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Un intero paese per l'addio a Ceci, simbolo di passione e sacrifici

Un intero paese per l'addio a Ceci, simbolo di passione e sacrifici
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 Chiara De Carli

Per un attimo il corteo che seguiva la bara di Bruno Ceci ha rallentato: davanti alla cantina che accoglie chi entra a Torrile e che porta il suo cognome, come a fargli dare un ultimo, orgoglioso sguardo a ciò che aveva contribuito a creare. 
Quasi una passeggiata dall’azienda di famiglia fino davanti alla chiesa di San Biagio, pochi metri di strada nei quali è racchiusa tanta parte della storia della famiglia Ceci di cui Bruno era uno dei pilastri. Ad attenderlo al termine di questo breve tragitto, sul sagrato e poi dentro la chiesa, la figlia Paola, le nipoti Chiara ed Elisa, i famigliari, gli amici di una vita e tutti i dipendenti delle Cantine Ceci che si sono mestamente ritrovati a dare l’addio ad una persona che aveva saputo farsi amare, stimare e rispettare da tutti. 
Quasi a vegliare su di lui, durante tutta la funzione religiosa officiata da don Daniele Bonini, il labaro dei combattenti e reduci di guerra, l'associazione di cui Bruno Ceci faceva parte. Una cerimonia toccante, soprattutto quando il parroco ha ricordato le  doti di Bruno: il carattere gioviale, la  passione per il lavoro, il  desiderio di creare qualcosa di importante per sé e per la sua famiglia e la  devozione a Padre Pio. Caratteristiche ben note a tutti coloro che affollavano la chiesa. Non solo torrilesi ma anche tanti che l'avevano conosciuto quando -  agli albori della carriera - si occupava delle consegne del lambrusco prodotto dal fratello Giovanni nella cantina che insieme avevano voluto  proprio a Torrile. 
Tanti lo ricordano al lavoro: «Un uomo che non si tirava mai indietro e che ha fatto tanti sacrifici», dicono gli amici. Un uomo che ha saputo farsi amare anche dai dipendenti, con cui aveva creato un clima famigliare e che ieri piangevano la scomparsa di uno «zio» e non di un datore di lavoro. Anche se nel 1998 lui e il fratello Giovanni avevano deciso di farsi da parte e lasciare la guida dell’azienda ai figli, Bruno era rimasto una figura presente in cantina. Nonostante negli ultimi anni si fosse concesso un po' di tempo per dedicarsi a quei viaggi che prima sognava ma che non aveva mai trovato il tempo di fare, non mancava di far sentire la sua vicinanza alla famiglia e ai dipendenti. Una vita ricca di soddisfazioni e costellata di successi che si è conclusa lunedì  quando, a 87 anni, si è spento dopo una breve malattia. 
 

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