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Morto don Remigio: settantadue anni al servizio di Dio

Morto don Remigio: settantadue anni al servizio di Dio
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 Paolo Panni

Ha servito umilmente il Signore, e la Chiesa, per 72 anni. Lo ha fatto silenziosamente, nello stesso silenzio con cui venerdì sera, intorno alle 22, ha chiuso gli occhi per sempre. Aveva 98 anni.
Ancora una volta monsignor Remigio Malvisi ha risposto «Eccomi». Lo aveva fatto il 2 luglio 1939 quando il vescovo diocesano monsignor Mario Vianello lo aveva ordinato sacerdote; lo ha ripetuto in una fredda sera d’inverno quando il Padre Celeste, che tanto ha amato, lo ha chiamato con quel sublime  «Vieni, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore» (le stesse parole che i parrocchiani di Sant'Andrea di Busseto hanno scelto per il manifesto funebre col quale annunciano la morte del loro pastore e si uniscono al lutto dei familiari, della diocesi di Fidenza e del vicariato di Busseto). 
Nell’intera diocesi di Fidenza ha destato unanimi sentimenti di profondo cordoglio la notizia della scomparsa di monsignor Remigio Malvisi, alla guida della piccola ma vivace comunità cristiana di Sant'Andrea dal 1944. Con la sua morte si è chiuso uno straordinario capitolo della storia di Sant'Andrea, piccolo borgo di campagna nel quale non esiste una sola persona che da monsignor Remigio non abbia ricevuto almeno un sacramento. 
Don Remigio  amava definirsi un «povero prete di campagna», ma in verità era un sacerdote straordinario, di profonda fede, molto amato da tutti. 
Nato a San Vittore di Salso l’1 gennaio 1913 ed ordinato a Fidenza il 2 luglio 1939, dopo alcune e brevi esperienze in qualità di vicario a San Giovanni in Contignaco, Soarza, Bargone e San Nicomede, è arrivato a Sant'Andrea il 14 gennaio 1944 affiancando l’anziano parroco di allora don Antonio Scazzina. Alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1947, è diventato parroco di Sant'Andrea e dalla frazione bussetana non si è più mosso. Cappellano di Sua Santità, in passato è stato anche amministratore a Semoriva e a San Rocco mentre nel 2008, nel Teatro Verdi, è stato insignito della benemerenza civica «Città di Busseto».
 Sacerdote di fede incrollabile,   ma anche di profonda umiltà ha lasciato in ogni campo  ricordi di bontà e grande fedeltà al suo ministero. Ha formato generazioni di persone alla vita cristiana ed il suo apostolato è stato anche impreziosito da una speciale fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose femminili, sorte e maturate nell’ambiente parrocchiale.
 Sempre «aggrappato» alla Croce di Cristo e al Vangelo, ha  vissuto in  povertà riservando  alle persone deboli e agli ammalati i frutti ed i doni della sua  generosità. Ha sempre avuto particolarmente a cuore il decoro della sua chiesa, promuovendo nel corso degli anni importanti lavori di sistemazione e restauro, spesso e volentieri coperti con i suoi personali risparmi. 
Ultimo lavoro realizzato, in ordine cronologico, è stato il rifacimento del piazzale esterno, appena pochi mesi fa. Opera, anche questa, che monsignor Malvisi ha pagato di tasca propria. 
  Appartenente ad una famiglia di esemplari sentimenti cristiani, che alla Chiesa ha donato anche una figlia (suor Anna Maria Assunta, figlia di Sant'Anna, scomparsa   diversi anni fa) ha profondamente amato la sua gente. Straordinaria «memoria storica», era uno dei parroci in carica più anziani d’Italia. Ha celebrato la messa, nella sua chiesa, fino a pochissime settimane fa e solo il primo gennaio scorso era stato festeggiato   il suo 98° compleanno. Poi l’aggravarsi delle sue condizioni di salute ha reso necessario il ricovero ospedaliero e venerdì sera, vegliato dal vescovo diocesano monsignor Carlo Mazza, ha chiuso gli occhi col suo inimitabile sorriso.
 Da ieri il feretro si trova nella chiesa parrocchiale di Sant'Andrea. Qui in tantissimi ieri sera hanno partecipato alla veglia funebre, che sarà ripetuta anche stasera,  alle 20.30 mentre domani,   alle 14.30, si terranno i funerali presieduti dal vescovo monsignor Carlo Mazza. 
Don Remigio lascia la sorella Vittorina, il fratello Giulio e   i nipoti. 
 

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