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Collecchio - Abitazioni al posto del Sacro Cuore

Collecchio - Abitazioni al posto del Sacro Cuore
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 Gian Carlo Zanacca

Approvato ieri, durante la seduta del Consiglio comunale di Collecchio, il piano di recupero del Sacro Cuore, il complesso situato in via Valli di fronte all’entrata di servizio del Parco Nevicati.
L’ex orfanotrofio verrà riconvertito a destinazione residenziale: al posto delle antiche camerate che ospitavano le bambine, verranno realizzate una trentina di unità abitative, incluse le palazzine che sorgeranno in una parte retrostante l’edificio.
 «In uno dei luoghi più suggestivi del Comune - ha detto  il sindaco Paolo Bianchi -  che segna il confine tra i boschi di Carrega e la collina, prende avvio, dopo una lunga vicenda giudiziaria, uno dei progetti più significativi per la riqualificazione del patrimonio urbano del nostro comune». 
 L’architetto Pietro Zanlari, che ha curato il progetto su iniziativa della ditta So.Par.Co. srl, lo ha illustrato al Consiglio coadiuvato dall’architetto Cristina Ciotola.
Il progetto prevede la riqualificazione ambientale e paesaggistica delle pertinenze e del verde circostante. Per il recupero, infatti, sarà sfruttata una porzione di zona verde posta alle spalle dell’immobile principale. Un intervento pensato in modo da non stravolgere l’impianto architettonico dell’ex orfanotrofio e studiato per mantenere le caratteristiche di un edificio storico di grande importanza anche «affettiva» per l’intera collettività. 
Gian Carlo Dodi, assessore all’urbanistica, ha rilevato la «qualità della progettazione del piano urbanistico che, pur mantenendo l’impronta storica del complesso, qualifica sia l’edificio principale della struttura sia la zona ad esso annessa».
 La casa del custode ormai fatiscente, per esempio, verrà demolita. I volumi dell’edificio verranno recuperati realizzando tre nuovi immobili nella parte a verde che si trova dietro al Sacro Cuore. 
Il progetto prevede il restauro dell’oratorio, il risanamento conservativo dei fabbricati posti sulla strada della Valli, la rimozione di alcuni edifici fatiscenti e la realizzazione di nuovi edifici a basso impatto ambientale. 
Per quanto riguarda l’ex oratorio annesso al complesso, ben visibile in corrispondenza dell’uscita secondaria del Parco Nevicati su via Valli, il sindaco Bianchi ha sottolineato che «non vi sarà nessuna novità da un punto di vista strutturale. La chiesa verrà consolidata e mantenuta nella sua veste attuale in attesa di verificarne il possibile utilizzo futuro sia da parte della So. Par. Co. Srl, sia da parte dell’Amministrazione». 
Particolare cura è stata posta nella riqualificazione paesaggistica del complesso con la valorizzazione della parte frontale dell’edificio che guarda su via Valli, e della parte rivolta verso i Boschi di Carrega con la collocazione di alberature autoctone.
La proposta di delibera è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. Si è  astenuto Gian Luca Belletti del gruppo di minoranza «Per Collecchio solidale»; contrari gli esponenti del gruppo, sempre  di minoranza,  «Liberi e uniti per Collecchio»: Luigi Tanzi, Paolo Chierici, Francesco Fedele, Patrizia Caselli, Luigi Montani e Walter Civetta. 
Motivo? L’incertezza in merito alla destinazione dell’ex oratorio, i nuovi volumi previsti sul retro dell’ex Sacro Cuore, la viabilità e la rumorosità delle feste al Parco Nevicati.

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  • Fra Gherardino da Ozzano

    13 Febbraio @ 18.41

    Premesso che mi chiamo Giovanni e non Luigi (che era mio padre), credo che si sia compiuto un grave errore a stralciare di fatto l'oratorio dal complesso residenziale. La soluzione più giusta era una destinazione alberghiera che poteva recuperare l'immobile insieme all'oratorio come centro congressi. L'oratorio in questione è infatti vincolato dalla soprintendenza e quindi non si può demolire nè può essere modificato nell'aspetto esteriore (quindi non ci si possono ricavare appartamenti per mancanza di finestre), quindi a questo punto la destinazione d'uso offre ben poche alternative (come sala riunioni o gioco bimbi del condominio mi sembra un eccesivamente ampia ...). Andrà a finire che il Comune la dovrà riacquistare, pagandola. Sarebbe stato meglio un accordo che avesse previsto la donazione dell'immobile al comune, in alternativa come parziale monetizzazione degli oneri urbanistici. Ecco il motivo del mio voto contrario. Grazie.

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