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Casale: l'abside dell'oratorio torna a brillare

Casale: l'abside dell'oratorio torna a brillare
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Cristina Pelagatti
Gli abitanti di Casale hanno un motivo per festeggiare: l’interno dell’oratorio di San Rocco è tornato a risplendere, almeno in parte. Grazie al lungo lavoro delle restauratrici Carlotta Chiari e Cecilia Torti, infatti, sono tornati alla luce gli affreschi dell’abside dell’oratorio di San Rocco. La costruzione dell’oratorio di Casale, il più antico della valle del Baganza dedicato a San Rocco, risale al 1400 per quel che riguarda la base, la parte dell’abside, successivamente aggiunta, è del 1700. Di proprietà della famiglia Cella, i due fratelli Tommaso e l’arciprete Angelo Cella ottennero nel 1779 il permesso di celebrarvi la messa quotidiana, donandola nel 1792 alla parrocchia di Carignano, perché divenisse oratorio pubblico.
E nel tentativo di restituire alla comunità di Casale un po' dell’antico splendore, la Parrocchia di Carignano, la Diocesi di Parma e alcuni parrocchiani generosi hanno finanziato il restauro dell’abside. Il progetto è stato affidato alla ditta Metodo snc di Carlotta Chiari e Cecilia Torti: le due restauratrici, per diversi mesi, hanno compiuto un vero e proprio lavoro di cesello. «La decorazione originaria era coperta da vari strati di insaccature successive - hanno spiegato -, abbiamo effettuato campionature e mano a mano sono venute fuori decorazioni a calce sulle quali abbiamo lavorato, mantenendo il più possibile l’originale e, dove possibile, abbiamo fatto qualche ricostruzione esaltando l’originale. La difficoltà in questo caso - hanno specificato le due restauratrici - è che solitamente le decorazioni sono ripetitive, qui sembrano ripetitive perché sono stati rispettati i canoni ma, in realtà, sono composte da particolari sempre diversi e dove mancava l’originale non abbiamo potuto ricostruire».
Originali Le restauratrici hanno lavorato per riportare alla vista gli affreschi originali del 1700 prima con la pulitura a secco (con spatola e bisturi), poi con il consolidamento degli intonaci, stuccandoli con iniezioni di malta idraulica, in seguito hanno effettuato stuccature con grassello di calce e polvere di marmo e per finire hanno lavorato sui colori con ritocchi ad acquerello.
«Il progetto è stato seguito dalla Soprintendenza ai Beni artistici - hanno spiegato le restauratrici - ed i parrocchiani hanno avuto molta pazienza a sopportare i disagi che ha comportato la lunga ristrutturazione».
Dalla fine di maggio del 2010 al febbraio scorso, mentre proseguivano i lavori nell’abside infatti, le messe della domenica sono state regolarmente celebrate da don Giuseppe Fadani, parroco di Carignano: Casale, infatti, pur rientrando nel comune di Felino, appartiene ecclesiasticamente alla parrocchia di Carignano.
«La comunità ha mostrato molto entusiasmo per ciò che è uscito dal restauro - ha commentato don Giuseppe - il nostro auspicio è di poter trovare finanziamenti affinché possano essere restaurate anche le volte e la pareti della navata e la parete della controfacciata. Economicamente è un grande impegno: per il restauro la parrocchia di Carignano, grazie alla diocesi ed alle donazioni dei parrocchiani, ha speso 25 mila euro, per continuare l’opera ci vorrebbe il doppio di quella cifra».
Mentre la comunità di Casale ammira l’abside restaurata ed attende speranzosa i finanziamenti per veder tornare completamente alla vita l’oratorio di San Rocco, l’attività pastorale non si ferma. Don Giuseppe celebra la messa ogni domenica mattina alle 9.30.
 

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