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Sequestro Dall'Orto: sparita la canottiera del rapitore

Sequestro Dall'Orto: sparita la canottiera del rapitore
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Sono spariti nei passaggi fra vari tribunali, gli indumenti, corpo di reato, trovati addosso alla reggiana Silvana Dall’Orto il primo maggio 1989, la notte della sua liberazione dopo essere stata sei mesi e mezzo in ostaggio dell’Anonima sarda: sono la maglietta gialla che uno dei rapitori aveva allungato alla moglie dell’imprenditore Giuseppe Zannoni per farla riparare dal freddo, la coperta imbottita con cui era stata avvolta stretta da una corda e altri oggetti ancora che vennero rinvenuti quando la polizia la soccorse sul bordo dell’autostrada della Cisa. Oggetti sui quali si sperava di trovare tracce di Dna dei rapitori e risolvere un sequestro di persona rimasto senza colpevoli da 22 anni. Lo riporta l’edizione di Reggio del 'Resto del Carlino'.
Silvana Dall’Orto, oggi 65enne, in occasione del ventennale del rapimento chiese tramite i giornali che si effettuasse un’ analisi delle tracce biologiche su quella canottiera per individuarne il Dna, sulla base delle nuove tecniche scientifiche. Ma oggi si sta rivelando impossibile perchè quegli indumenti risultano introvabili. Il materiale sarebbe scomparso o dal palazzo di giustizia di Reggio Emilia, forse in un trasloco dopo la costruzione della nuova procura e la conseguente ristrutturazione dei locali, oppure dal tribunale di Bologna, dove il materiale potrebbe essere stato inviato in quanto il fascicolo era diventato di competenza degli inquirenti della città felsinea.
Nell’ottobre 2008 i coniugi Zannoni lanciarono un appello: se le nuove tecnologie consentono di individuare il Dna grazie ai reperti biologici come il sudore o i capelli, forse partendo da quella canottiera si potrebbero scoprire i rapitori, dissero Silvana Dall’Orto e Giuseppe Zannoni. Un appello caduto nel vuoto. «Filo della Torre, Claps, tutti questi casi sono stati risolti grazie al Dna – ha commentato amareggiato Zannoni al Carlino – Nel caso di mia moglie gli inquirenti avevano ipotizzato che fossero coinvolti nel sequestro determinati personaggi. Grazie alle analisi su quel voluminoso corpo di reato si potrebbe imputare a qualcuno di loro il reato di sequestro. Ma la tuta, la canottiera gialla, la coperta, è tutto sparito. Io e mia moglie siamo allibiti».

 

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  • Maurizio

    20 Aprile @ 19.10

    In un Paese dove la MAFIA PREVALE SULLO STATO DI DIRITTO accade questo ed altro. La storia lo testimonia.

    Rispondi

  • luca

    20 Aprile @ 18.12

    per quel che servirà, comunque occhio a ritenere il DNA una prova: se passo attraverso una porta e struscio con il maglione il suo o se do la mano a una persona e mi trovano il suo DNA, magari a distanza di anni, se quella persona viene uccisa o rapita, rischio l'incriminazione. Mi sembra una follia.

    Rispondi

  • francesco brundo

    20 Aprile @ 14.15

    La giustizia pretende di esser giusta, ma quando sbaglia lei non paga ! alla fine nessuno sarà responsabile di quel é sparito ! bell'esempio !!!!!

    Rispondi

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