria organizzato in sala don Bernini. Ad introdurre la mattinata è stata l’assessore alla scuola Liana Lambertini, affiancata dal sindaco Romeo Azzali e dall’insegnante e coordinatrice del progetto Lauretta Magnani. «Mario Pasquali - ha spigeato la Lambertini ai ragazzi - è uno dei superstiti dell’eccidio di Cefalonia compiuto dai reparti dell’esercito tedesco contro ei soldati italiani. E’ uno dei testimoni di quella tragica pagina di storia in cui più di 9000 soldati italiani, tra cui molti parmigiani e quattro mezzanesi, morirono». Pasquali ha quindi rivissuto tanti momenti della seconda guerra mondiale: dalle battaglie alla deportazione destando viva curiosità nei ragazzi e commozione negli adulti. «La paura è stata sempre la mia compagna» ha  risposto Pasquali ai ragazzi, raccontando l’episodio dell’eccidio da cui si salvò solo perchè la pistola che già puntava verso di lui si inceppò. Il progetto di storia «Il futuro della memoria» sviluppato dagli insegnanti e alunni della scuola media di Mezzani continuerà nei prossimi mesi: in collaborazione con l'Anpi, i ragazzi parteciperanno al concorso intitolato alla memoria di Josif Isakovic, centrato sui principi fondanti della Costituzione. «Il progetto ha la finalità di approfondire importanti tematiche storiche legate sia alla II Guerra Mondiale che alla storia locale, ma non solo, vuole infatti avviare gli studenti al gusto della ricerca storica» ha spiegato la  Magnani, affiancata dalle colleghe Donatella Miglioli e Mariella Lottici.

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  • Orazio Pavignani

    09 Febbraio @ 12.25

    assolutamente d'accordo con l'intervento della proffessoressa Lauretta Magnani, mi unisco a lei per i concetti esposti, e approfitto per portare un'indiretto saluto all'Amico mario Pasquali.

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  • Massimo Filippini

    08 Febbraio @ 23.54

    Gentile prof. ssa Magnani, rispondo sinteticamente a quanto mi ha scritto e anzitutto mi scuso con lei e gli altri ma le assicuro che le mie parole avevano ben altro scopo che quello di offendere qualcuno. Capisco perciò il suo risentimento ma, nel fare nuovamente ammenda, mi permetto di dirle che ‘Filippini’ –come ella mi chiama- è Figlio di un ufficiale assassinato a Cefalonia -e mi sarei aspettato che almeno lo avesse accennato- ma fa niente: in secondo luogo ‘Filippini’ è un avvocato già t. col. AM in congedo e tra gli studiosi di Cefalonia è il PRIMO in assoluto che ha portato una ventata di VERITA’ attraverso un’ ininterrotta serie di studi e ricerche di ogni genere –di cui quella sui dati dei Caduti è l’ultima ma non è la sola- di cui voglio credere che Ella non sia molto al corrente ma che gli altri –specie i miei acerrimi nemici politicizzati- conoscono assai bene per aver essa smontato il castello di menzogne da loro edificato in tanti anni di egemonia storico-culturale proprio da me messa in crisi.. Si dà il caso inoltre che io sia in possesso ed abbia analizzato anche quanto scrisse il Reduce Pasquali che ricordo presente a Cefalonia nel 2003 in occasione di un Convegno in cui io feci da Relatore –come certo ella non sa- ed a lui, come Reduce della triste vicenda, rivolgo un affettuoso saluto perché –sia ben chiaro- io non gli imputo alcuna colpa nelle sue ‘memorie’ ma solo una disinformazione su alcuni punto fondamentali della vicenda a lui come a tanti altri -studiosi e non- ignoti perchè le FFAA nel 1948 ‘secretarono’ per 50 anni gran parte della Documentazione ‘scottante’ sulla vicenda di cui erano depositarie –prime fra tutte le RELAZIONI (sui ‘fatti’ di Cefalonia e sull’operato del cap. Apollonio) del t. col. Livio Picozzi membro di una nostra Missione Militare colà inviata addirittura nel 1948 di cui fece parte –tra l’altro- il cappellano del 33° rgt art don Romualdo Formato successivamente divenuto Parroco della Chiesa del S. Cuore a Roma dove con mia Madre e mio Fratello andai molte volte nei primi anni’ 50 a sentire le sue parole di conforto per la perdita di un Padre e di un Marito anch’ Egli - forse– trovatosi là per caso…. Detta Relazione -da me scoperta e riportata alla luce- sarebbe da sola sufficiente a smentire molte inesattezze -(lo sa che i Caduti tedeschi furono appena una quarantina ?) e di menzogne dette su Cefalonia ma poiché pochi la conoscono – e molti fingono di non conoscerla- io vengo accusato di ‘lesa verità’ dei fatti mentre sono gli altri che dovrebbero leggerla e poi chiedermi scusa.. Naturalmente le mie conoscenza acquisite –ripeto- in cinquanta e più anni di ricerche sono talmente vaste e documentate che ella mi consentirà di sorridere con garbo alle sue insinuazioni circa una mia presunta ignoranza di documenti in materia poiché se vedesse solo una parte di quelli da me accumulati in tanti anni di ricerche resterebbe attonita. Sul punto la prego di credermi perché non sono io a dirlo ma le persone competenti, oneste e perbene -che ancora ci sono in grandissimo numero- le quali mi stimano al contrario di una minoranza politicizzata che mira ad impossessarsi della tristissima vicenda esclusivamente per fini ideologici per raggiungere i quali non esita a dipingere la realtà come vorrebbe che fosse accaduta e come in effetti accadde scandagliando e denigrando chi si è ‘permesso’ –come me- di scoprirla e renderla nota. Mi rendo conto che sarebbe troppo lungo continuare ed allora terminerò inserendo in calce il link ad un mio articolo scritto nella RIVISTA UNUCI (Unione Naz. Uff. li in Congedo d’Italia) che mi è particolarmente caro e che spero anch’Ella condivida: lo troverà a pag. 17 del link http://www.unuci.org/Sito/rivista/Rivista%202009/Unuci_07_08_09_.pdf Con ii migliori saluti Avv. Massimo Filippini

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    • Massimo Filippini

      09 Febbraio @ 19.26

      Gentile prof. ssa Magnani, dopo aver chiarito ciò che c'era da chiarire, posso sperare di avere una risposta nel merito di quanto le ho detto sull'argomento 'Cefalonia' o no ? Con i migliori saluti Massimo Filippini

      Rispondi

      • lauretta magnani

        10 Febbraio @ 20.35

        Gent.le avv. Filippini, solo ora ho avuto modo di leggere la sua risposta al mio intervento e, visto il diverso tono della lettera, accetto le sue scuse e le rispondo con piacere. Da subito esprimo tutto il mio rispetto per il suo papà, che lei ha perduto prematuramente a Cefalonia, e voglio precisare che il solo motivo per cui non l’ho citato è stato perché già lei ne aveva parlato e io non avevo nulla da aggiungere, se non la mia solidarietà, che le esprimo ora. Per quanto riguarda le diverse tesi sui fatti accaduti a Cefalonia, io so bene, facendo ricerca storica in ambito universitario da più di 25 anni, che con Cefalonia si tocca un tasto molto sensibile, come del resto accade anche per tanti altri eventi legati alla II Guerra Mondiale e non, avvenimenti tutto sommato relativamente recenti e facilmente strumentalizzabili e strumentalizzati a fini politici. MA IO DI QUESTO NON VOGLIO PARLARE. La mia risposta al suo intervento non era volta a denigrare lei e la sua ricerca, che ho infatti affermato di rispettare, quanto piuttosto a difendere il lavoro di persone serie, fra cui mi sento di annoverarmi, che vogliono solo che i ragazzi crescano nella consapevolezza dell’importanza della pace, e che mi è parso venissero ingiustamente accusate di scorrettezza e di falsità. Aggiungo anche, e questo i miei studenti possono confermarlo, perché glielo dico di continuo, che ciò che più conta nella loro formazione è l’acquisizione del senso critico, quindi non partirà MAI certo da me il limitare ad una sola voce, DI NESSUNO, la ricostruzione storica. Non c’è pertanto alcuna preclusione da parte mia nei confronti di qualcuno, quindi tantomeno nei suoi. Io non ho mai avuto modo di sentire personalmente una sua conferenza, ma conosco le sue tesi e la passione che mette nel sostenerle, ho inoltre più volte visitato il suo sito. Se quindi dovesse accadere che un giorno venga a parlare dalle nostre parti, sarò lieta di venire a sentirla. Auspicando che ogni dubbio e polemica siamo stati fugati, la saluto cordialmente prof.ssa Lauretta Magnani

        Rispondi

        • Massimo Filippini

          12 Maggio @ 12.01

          Gentile prof. ssa Magnani, memore del gradito scambio di idee con Lei avuto di recente Le invio -qualora non l'abbia letto- il link con una breve sintesi della Conferenza da me tenuta il 16 aprile scorso a Monterosi (VT) sul tema 'La tragica vicenda della div. Acqui a Cefalonia'. Come vedra non tutti -grazie a Dio- disprezzano e trattanto con la sicumera tipica degli 'ignoranti' (dal verbo 'ignorare') la fatica che da decenni isostengo -SENZA SPONSORIZZAZIONI DI PADRINI POLITICI- per divulgare la Verità su Cefalonia. http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=36423 Cordiali Saluti Massimo Filippini

          Rispondi

  • lauretta magnani

    05 Febbraio @ 22.32

    Io invece mi domando come una persona, nel caso Filippini, che non era presente all’incontro tenutosi il 1 febbraio a Mezzani con Mario Pasquali, possa permettersi di accusare la sottoscritta, Lauretta Magnani, il sindaco di Mezzani e l’assessore Lambertini di (cito le sue testuali parole): “continuare a diffondere dati e notizie false su Cefalonia con l’ausilio di Mario Pasquali”. Già il termine continuare mi turba: continuare? Chi? Dove? Ci siamo forse già visti? Ci ha per caso sentito parlare in altre occasioni? Se la cosa non fosse offensiva, oltre a puzzare di “ solo io so come stanno davvero le cose”, mi verrebbe da pensare che Filippini abbia qualche spia al suo servizio - e se così fosse, neppure troppo in gamba, perché non gli ha riferito il vero - che si intrufola negli incontri organizzati dalle scuole, per vedere se la verità storica su Cefalonia, di cui Filippini si è da anni autoeletto portavoce, viene insegnato ai giovani. Vorrei tranquillizzarlo: nessuno di noi ha diffuso false notizie, nessuno ha parlato di numeri o di referendum fra i soldati. La sottoscritta, che è anch’essa figlia, però di un superstite di Cefalonia, da anni legge i dibattiti su questo tragico evento e sa che Filippini è una voce fuori dal coro, ma non per questo si sente e si è mai sentita autorizzata a offenderlo e a definirlo” sommamente disonesto” o a dire che “racconta balle” come invece quest’ultimo ha scritto di me e delle altre persone coinvolte. Lavorando da anni nella ricerca storica non ho certo bisogno di Filippini per sapere che le testimonianze orali vanno prese con cautela, così come so quante problematiche siano ancora legate alla lettura storica di questo eccidio. Pasquali, che certo non sa nulla, perché, come dice Filippini, si è solo trovato là a Cefalonia a quel tempo (e dico poco!) non è un disonesto, è un signore anziano che racconta la sua esperienza di soldato, le sue paure e il male della guerra a dei ragazzi a cui noi, scuola, vogliamo fare arrivare non le trame segrete degli alleati e neppure l’incompetenza dei comandanti - e non voglio entrare nei dettagli - ma solo una testimonianza di vita vissuta. Se poi Filippini è stato tratto in inganno dal fatto che si sia parlato di ricerca storica, si tranquillizzi ancora una volta, perché non avevamo intenzione di farla attraverso questa testimonianza, ma su altri argomenti e con altri documenti, di cui Filippini, ovviamente, non può sapere assolutamente nulla. Mi pare quindi logico concludere che non sia legittimato a sputare sentenze, a denigrare la scuola e a mettere in dubbio la sua credibilità, senza sapere in realtà di cosa stia parlando. So bene che per lui la questione delle cifre è fondamentale, e potrebbe esserlo, ma noi non ci siamo addentrati, perché non era questa la nostra finalità, non di questo si è parlato. Lo invito, in conclusione, con cordialità, a stare attento ad accusare le persone di raccontare balle, perché, francamente, io, partecipando a incontri vari su Cefalonia, non ho sentito parlare dei suoi libri come se fossero la summa della verità storica su tali fatti. Lui ci ha lavorato, ha ricercato e io rispetto il suo lavoro, impari anche lui dunque a rispettare le iniziative degli altri. Un vero storico può dissentire, certo, ma solo se è bene informato dei fatti e, preferibilmente, in modo rispettoso. E la chiudo qui! prof.ssa Lauretta Magnani

    Rispondi

  • Massimo Filippini

    03 Febbraio @ 18.37

    Mi domando con che coraggio l’assessore Lambertini, il sindaco Azzali e l’insegnante e coordinatrice del progetto Lauretta Magnani continuino a diffondere DATI E NOTIZIE FALSE su Cefalonia con l'ausilio di Mario Pasquali un ultraottuagenario reduce nelle vesti di 'STORICO' -solo perchè si trovò colà- di una tragica vicenda avvenuta non a seguito di un ridicolo referendum ma per l' ORDINE DI COMBATTERE inviato al gen. Gandin dal Comando Supremo in cui NON morirono "9000 soldati" ma -FORTUNATAMENTE- meno di 1.700 tra Caduti in combattimento (circa 1300) e Fucilati dopo la resa (300/350 Ufficiali TRA CUI MIO PADRE). Ne ho scritto in 3 libri LA VERA STORIA DELL'ECCIDIO DI CEFALONIA 1998; LA TRAGEDIA DI CEFALONIA. UNA VERITA' SCOMODA 2004; e specie nell'ultimo I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO Ibn ed. Roma 2006 ho trattato il problema del dato delle Vittime enormemente inferiore a quello di 9/10.000 che i si vuole far credere alla gente ancora oggi. . Per avere conferma di quanto dico ci si può informare all'Ufficio ALBO D'ORO del Min. Difesa in via Sforza 4/b 00184 ROMA dove i morti -a Cefalonia- risultano essere 1.639 (Milleseicentotrentanove) e non 'più di 9.000'. Mi dispiace per il Sindaco e gli altri ma E' ORA DI SMETTERLA CON LE BUGIE E I FALSI SU CEFALONIA perchè è sommamente DISONESTO raccontare ANCORA certe balle ai giovani. Dimenticavo: i tedeschi ebbero in TUTTO meno di 40 (quaranta) morti: e noi ne avremmo avuti 9/10. 000 ? avv. Massimo Filippini Orfano del magg. Federico Filippini fucilato il 25/9/1943 a Cefalonia dalle belve tedesche

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